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Dovere Di Astensione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'obbligo giuridico per un pubblico ufficiale di non prendere parte a un procedimento o a una decisione quando sussistono ragioni che potrebbero comprometterne l'imparzialità, come un interesse personale o rapporti con le parti coinvolte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso d’Ufficio: La Prescrizione del Reato Annulla la Condanna
Un ex Sindaco e un Imprenditore sono stati condannati in appello per abuso d'ufficio. Il Sindaco aveva affidato un servizio comunale a una società dell'Imprenditore, della quale era stato socio e coobbligato per debiti, violando il dovere di astensione. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio. Ha stabilito che il reato si era estinto per prescrizione del reato prima della sentenza d'appello, a causa di un errato calcolo dei termini di sospensione legati all'emergenza pandemica.
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Dovere di astensione dell’intermediario: la scelta è del cliente
Due risparmiatori citano in giudizio un istituto di credito chiedendo la restituzione di circa quarantamila euro investiti in obbligazioni Lehman Brothers, poi fallite. Gli investitori lamentano la violazione degli obblighi informativi e sostengono che la banca avesse l'obbligo di non eseguire l'operazione poiché ritenuta inadeguata al loro profilo di rischio. La Corte di Cassazione respinge il ricorso degli eredi dei risparmiatori. I giudici chiariscono che, secondo il Regolamento Consob del 2007, non sussiste un dovere di astensione dell'intermediario in assoluto per le operazioni inadeguate, purché il cliente sia stato correttamente profilato e informato dei rischi. L'obbligo di blocco scatta solo se il risparmiatore rifiuta di fornire le informazioni necessarie alla sua profilazione. Di conseguenza, se il cliente è informato e decide comunque di procedere, la scelta finale spetta a lui.
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Dovere di astensione del giudice: rigetto concordato non è vizio
Il Ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che lo condannava per reati in materia di stupefacenti. Tra i motivi di ricorso, ha contestato la violazione del dovere di astensione del giudice d'appello, colpevole a suo dire di aver rigettato una proposta di concordato e poi deciso il merito. Ha inoltre lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che non sussiste alcuna violazione del dovere di astensione del giudice se quest'ultimo rigetta legittimamente un concordato. Inoltre, la richiesta di rivalutare le attenuanti è inammissibile poiché mira a un riesame dei fatti, precluso in sede di legittimità. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Abuso d’ufficio e concorsi: quando astenersi
Un professore universitario è stato condannato per abuso d'ufficio per aver favorito un candidato in una selezione pubblica. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per carenza di motivazione. I giudici hanno chiarito che, per configurare il reato, non basta una mera collaborazione scientifica tra commissario e candidato. È necessario dimostrare che tale rapporto abbia minato l'imparzialità e che il vantaggio concesso fosse effettivamente ingiusto, ovvero che il candidato favorito non fosse il più meritevole.
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Abusivo esercizio professione: il dovere di astensione
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un Sindaco accusato di abusivo esercizio della professione per aver lavorato come ingegnere nel proprio comune. La Corte ha chiarito che il 'dovere di astensione' imposto dalla legge sugli enti locali (TUEL) per evitare conflitti di interesse non equivale a una mancanza di abilitazione professionale. Di conseguenza, la sua violazione non costituisce il reato previsto dall'art. 348 c.p., che sanziona solo chi esercita una professione senza il necessario titolo di studio o iscrizione all'albo. La violazione resta rilevante solo sul piano disciplinare e amministrativo.
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