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art. 1, comma 743, legge 27 dicembre 2019, n. 160

6 provvedimenti

Esenzione ICI Terreni Agricoli: Comproprietari e l’Onere della Prova
Il Comune ha impugnato decisioni che riconoscevano l'esenzione ICI per terreni agricoli a una comproprietaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione si estende a tutti i comproprietari se uno di essi è coltivatore diretto e coltiva effettivamente il fondo. Tuttavia, la Corte ha chiarito che l'onere della prova della coltivazione diretta per ogni annualità fiscale ricade sul contribuente, non sull'amministrazione. La sentenza precedente aveva erroneamente invertito questo onere, portando all'annullamento con rinvio per una nuova valutazione dell'esenzione ICI terreni agricoli.
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IMU su bene comunale: l’azienda in concessione paga, non il Comune
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione della soggettività passiva IMU del concessionario di un bene pubblico. Un'azienda aveva ricevuto in concessione un terreno dal Comune, appartenente al patrimonio indisponibile, e vi aveva edificato un fabbricato. Il Comune ha poi richiesto il pagamento dell'IMU. L'azienda si opponeva, sostenendo di non essere la proprietaria. La Corte ha dato torto all'azienda, stabilendo che la legge individua chiaramente nel concessionario il soggetto obbligato al pagamento dell'imposta. Il presupposto non è la proprietà, ma il godimento del bene garantito dalla concessione. Chi utilizza il bene pubblico ne paga le imposte.
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Soggettività passiva TASI: Paga chi ha la concessione, non il Comune
Una società aveva ricevuto in concessione un terreno dal Comune, appartenente al suo patrimonio indisponibile, e vi aveva edificato un fabbricato. Il Comune le ha notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TASI. La società si è opposta, sostenendo di non essere proprietaria. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio chiaro: la soggettività passiva TASI del concessionario sussiste sempre. Chi ha il possesso e il godimento di un bene pubblico in concessione deve pagare le imposte, a prescindere dalla titolarità formale della proprietà. La concessione stessa è il presupposto che fa scattare l'obbligo fiscale.
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IMU su suolo pubblico: l’Azienda paga anche se non è proprietaria
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla soggettività passiva IMU del concessionario. Un'azienda, che aveva costruito un immobile su un terreno comunale ricevuto in concessione, si opponeva al pagamento dell'IMU sostenendo di non essere proprietaria dell'edificio. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: ai fini IMU, il soggetto tenuto a pagare è il concessionario del bene pubblico, a prescindere dalla titolarità formale della proprietà. Ciò che conta è il godimento e l'utilizzo del bene garantiti dalla concessione. La regola si applica non solo ai beni demaniali ma anche a quelli del patrimonio indisponibile del Comune.
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ICI su bene pubblico: paga il concessionario, non il Comune
Una società costruisce un fabbricato su un terreno comunale ricevuto in concessione, compreso nel patrimonio indisponibile dell'ente. Il Comune le notifica un avviso di accertamento per l'ICI non versata. La società si oppone, sostenendo che il proprietario è il Comune. La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro sulla soggettività passiva ICI del concessionario: chi ha la concessione di un bene pubblico, sia esso demaniale o patrimoniale indisponibile, è l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'imposta. La natura del diritto (reale o obbligatorio) è irrilevante. La Corte rigetta il ricorso della società, che quindi deve pagare l'imposta.
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IMU concessionario demaniale: chi paga il tributo?
Una società di gestione di un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2016, sostenendo di non essere tenuta al pagamento a causa di un sequestro antimafia sui suoi beni e per aver ceduto a terzi i diritti sui posti barca. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'IMU del concessionario demaniale è sempre a suo carico, poiché la legge lo identifica come unico soggetto passivo, indipendentemente da cessioni a terzi. Inoltre, il sequestro non annulla i debiti fiscali pregressi. La Corte ha però accolto il ricorso sul calcolo delle sanzioni, applicando il più favorevole principio del cumulo giuridico per violazioni ripetute.
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