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Distrazione Delle Spese

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale: spese legali all’avvocato distrattario
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Tale svista può essere corretta attraverso un'apposita procedura, senza necessità di un nuovo ricorso, garantendo così l'efficienza processuale. Il caso analizzato nasce da una controversia familiare, ma il principio affermato ha una valenza generale per tutti i professionisti legali.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. Inizialmente, pur accogliendo il ricorso di un contribuente, aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dei suoi avvocati. Con il nuovo provvedimento, la Corte ha integrato la decisione, stabilendo che le spese liquidate devono essere pagate direttamente ai difensori che ne avevano fatto richiesta, confermando l'utilizzabilità della procedura di correzione per sanare tali sviste.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. La Corte aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore di un avvocato dichiaratosi antistatario. Accogliendo il ricorso per correzione, la Suprema Corte ha emendato il provvedimento, disponendo che le spese fossero liquidate direttamente in favore del legale.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10871/2024, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato della parte vittoriosa, nonostante questi ne avesse fatto esplicita richiesta. Il provvedimento chiarisce che il rimedio per tale omissione è il procedimento di correzione dell'errore materiale, accogliendo il ricorso del legale.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10781/2024, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'appello, ma la procedura di correzione dell'errore materiale. La Corte ha accolto il ricorso di un legale, ordinando la modifica di una precedente decisione per includere la distrazione delle spese a suo favore, confermando un iter processuale più rapido ed efficiente per tutelare i diritti del difensore.
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Correzione errore materiale: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha corretto un'ordinanza per un errore materiale. La frase relativa alla distrazione delle spese in favore degli avvocati era stata inserita nel paragrafo sbagliato del dispositivo. La Corte ha riconosciuto il 'lapsus calami' e ha riposizionato la clausola nel punto corretto, accogliendo il ricorso per la correzione errore materiale.
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Correzione errore materiale: distrazione spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12739/2024, interviene per una correzione errore materiale su una propria precedente sentenza. Il caso riguarda l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dei difensori di una società, precedentemente risultata vittoriosa contro l'Amministrazione Finanziaria. La Corte ribadisce che il rimedio corretto per tale omissione non è l'appello, bensì la procedura di correzione, più rapida ed efficiente. Di conseguenza, accoglie l'istanza e dispone la modifica della sentenza originale per includere la distrazione delle spese a favore dei legali.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente sentenza per un errore materiale. Aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dei difensori della società vittoriosa, nonostante la richiesta fosse stata ritualmente avanzata. La Corte ha ribadito che tale omissione si corregge con la procedura per errore materiale e non con un'impugnazione, ordinando di aggiungere la clausola di distrazione alla sentenza originale.
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Danno morale terrorismo: sì al ricalcolo massimo
Un militare, vittima di un attentato terroristico, ha impugnato la quantificazione della sua invalidità. La Corte d'Appello, a differenza del giudice di primo grado, ha elevato la valutazione del danno morale dal 50% al massimo del 2/3 del danno biologico, tenendo conto della gravissima sofferenza patita. Tale ricalcolo ha portato l'invalidità complessiva al di sopra della soglia del 50%, garantendo l'accesso a benefici maggiori. La sentenza chiarisce i criteri per la quantificazione del danno morale per le vittime del terrorismo.
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Distrazione delle spese: rimedio per l’omissione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio errore materiale, relativo alla mancata statuizione sulla distrazione delle spese legali a favore dei difensori. Con questa ordinanza, si ribadisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata tramite il più celere procedimento di correzione, garantendo così una rapida tutela del credito professionale dell'avvocato.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali, presentata dal difensore, costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'appello, ma la più rapida procedura di correzione. Nel caso specifico, una società aveva vinto una causa contro un Comune, ma l'ordinanza non aveva disposto il pagamento delle spese direttamente ai legali antistatari. La Corte ha ordinato la correzione del provvedimento, aggiungendo la clausola di distrazione delle spese in favore dei difensori.
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Errore di fatto spese legali: Cassazione revoca
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza a causa di un errore di fatto sulle spese legali. Una cittadina, pur avendo diritto all'esenzione, era stata condannata al pagamento. La Corte ha riconosciuto la svista, annullando la condanna e ribaltando la decisione sulle spese a carico dell'ente previdenziale.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
Una società, vittoriosa in una causa tributaria, ottiene dalla Corte di Cassazione la correzione di una precedente ordinanza. I giudici avevano omesso di disporre la distrazione spese legali a favore del difensore, che si era dichiarato antistatario. La Corte ha riconosciuto l'errore materiale e ha integrato il provvedimento, ordinando che le spese liquidate venissero pagate direttamente all'avvocato.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata tramite la più rapida procedura di correzione di errore materiale. Nel caso di specie, i legali di una società vittoriosa contro l'Amministrazione Finanziaria avevano richiesto la distrazione, ma la sentenza non l'aveva disposta. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, affermando che questo rimedio garantisce maggiore rapidità e rispetta il principio della ragionevole durata del processo, consentendo ai difensori di ottenere celermente un titolo esecutivo per i propri compensi.
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Distrazione delle spese: cosa accade con la compensazione
Un Condominio, condannato al pagamento delle spese legali a favore di un architetto ma al contempo creditore dello stesso per un rimborso, ha sostenuto in Cassazione che il debito per le spese si fosse estinto per compensazione legale, impedendo la distrazione delle spese a favore del legale del professionista. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la compensazione legale richiede crediti certi ed esigibili, requisiti non soddisfatti da una sentenza soggetta a impugnazione. Inoltre, la compensazione deve essere eccepita dalla parte, cosa che il Condominio non aveva fatto. È stata quindi confermata la legittimità della distrazione delle spese.
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Distrazione spese: correzione per errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione spese avanzata dal difensore. Il provvedimento chiarisce che tale omissione non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere sanata tramite la più rapida procedura di correzione, in linea con il principio della ragionevole durata del processo. La decisione ribadisce che il mancato accoglimento della richiesta di distrazione delle spese costituisce un errore materiale sanabile con apposita istanza.
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Correzione errore e spese: la Cassazione attende
A seguito di una richiesta di correzione di errore materiale relativa all'omessa distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione. L'opposizione della controparte ha sollevato una questione sulla condanna alle spese in questa fase, questione già rimessa alle Sezioni Unite in un altro caso. La Corte ha quindi disposto il rinvio in attesa di tale autorevole pronuncia.
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Distrazione delle spese: sì alla correzione materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. La decisione originale aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa, nonostante questi si fosse dichiarato antistatario. Riconoscendo l'omissione come una mera svista, la Corte ha accolto l'istanza di correzione, integrando il provvedimento e tutelando il diritto del legale a ricevere il pagamento diretto dalla parte soccombente.
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Carta Docente per precari: vittoria in Appello
La Corte d'Appello di Brescia ha riformato una sentenza di primo grado, riconoscendo il diritto di un docente precario a ricevere la Carta Docente anche per l'anno scolastico 2022/2023, che era stato erroneamente omesso. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, stabilito dalla giurisprudenza europea e nazionale, confermando che i docenti con contratti annuali hanno pieno diritto al bonus di 500 euro per la formazione.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società rinuncia al ricorso in Cassazione dopo il deposito delle conclusioni del Pubblico Ministero. La controparte non accetta, chiedendo le spese. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso e condanna la parte rinunciante al pagamento delle spese legali, ritenendo la rinuncia tardiva e basata su un fatto sopravvenuto.
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