LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Domanda Riconvenzionale — Anno 2025

Pagina 6 di 18

353 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Domanda Riconvenzionale

Provvedimenti

Responsabilità professionale e obbligo di informare
Un servizio di lavanderia è stato ritenuto responsabile per il restringimento di antichi tendaggi, non per un errore tecnico di lavaggio, ma per aver violato la propria responsabilità professionale omettendo di informare il cliente dei rischi connessi. La Cassazione ha confermato che il professionista ha il dovere di valutare e comunicare i pericoli, anche in presenza di difetti preesistenti del bene. Tuttavia, la richiesta di risarcimento del cliente è stata respinta per mancata prova del danno specifico.
Continua »
Onere della prova: vizi nel preliminare, chi prova?
In una controversia su un contratto preliminare di compravendita, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova. A fronte della denuncia di vizi da parte del promissario acquirente, tali da rendere l'immobile inidoneo, spetta al promittente venditore dimostrare di aver adempiuto correttamente alla propria obbligazione, provando l'assenza di tali vizi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente invertito tale onere.
Continua »
Errore procedurale compenso avvocato: rito e nullità
Una società di costruzioni contesta una condanna al pagamento di onorari legali, denunciando un grave errore procedurale: la causa è stata decisa da un giudice monocratico anziché da un collegio, come previsto dalla legge. La Corte di Cassazione, riconoscendo la potenziale nullità della decisione, ha sospeso il giudizio per acquisire il fascicolo di merito e verificare la corretta applicazione delle norme processuali.
Continua »
Vizi di costruzione: come ottenere il risarcimento?
Un tribunale ha dato ragione a un committente che si era rifiutato di saldare una ditta edile a causa di gravi vizi di costruzione e ritardi nella consegna di un immobile. La sentenza ha ridotto il compenso dovuto all'impresa e ha condannato quest'ultima a risarcire i danni subiti dal cliente, basandosi su una perizia tecnica che ha confermato le inadempienze contrattuali dell'appaltatore.
Continua »
Domanda riconvenzionale competenza: decide il valore
In una causa di opposizione a un pignoramento, la creditrice ha presentato una domanda riconvenzionale di valore superiore ai limiti del Giudice di Pace. Il Tribunale si era dichiarato incompetente, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la domanda riconvenzionale competenza sposta la giurisdizione al giudice superiore (il Tribunale) perché si cumula con la domanda principale, determinando il valore complessivo della controversia.
Continua »
Interpretazione contratto: quando spetta il compenso?
Una società e una collaboratrice hanno disputato sul pagamento di un compenso fisso. La società sosteneva che il compenso fosse legato ai risultati di vendita, mentre la collaboratrice affermava che fosse dovuto per l'attività promozionale iniziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che una plausibile interpretazione del contratto, basata sul suo tenore letterale, non è sindacabile in sede di legittimità. Il compenso è stato quindi ritenuto dovuto per l'attività promozionale svolta, indipendentemente dalla conclusione di contratti.
Continua »
Disconoscimento sottoscrizione: la Cassazione decide
Un imprenditore tenta un disconoscimento sottoscrizione su dei contratti di finanziamento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che il giudice di merito non deve basarsi solo sulla perizia grafica, ma può considerare anche prove logiche e presuntive. La Corte ha inoltre ribadito che le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio devono essere specifiche e autosufficienti, non generiche, per essere prese in esame.
Continua »
Competenza per valore: la domanda riconvenzionale
In un'opposizione all'esecuzione, il creditore opposto ha presentato una domanda riconvenzionale per un importo superiore ai limiti del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini della determinazione della competenza per valore, tale domanda si cumula con quella principale, radicando la giurisdizione presso il Tribunale, a prescindere dalla sua fondatezza nel merito.
Continua »
Competenza per valore: Cassazione e domanda riconvenzionale
In un caso di opposizione all'esecuzione, un istituto di credito eccepiva una compensazione. La parte creditrice rispondeva con una domanda riconvenzionale di valore superiore, chiedendo l'accertamento di un proprio controcredito. Il Tribunale si dichiarava incompetente, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che ai fini della determinazione della competenza per valore si deve tenere conto anche della domanda riconvenzionale, attribuendo la causa al giudice di valore superiore.
Continua »
Saldo zero: quando si applica nel conto corrente
Un correntista contestava addebiti illegittimi. In assenza degli estratti conto iniziali, la Corte d'Appello aveva ricalcolato il saldo partendo dal primo documento disponibile. La Cassazione ha cassato la decisione, riaffermando che in caso di domande contrapposte tra banca e cliente e documentazione incompleta, si deve applicare il criterio del "saldo zero", azzerando il saldo di partenza per il ricalcolo.
Continua »
Azione di simulazione: il creditore può agire sempre?
Un creditore contesta con successo una vendita immobiliare tra un debitore e la sua ex compagna. La Corte di Cassazione chiarisce che un creditore può sempre intentare un'azione di simulazione per annullare un contratto fittizio che lede la sua garanzia patrimoniale, anche se il debito è sorto dopo l'atto simulato. La difesa della parte convenuta, basata su una precedente simulazione, si è rivelata un'arma a doppio taglio, confermando la natura fittizia dell'operazione contestata.
Continua »
Atto interruttivo prescrizione: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13430/2025, ha stabilito che un atto interruttivo prescrizione deve contenere elementi specifici per essere valido. Nel caso esaminato, le lettere inviate da un professionista a una compagnia assicurativa per richiedere il pagamento di compensi sono state giudicate troppo generiche e, pertanto, inidonee a interrompere la decorrenza della prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che la richiesta deve permettere al debitore di identificare con esattezza l'oggetto della pretesa per essere efficace.
Continua »
Distanze in condominio: le regole del Codice Civile
In una disputa tra comproprietari, la Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni (art. 873 c.c.) non si applicano in modo automatico all'interno di un unico edificio. In questi casi, prevale la disciplina sull'uso delle parti comuni (art. 1102 c.c.). La Corte ha cassato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', non avendo chiarito i criteri di misurazione adottati né giustificato l'applicazione delle norme sulle distanze in condominio. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Distanza legale piscina: la Cassazione chiarisce
Una recente ordinanza della Cassazione affronta due temi cruciali: la qualificazione delle spese per l'Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) e la disciplina della distanza legale piscina dal confine di proprietà. La Corte ha stabilito che i costi dell'ATP sono spese giudiziali da liquidare nel giudizio di merito, e non un danno risarcibile autonomamente. Inoltre, ha ribadito che per le piscine, a differenza di cisterne e pozzi, non opera una presunzione assoluta di pericolosità; spetta a chi lamenta la violazione della distanza dimostrare il pericolo concreto derivante dall'opera.
Continua »
Distanze legali vedute: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la violazione delle distanze legali vedute. Il caso verteva sulla creazione di nuove aperture e balconi a distanza non regolamentare. La Suprema Corte ha applicato il principio della 'doppia pronuncia conforme', poiché sia il Tribunale che la Corte d'Appello avevano confermato la violazione basandosi sulla medesima valutazione dei fatti, respingendo i motivi del ricorrente che lamentavano un omesso esame di nuove perizie tecniche.
Continua »
Notifica avvocato: nullità per mancato deposito?
Un caso su onorari legali si trasforma in un dibattito sulla validità della notifica avvocato. La Cassazione deve decidere se il mancato deposito di un atto notificato in proprio dall'avvocato ne causi la nullità, rinviando la decisione a pubblica udienza per la sua particolare rilevanza giuridica.
Continua »
Patto di non concorrenza: nullo se il limite è vago
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13051/2025, ha dichiarato nullo un patto di non concorrenza stipulato tra una banca e una sua dipendente. La Corte ha stabilito che i limiti territoriali del patto devono essere certi e determinati al momento della sottoscrizione. Poiché l'accordo prevedeva la possibilità per il datore di lavoro di modificare unilateralmente l'ambito geografico del divieto, è stato ritenuto invalido per violazione dell'art. 2125 c.c., che tutela la libertà professionale del lavoratore.
Continua »
Patto di non concorrenza: nullo se il limite è vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo un patto di non concorrenza a causa dell'indeterminatezza dei suoi confini territoriali. La clausola, che permetteva al datore di lavoro di modificare l'area geografica del divieto in caso di trasferimento della dipendente, è stata ritenuta lesiva del diritto della lavoratrice di conoscere con certezza, fin dalla stipula, l'esatta estensione del sacrificio richiestole. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che i limiti del patto devono essere chiari e non modificabili unilateralmente.
Continua »
Competenza giudice di pace: risarcimento e immobili
La Corte di Cassazione ha confermato la competenza del giudice di pace in una causa di risarcimento danni per la presenza illegittima di cavi elettrici su un immobile. La decisione si fonda sul principio che la richiesta di una somma di denaro (petitum mediato) riguarda un bene mobile, rientrando così nella giurisdizione del giudice di pace, a prescindere dal fatto che il danno sia avvenuto su un bene immobile. L'ordinanza rigetta il ricorso di una società di distribuzione elettrica, sottolineando l'inammissibilità di diversi motivi, tra cui quello sulla competenza.
Continua »
Canone locazione tabaccheria: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha stabilito che il canone locazione tabaccheria situata in una stazione ferroviaria può essere liberamente determinato tra le parti. La Corte ha chiarito che il limite del 15% del reddito, previsto da una legge speciale, si applica solo al corrispettivo per la vendita di generi di monopolio e non all'intero affitto del locale commerciale, soprattutto se si vendono anche altri prodotti. Rigettata anche la richiesta di rimborso per le spese di ristrutturazione a carico del conduttore.
Continua »