LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Domanda Riconvenzionale — Anno 2025

Pagina 11 di 18

353 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Domanda Riconvenzionale

Provvedimenti

Opposizione atti esecutivi: limiti e spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7343/2025, si è pronunciata su un complesso caso di opposizione agli atti esecutivi. La controversia nasce da un pignoramento presso terzi in cui il terzo pignorato si opponeva all'ordinanza di assegnazione. La Corte ha stabilito che una domanda di accertamento del credito, seppur formalmente autonoma ma intrinsecamente connessa all'opposizione, segue le stesse regole di impugnazione del rito esecutivo. Inoltre, ha cassato la sentenza d'appello per l'errata liquidazione delle spese legali, precisando che i compensi per la fase istruttoria non sono dovuti se questa non si è concretamente svolta.
Continua »
Provvigione mediatore non iscritto: diritto negato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che nega il diritto alla provvigione a un professionista per un'intermediazione immobiliare, in quanto non iscritto all'apposito albo. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo di iscrizione non è in contrasto con il diritto europeo e non può essere aggirato definendo l'attività come un semplice mandato. La mancanza di tale requisito comporta la nullità del contratto e la perdita di qualsiasi diritto al compenso, confermando la solidità del principio di legalità per la professione di mediatore.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti che contestavano la qualificazione del loro impegno come contratto autonomo di garanzia anziché come fideiussione. L'ordinanza chiarisce che la reinterpretazione del contratto è una questione di fatto non ammissibile in sede di legittimità, condannando i ricorrenti al pagamento di sanzioni per lite temeraria.
Continua »
Domanda riconvenzionale: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società può presentare una domanda riconvenzionale per canoni di gestione aziendale, anche se eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva riguardo a una diversa pretesa di restituzione per una cessione di quote. La Corte ha chiarito che i due rapporti giuridici, uno tra la ricorrente e la società e l'altro tra la ricorrente e i soci, sono distinti e autonomi. L'ammissibilità della domanda riconvenzionale è stata quindi confermata, respingendo il ricorso.
Continua »
Negozio di accertamento: confine tra fondi e prove
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto la richiesta di due proprietari di rideterminare un confine basandosi sulle mappe catastali. Secondo la Corte, la presenza di una recinzione stabile e risalente nel tempo, insieme ad altri comportamenti delle parti, costituisce un valido negozio di accertamento per comportamento concludente. Tale accordo di fatto, volto a eliminare l'incertezza sul confine, prevale sulle risultanze catastali, che hanno solo un valore sussidiario. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso volti a una rivalutazione delle prove e ha confermato la condanna dei ricorrenti al pagamento di tutte le spese processuali.
Continua »
Successione del possesso: l’erede non è sempre reo
Il caso tratta una disputa ereditaria in cui alcuni coeredi chiedevano un risarcimento per l'occupazione abusiva di un immobile. La Corte di Cassazione, analizzando la regola della successione del possesso, ha stabilito che la continuazione del possesso in capo all'erede non comporta una sua automatica responsabilità per l'illecito commesso dal defunto. È necessario dimostrare che l'erede abbia personalmente proseguito nell'occupazione illegittima. La Corte ha inoltre affrontato temi procedurali, ribadendo l'inammissibilità di nuovi documenti in appello se non sussistono le condizioni previste dalla legge.
Continua »
Tasso usura e CMS: la Cassazione chiarisce il calcolo
La Cassazione rigetta il ricorso di una società contro una banca, chiarendo che una Commissione di Massimo Scoperto (CMS) già dichiarata nulla non può essere inclusa nel calcolo del tasso usura. Sancisce inoltre che la mancata contestazione specifica di un credito in una domanda riconvenzionale ne determina l'accertamento.
Continua »
Caparra confirmatoria: recesso e ritenzione della somma
Una promissaria acquirente recedeva da un contratto preliminare per presunto inadempimento della società venditrice, chiedendo il doppio della caparra confirmatoria. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che l'inadempimento era della acquirente, la quale non si era presentata per la stipula del rogito. Di conseguenza, la società venditrice è stata ritenuta legittimata a trattenere la caparra confirmatoria ricevuta, poiché la richiesta di ritenzione qualifica la domanda come recesso contrattuale.
Continua »
Responsabilità professionale: limiti del giudice di merito
Una società di trasporti citava in giudizio il proprio consulente contabile per responsabilità professionale. Dopo una condanna in primo grado, la Corte d'Appello ribaltava la decisione, escludendo la responsabilità del professionista qualificato come 'nudus minister', ovvero mero esecutore di ordini. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove e dei fatti è di esclusiva competenza dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità.
Continua »
Responsabilità appaltatore: quando è inadempiente?
Un'impresa edile sospendeva i lavori per presunte irregolarità, ma la Cassazione ha confermato la sua piena responsabilità appaltatore. L'ordinanza stabilisce che la sospensione ingiustificata e i difetti di costruzione legittimano il recesso dei committenti e la richiesta di risarcimento. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso dell'impresa, inclusi quelli sulla presunta ingerenza dei clienti e sulla capacità processuale della società, ormai cancellata dal registro imprese.
Continua »
Deposito telematico multiplo: la Cassazione decide
Un lavoratore, licenziato per gravi inadempienze, ha presentato ricorso in Cassazione contestando, tra le altre cose, la tardività della domanda riconvenzionale della società. Il punto cruciale era la validità di un deposito telematico multiplo, composto da più buste digitali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il deposito è tempestivo se la busta contenente l'atto processuale principale perviene entro la scadenza, anche se le buste contenenti i documenti allegati arrivano successivamente. Il licenziamento è stato quindi confermato.
Continua »
Diffida ad adempiere: quando non è legittima
Un promittente venditore di un terreno agricolo ha inviato una diffida ad adempiere ai promissari acquirenti, chiedendo poi la risoluzione del contratto. I tribunali, fino alla Cassazione, hanno dato torto al venditore. La Corte ha stabilito che la diffida ad adempiere è uno strumento a disposizione della parte adempiente, non di quella che è essa stessa in torto. Nel caso specifico, i compratori avevano regolarmente effettuato i pagamenti concordati, anche estinguendo debiti del venditore con le banche, mentre il venditore si era ingiustificatamente rifiutato di procedere alla vendita definitiva.
Continua »
Giudicato esterno: effetti sui crediti futuri
Una società di consulenza ha citato in giudizio i proprietari di un immobile per ottenere il saldo di un compenso. La Cassazione ha respinto il ricorso basandosi sul principio del giudicato esterno. Una precedente sentenza definitiva, che aveva negato il pagamento di una rata precedente a causa dell'inadempimento della società, ha avuto l'effetto di precludere qualsiasi ulteriore richiesta di pagamento derivante dallo stesso rapporto contrattuale, avendo già accertato in modo vincolante la questione fondamentale della responsabilità.
Continua »
Ammissione delle prove: la Cassazione decide
Una complessa controversia tra proprietari confinanti, relativa a presunti abusi edilizi e diritti di proprietà, giunge in Cassazione. La Corte rigetta il ricorso principale, stabilendo un principio fondamentale sull'ammissione delle prove: le istanze istruttorie respinte in primo grado, se non reiterate specificamente in sede di precisazione delle conclusioni e in appello, si considerano abbandonate, anche dalla parte risultata vittoriosa. Il ricorso incidentale è dichiarato inammissibile per tardività.
Continua »
Giudicato esterno: quando una sentenza è definitiva
La Corte di Cassazione chiarisce l'ampia portata del giudicato esterno. Un acquirente aveva ottenuto una sentenza definitiva per l'esecuzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Successivamente, il venditore tentava di far valere la nullità dello stesso contratto in un'altra causa. La Suprema Corte ha stabilito che la prima sentenza, essendo definitiva, ha implicitamente confermato la validità del contratto, precludendo ogni successiva contestazione. Il principio del giudicato copre non solo le questioni discusse, ma anche quelle che si sarebbero potute discutere, rendendo la decisione finale e inattaccabile.
Continua »
Onere della prova danni immobile: la decisione della Corte
Una società locatrice ha citato in giudizio la società conduttrice per danni all'immobile commerciale. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Il motivo è stata la motivazione illogica e contraddittoria della sentenza d'appello riguardo alla clausola contrattuale sullo stato del bene, che ha inciso sull'errata attribuzione dell'onere della prova danni immobile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Domanda riconvenzionale: competenza per valore e cumulo
Una creditrice ha avviato un'esecuzione forzata per una somma modesta. La banca debitrice si è opposta, eccependo in compensazione un credito maggiore. La creditrice ha risposto con una domanda riconvenzionale il cui valore superava la competenza del giudice adito. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in questi casi, il valore della domanda riconvenzionale si somma a quello della causa principale, determinando lo spostamento della competenza al giudice superiore (il Tribunale).
Continua »
Compensazione impropria: quando il giudice decide
In una controversia su un contratto d'appalto, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della decisione del giudice di merito che ha operato una compensazione impropria tra il credito dell'appaltatore per il saldo del prezzo e il debito per i danni causati dai vizi dell'opera. La Corte ha stabilito che tale operazione, assimilabile a un mero accertamento contabile, può essere effettuata d'ufficio, anche in assenza di una specifica domanda di risarcimento (domanda riconvenzionale) da parte del committente, essendo sufficiente la sola eccezione di inadempimento.
Continua »
Competenza per valore: il cumulo con la riconvenzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un giudizio di opposizione all'esecuzione, la proposizione di una domanda riconvenzionale di valore superiore ai limiti del Giudice di Pace radica la competenza per valore presso il Tribunale. La Corte ha chiarito che il valore della domanda principale e di quella riconvenzionale si sommano ai fini della determinazione del giudice competente, secondo il principio generale del cumulo delle domande.
Continua »
Eccezione di compensazione nel fallimento: la difesa
Una società, convenuta in giudizio per un pagamento da una curatela fallimentare, ha opposto in compensazione un proprio controcredito derivante dallo stesso contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che l'eccezione di compensazione, se usata come mera difesa per paralizzare la pretesa avversaria, è sempre ammissibile nel giudizio ordinario e non va confusa con una domanda riconvenzionale, che invece deve essere insinuata nel passivo fallimentare.
Continua »