La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati, 'Il Lavoratore' e 'La Collaboratrice', confermando la loro condanna per l'**esercizio abusivo della professione** di odontoiatra e igienista dentale. 'Il Lavoratore' operava senza le necessarie abilitazioni, mentre 'La Collaboratrice', titolare dello studio, è stata ritenuta corresponsabile per aver consentito e agevolato l'attività illecita. La Corte ha giudicato i ricorsi generici o infondati, ribadendo la responsabilità concorsuale anche per chi, pur abilitato, permette a soggetti non qualificati di esercitare. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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