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Distrazione Delle Spese

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distrazione delle spese: guida alla correzione
Gli eredi di un avvocato hanno agito in Cassazione per correggere un'ordinanza che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del professionista, nonostante la richiesta formale. La Corte ha riconosciuto che tale omissione configura un errore materiale emendabile. La decisione conferma che, se il difensore si dichiara antistatario e la Corte liquida le spese senza assegnarle direttamente a lui, il rimedio corretto è il ricorso per correzione ex art. 391-bis c.p.c.
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Distrazione delle spese: la guida alla correzione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di un errore materiale in un'ordinanza precedente che aveva omesso la distrazione delle spese in favore del difensore. Il legale si era dichiarato anticipatario durante il giudizio, ma il dispositivo non riportava tale attribuzione. La Corte ha ribadito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, bensì il più rapido procedimento di correzione. Tale strumento garantisce l'efficienza del sistema e permette al difensore di ottenere un titolo esecutivo valido per il recupero dei propri onorari.
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Errore materiale: correzione distrazione spese legali
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso volto a sanare un **errore materiale** riscontrato in una precedente ordinanza. Il difensore della parte ricorrente aveva segnalato che, nonostante la dichiarazione di essere antistatario, il giudice aveva omesso di inserire nel dispositivo la clausola di distrazione delle spese legali in suo favore. La Suprema Corte, verificata l'effettiva omissione, ha disposto l'integrazione del testo originale ai sensi degli articoli 287 e 288 c.p.c., confermando il diritto del legale a percepire direttamente le somme liquidate.
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Distrazione delle spese: guida alla correzione errore
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di un errore materiale relativo alla distrazione delle spese. Un difensore, regolarmente dichiaratosi antistatario, aveva rilevato che il dispositivo di una precedente ordinanza ometteva di disporre il pagamento delle spese direttamente a suo favore. La Suprema Corte, richiamando gli articoli 287 e 288 c.p.c., ha confermato che tale omissione costituisce un errore emendabile tramite la procedura di correzione, disponendo l'integrazione del testo originale senza modificare il merito della decisione.
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Errore materiale: correzione spese legali in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il difensore del ricorrente aveva segnalato che la Corte, pur avendo condannato la Pubblica Amministrazione al pagamento delle spese di lite, aveva omesso di disporre la distrazione delle stesse in suo favore, nonostante la specifica richiesta formulata in memoria. La Suprema Corte ha confermato che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese in favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale emendabile tramite la procedura semplificata prevista dagli artt. 287 e 391-bis c.p.c., procedendo quindi alla rettifica del dispositivo.
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Procura speciale: ricorso nullo se il mandato è illeggibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni privati per ottenere l'equa riparazione dovuta alla durata irragionevole di un processo. La decisione si fonda principalmente sul difetto di procura speciale, risultata del tutto illeggibile e priva degli elementi essenziali per identificare il difensore e l'ambito del mandato. Inoltre, la Corte ha chiarito che il difensore che richiede la distrazione delle spese non acquisisce la legittimazione ad agire in proprio per l'indennizzo Pinto, non essendo parte del giudizio presupposto.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale relativa a una precedente ordinanza che aveva omesso la distrazione delle spese in favore dei legali. Nonostante la richiesta fosse stata correttamente formulata nel controricorso, il dispositivo finale non riportava l'ordine di pagamento diretto ai difensori antistatari. La Suprema Corte ha confermato che tale mancanza costituisce un errore meramente formale, sanabile tramite la procedura prevista dall'articolo 391-bis del codice di procedura civile, disponendo l'integrazione del testo originale.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Suprema Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione errore materiale relativa a una precedente ordinanza. Il provvedimento originario conteneva una discordanza tra la motivazione, che riconosceva il diritto al rimborso spese per due distinti gradi di merito, e il dispositivo, che ne indicava erroneamente soltanto uno. Inoltre, i giudici avevano omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dei legali che si erano dichiarati antistatari. La Corte ha stabilito che tali sviste non intaccano la sostanza della decisione e possono essere sanate mediante la procedura di correzione prevista dal codice di procedura civile.
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Distrazione delle spese: come rimediare all’errore del giudice
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale per l'omessa distrazione delle spese in favore del difensore di una società in liquidazione. Nonostante la parte soccombente avesse eccepito la cancellazione della società dal registro delle imprese, i giudici hanno stabilito che il difensore agisce legittimamente in forza della procura originaria. L'omissione della clausola di distrazione, sebbene ritualmente richiesta, rappresenta un mero errore materiale emendabile tramite il rito previsto dagli articoli 287 e 288 c.p.c. La Corte ha quindi integrato il dispositivo e la motivazione della precedente ordinanza, confermando la natura amministrativa del procedimento di correzione.
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Correzione di errore materiale: spese legali salve in Cassazione
Una società cooperativa in liquidazione ha presentato istanza per la correzione di errore materiale contro un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il giudice aveva omesso di inserire nel dispositivo la distrazione delle spese legali in favore del difensore, nonostante la richiesta esplicita formulata nelle memorie. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non costituisce un vizio da impugnare con ricorso ordinario, ma una semplice svista rimediabile con la procedura di correzione. Tale soluzione garantisce la ragionevole durata del processo e permette all'avvocato di ottenere rapidamente un titolo esecutivo per i propri onorari, confermando un orientamento consolidato delle Sezioni Unite.
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Distrazione delle spese legali: come correggere l’errore
Un avvocato ha presentato ricorso per la correzione di un errore materiale relativo a un'ordinanza delle Sezioni Unite. Il professionista lamentava l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese legali in suo favore, nonostante avesse dichiarato la propria qualità di antistatario nel giudizio originario contro un'azienda sanitaria locale. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, stabilendo che il procedimento di correzione è lo strumento idoneo per integrare il dispositivo mancante. La decisione chiarisce che la richiesta di distrazione non costituisce una domanda autonoma e non richiede notifiche aggiuntive alla parte assistita, né dichiarazioni esplicite sulla mancata riscossione degli onorari, essendo queste ultime implicitamente contenute nella domanda stessa.
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Atleta violento e club: la responsabilità civile società sportiva
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un atleta che, durante una competizione ufficiale, ha causato lesioni personali a un altro soggetto. Mentre la responsabilità penale dell'atleta era già accertata, la Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità civile società sportiva per mancanza di un contratto di lavoro subordinato o di un rapporto oneroso. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che ai sensi dell'art. 2049 c.c. la società risponde dei danni se l'atleta è inserito nella sua organizzazione e se l'illecito è avvenuto con nesso di occasionalità necessaria rispetto all'attività sportiva, indipendentemente dalla natura gratuita del rapporto.
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Differenze retributive: la firma per ricevuta non prova il pagamento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna degli eredi di un datore di lavoro al pagamento di differenze retributive in favore di una collaboratrice domestica. Il punto centrale della controversia riguardava il valore probatorio delle buste paga prodotte in giudizio. Mentre alcune riportavano la dicitura 'per quietanza', altre erano firmate solo 'per ricevuta' o risultavano prive di firma. La Corte d'Appello aveva stabilito che la firma 'per ricevuta' attesta esclusivamente la consegna del prospetto paga e non l'effettivo versamento del denaro. Gli eredi hanno impugnato la decisione sostenendo un errore nella lettura dei documenti, ma la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che contestazioni sulla percezione materiale dei fatti devono essere sollevate tramite revocazione e non in sede di legittimità, confermando così il diritto della lavoratrice a percepire le somme spettanti.
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Distrazione delle spese: come rimediare all’omissione in sentenza
Un'Amministrazione Centrale ha perso un ricorso in Cassazione contro numerosi cittadini. La Corte ha condannato l'ente al pagamento delle spese legali, ma ha omesso di indicare la distrazione delle spese in favore dei difensori, nonostante la richiesta fosse presente nel controricorso. I legali hanno quindi sollecitato la correzione del provvedimento. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese costituisce un errore materiale correggibile tramite la procedura semplificata degli artt. 287 e 288 c.p.c., anziché richiedere un'impugnazione ordinaria. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato disponendo il pagamento diretto ai professionisti.
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Giudizio di ottemperanza: addio alla messa in mora obbligatoria
Un contribuente ha impugnato la decisione che dichiarava inammissibile il suo ricorso per l'esecuzione di una sentenza tributaria favorevole. Il giudice di merito riteneva necessaria la preventiva messa in mora dell'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale orientamento, stabilendo che per le sentenze di condanna al pagamento di somme, il giudizio di ottemperanza è proponibile dopo novanta giorni dalla notifica della decisione. La Suprema Corte chiarisce che l'immediata esecutività delle sentenze tributarie, introdotta dalle riforme del 2015, esclude l'obbligo di ulteriori formalità come la costituzione in mora, semplificando l'accesso alla tutela esecutiva per il cittadino.
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Compenso professionale avvocato: la liquidazione
Un legale ha richiesto alla Corte d'Appello la liquidazione del compenso professionale avvocato per l'assistenza prestata in un giudizio di lavoro. La società cliente, nonostante l'attività documentata da tre udienze e il deposito dell'atto di appello, non ha onorato il debito. La Corte, accertata la contumacia della società e la congruità della richiesta rispetto ai parametri ministeriali, ha condannato il cliente al pagamento dei compensi e delle spese legali.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata dal difensore di una società di trasporti. Nel precedente giudizio di legittimità, pur avendo rigettato il ricorso dell'ente impositore e liquidato le spese, la Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del legale che si era dichiarato antistatario. I giudici hanno ribadito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta tramite il procedimento di correzione, garantendo la ragionevole durata del processo e fornendo al professionista un rapido titolo esecutivo.
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Distrazione delle spese: guida alla correzione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione di errore materiale riguardante la mancata distrazione delle spese in favore del difensore antistatario. Nonostante la richiesta fosse stata formulata nel controricorso, il dispositivo dell'ordinanza originaria aveva omesso di indicare il pagamento diretto all'avvocato. La Corte ha ribadito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non costituisce un vizio da impugnare con i mezzi ordinari, ma un errore materiale sanabile tramite l'apposita procedura di correzione, garantendo così la celerità del titolo esecutivo per il professionista.
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Errore materiale: correzione distrazione spese
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di istanza per la correzione di un errore materiale relativo a una precedente ordinanza. Un istituto di credito ha segnalato che, nonostante la vittoria nel giudizio di legittimità, il provvedimento aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dei propri difensori, regolarmente dichiaratisi antistatari. La Suprema Corte, verificata la fondatezza della richiesta, ha stabilito che tale omissione costituisce un errore materiale emendabile tramite la procedura semplificata prevista dal codice di rito, disponendo l'integrazione del testo originale.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione per errore materiale riguardante l'omessa distrazione delle spese in favore del legale di una delle parti. Nonostante la richiesta fosse stata formulata correttamente nel controricorso, l'ordinanza finale aveva disposto il pagamento delle spese genericamente a favore delle parti e non del difensore antistatario. La Suprema Corte ha ribadito che tale omissione non tocca il merito della causa ma costituisce una mera svista redazionale, emendabile tramite la procedura semplificata prevista dal codice di procedura civile.
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