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Distrazione Delle Spese

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. La Corte ha accolto il ricorso, disponendo la correzione del precedente provvedimento e confermando che il rimedio corretto è la procedura di correzione, per la quale non serve una nuova procura speciale.
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Distrazione spese legali: come correggerla se omessa
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento in cui era stata omessa la pronuncia sulla distrazione spese legali a favore dei difensori di una società. L'ordinanza chiarisce che in caso di tale dimenticanza, il rimedio corretto non è l'impugnazione, bensì la più rapida procedura di correzione dell'errore materiale. Questa decisione, in linea con i principi di economia processuale, ha permesso di emendare l'ordinanza originale, disponendo che le spese fossero liquidate direttamente ai legali che si erano dichiarati antistatari.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione perché aveva omesso la distrazione spese legali in suo favore, nonostante una specifica richiesta. La Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione costituisce un errore materiale sanabile con la procedura di correzione ex art. 287 c.p.c., e non un vizio che richiede un'impugnazione. Questa soluzione garantisce una tutela più rapida, in linea con il principio della ragionevole durata del processo.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Un avvocato, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole contro l'Agenzia delle Entrate, si accorge che la Corte ha omesso di disporre la distrazione delle spese a suo favore, come richiesto. La Cassazione, con una nuova ordinanza, accoglie l'istanza di correzione di errore materiale, confermando che questo è il rimedio corretto e più celere per sanare tale omissione, senza necessità di un nuovo giudizio di impugnazione.
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Distrazione delle spese: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio errore materiale in un'ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore di una contribuente, nonostante quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. Riconosciuta la svista, l'ordinanza viene emendata per garantire che le somme liquidate siano versate direttamente al legale che ha anticipato i costi, riaffermando il principio della distrazione delle spese.
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Distrazione delle spese: l’errore va corretto
La Corte di Cassazione corregge una propria precedente ordinanza per un errore materiale. Aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato del contribuente, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha riconosciuto la svista come un errore evidente, emettendo un nuovo provvedimento per rettificare il dispositivo e attribuire le spese direttamente al difensore antistatario, condannando l'Amministrazione Finanziaria e l'Agente della Riscossione.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e spese legali
Una cassa di previdenza ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza che dichiarava illegittima una trattenuta sulla pensione di un iscritto. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, anche se la rinuncia non era stata notificata. Questa ordinanza chiarisce le conseguenze di una rinuncia al ricorso in Cassazione, confermando la condanna alle spese per la parte rinunciante.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un avvocato, difensore di un Comune, ha ottenuto la correzione di una sentenza della Corte di Cassazione che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore, nonostante ne avesse fatto richiesta. La Corte ha qualificato l'omissione come un errore materiale, correggibile con una procedura specifica e non soggetto a termini di impugnazione, ribadendo che la controparte non può contestare tale richiesta.
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Distrazione spese: correzione errore in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente sentenza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa, che ne aveva fatto esplicita richiesta. La Corte ha ribadito che tale omissione non richiede un'impugnazione, ma il più celere procedimento di correzione, respingendo le eccezioni della controparte. La sentenza originale è stata quindi integrata con la clausola di distrazione spese.
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Liquidazione spese legali: la decisione della Corte
La sentenza analizza il caso di una riliquidazione delle spese processuali a seguito di un rinvio dalla Corte di Cassazione. Quest'ultima aveva annullato una precedente decisione della Corte d'Appello che aveva liquidato compensi professionali in misura inferiore ai minimi tariffari senza adeguata motivazione. La nuova pronuncia adegua gli importi per tutti i gradi di giudizio, applicando i parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014 e riaffermando il principio che la liquidazione spese legali non può scendere sotto le soglie minime in assenza di valide ragioni giustificative.
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Spese di lite: inderogabilità dei minimi tariffari
La Corte d'Appello di Lecce ha riformato una sentenza del Tribunale di Taranto, stabilendo che le spese di lite non possono essere liquidate al di sotto dei minimi tariffari previsti dalla legge. Il caso riguardava alcuni docenti che, dopo aver vinto una causa per il riconoscimento della "carta docenti", avevano ricevuto un compenso per le spese legali inferiore al minimo edittale. La Corte ha accolto l'appello, rideterminando l'importo corretto e confermando il principio dell'inderogabilità dei minimi, anche in presenza di cause riunite e di ridotta attività processuale.
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Liquidazione spese processuali: la regola della riunione
La Corte d'Appello di Lecce ha riformato una sentenza di primo grado sulla quantificazione delle spese legali. Il caso riguardava due docenti che, dopo aver vinto una causa per il riconoscimento della "carta docenti", avevano impugnato la decisione solo per l'insufficiente liquidazione delle spese processuali. La Corte ha stabilito che, in caso di riunione di più cause, i compensi per l'attività svolta prima della riunione devono essere calcolati separatamente per ciascun procedimento, rideterminando così l'importo dovuto in favore dei legali.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Una docente otteneva il riconoscimento del diritto alla Carta del Docente, ma il Tribunale compensava le spese legali. La Corte d'Appello ha riformato la sentenza, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima quando la giurisprudenza è già consolidata a favore del vincitore, condannando la parte soccombente al pagamento di tutti i costi.
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Spese legali cause riunite: la corretta liquidazione
Una sentenza chiarisce il calcolo delle spese legali cause riunite. Quattro lavoratori vincono la causa per un bonus economico, ma le spese legali vengono liquidate in modo errato. La Corte d'Appello accoglie il ricorso, stabilendo che le fasi pre-riunione vanno liquidate singolarmente per ogni causa, mentre per le fasi successive si applica un compenso unico.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
Un'associazione antiracket aveva presentato un'istanza per correggere le modalità di pagamento delle spese legali a suo favore. Successivamente, ha presentato una rinuncia all'impugnazione a seguito di un accordo. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'associazione al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento in cui, per un mero errore materiale, era stata omessa la pronuncia sulla distrazione delle spese legali in favore del difensore della parte vittoriosa. L'ordinanza stabilisce che in caso di tale omissione, lo strumento corretto e più rapido non è l'impugnazione, ma il procedimento di correzione dell'errore materiale, poiché la richiesta di distrazione non costituisce una domanda autonoma. La Corte ha quindi disposto l'integrazione della precedente ordinanza, aggiungendo la clausola di distrazione spese a favore del legale.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento in cui era stata omessa la pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato difensore. L'ordinanza stabilisce che il rimedio corretto per tale dimenticanza è il procedimento di correzione dell'errore materiale, in quanto più rapido ed efficace, garantendo così il diritto del legale a ottenere un titolo esecutivo per il recupero dei propri onorari.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese avanzata dai legali della parte vittoriosa. La Corte ha ribadito che in questi casi, la procedura corretta non è l'impugnazione, ma la richiesta di correzione dell'errore, un rimedio più rapido e applicabile anche alle pronunce di legittimità.
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Distrazione spese legali: la correzione è possibile
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza per correzione di errore materiale, ha rettificato una propria precedente sentenza. La Corte aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore del difensore della parte vittoriosa. Il provvedimento stabilisce che tale omissione costituisce un errore materiale, sanabile con una procedura rapida anziché con un'impugnazione ordinaria, garantendo così al legale il diritto di ricevere il pagamento delle spese direttamente dalla parte soccombente.
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Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. L'errore consisteva nell'aver omesso la distrazione delle spese legali a favore dei difensori della parte vittoriosa, i quali si erano dichiarati antistatari. La Corte ha accolto l'istanza, ribadendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, e ha disposto la modifica del provvedimento originale per attribuire le somme liquidate direttamente ai legali.
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