La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33759/2023, ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese in favore del difensore costituisce un errore materiale. Due avvocati avevano richiesto la correzione di una precedente sentenza che, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporne la distrazione in loro favore. La Corte ha accolto il ricorso, specificando che il rimedio corretto è la procedura di correzione dell'errore materiale, più rapida ed efficiente rispetto a un'impugnazione ordinaria, e ha rettificato il dispositivo della sentenza originale.
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