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Distrazione Delle Spese

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868 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la distrazione delle spese
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'omessa indicazione della 'distrazione delle spese' legali in favore dell'avvocato della parte vittoriosa. La Corte ha emendato sia la motivazione che il dispositivo del provvedimento, riaffermando che tale omissione costituisce un errore rettificabile d'ufficio per garantire la corretta esecuzione della condanna alle spese.
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Assegno sociale stranieri: soggiorno lungo e diritto
Il Tribunale di Torino ha riconosciuto il diritto all'assegno sociale a un cittadino straniero, chiarendo che il possesso continuativo di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è prova sufficiente per soddisfare il requisito della residenza legale e continuativa di dieci anni in Italia. La sentenza ha stabilito che, una volta accertata la sussistenza dei requisiti sostanziali, l'iniziale diniego dell'ente previdenziale per una tardiva presentazione documentale non può precludere il diritto alla prestazione. Il caso in esame riguardava la richiesta di assegno sociale stranieri, e la decisione sottolinea l'importanza della storia dei permessi di soggiorno come elemento probatorio.
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Distrazione delle spese: errore materiale correggibile
La Corte di Cassazione stabilisce che l'omessa pronuncia del giudice sulla richiesta di distrazione delle spese legali, avanzata dall'avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Pertanto, tale omissione può essere sanata attraverso il procedimento di correzione, senza necessità di impugnare la decisione. Il caso riguarda un legale che, dopo aver ottenuto una vittoria per la società sua cliente, non si era visto riconoscere la distrazione delle spese nonostante l'esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'integrazione del precedente provvedimento.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Una società ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la correzione di un'ordinanza per errore materiale. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato difensore, che si era dichiarato antistatario. Riconosciuto l'errore come evidente, la Corte ha integrato il provvedimento, assicurando che le spese liquidate venissero pagate direttamente al legale.
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Distrazione spese legali: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è un nuovo ricorso, ma la procedura di correzione prevista dal codice. Nel caso specifico, un avvocato aveva richiesto la distrazione delle spese a proprio favore, ma l'ordinanza finale, pur condannando la controparte al pagamento, aveva omesso questa disposizione. La Corte ha accolto l'istanza, disponendo la correzione del provvedimento originale e confermando un principio di economia processuale.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa. L'istanza dell'avvocato è stata accolta, stabilendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, rendendo esperibile il semplice rimedio della correzione anziché un nuovo gravame. La Corte ha quindi disposto che l'ordinanza originaria venisse integrata con la clausola di attribuzione delle spese direttamente al difensore antistatario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. Quest'ultima, a sua volta, correggeva un'altra decisione ma conteneva un refuso nel numero di riferimento. La Corte ha quindi rettificato il numero errato, ripristinando la coerenza formale degli atti giudiziari e sottolineando l'importanza della precisione procedurale.
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Distrazione spese avvocato: come correggere l’omissione
Un legale ha richiesto la correzione di un'ordinanza che aveva omesso la distrazione delle spese legali a suo favore, nonostante la sua richiesta come difensore antistatario. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, qualificando l'omissione come un errore materiale sanabile con una procedura rapida, anziché con un'impugnazione. Questa decisione sulla distrazione spese avvocato sottolinea un percorso più celere per la tutela del credito professionale del difensore.
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Distrazione spese legali: chi agisce per il recupero?
Un contribuente avviava un giudizio di ottemperanza per ottenere il pagamento delle spese legali liquidate in una precedente sentenza, con provvedimento di distrazione a favore del proprio avvocato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario del contribuente. Il principio affermato è che, in caso di distrazione spese legali, l'unico soggetto legittimato ad agire per il recupero coattivo del credito è l'avvocato distrattario, non la parte assistita. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Nonostante la mancata accettazione della controparte, il rinunciante è stato condannato al pagamento delle spese legali in virtù del principio di causalità, che addossa i costi a chi ha dato origine al contenzioso. L'ordinanza chiarisce che la rinuncia al ricorso comporta precise responsabilità economiche.
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Distrazione spese: diritto al compenso integrale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'distrazione delle spese' a favore dell'avvocato non riduce il suo diritto a ricevere l'intero compenso dal proprio cliente. Il tribunale di merito aveva erroneamente detratto l'importo oggetto di distrazione dal totale dovuto, senza verificare se fosse stato effettivamente incassato. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il rapporto tra avvocato e cliente rimane autonomo e il professionista può richiedere l'intera somma pattuita, a meno che non abbia già ricevuto pagamento dalla parte soccombente.
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Distrazione spese legali: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore del difensore di una società, nonostante quest'ultimo ne avesse fatto esplicita richiesta. Riconoscendo l'omissione come un mero errore materiale, la Corte ha integrato la precedente decisione, riaffermando il diritto dell'avvocato antistatario a ricevere il pagamento diretto dalla parte soccombente.
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Omessa distrazione spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa distrazione spese a favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale. L'ordinanza analizzata stabilisce che il rimedio corretto è il procedimento di correzione, una via più rapida rispetto a un'impugnazione. Nel caso di specie, un Comune aveva ottenuto una vittoria in giudizio, ma il decreto non prevedeva il pagamento delle spese legali direttamente al suo avvocato, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'integrazione del provvedimento originale.
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Difensore antistatario: correzione errore materiale
Un legale, agendo come difensore antistatario per un ente comunale in una causa tributaria, ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la correzione di un precedente provvedimento. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore, nonostante la richiesta fosse stata ritualmente presentata. L'ordinanza in esame rettifica l'errore, aggiungendo la clausola per il pagamento diretto delle spese al legale e chiarendo che tale procedura di correzione non comporta nuove statuizioni sulle spese.
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Correzione errore materiale: la guida definitiva
La Corte di Cassazione interviene per rettificare una propria ordinanza a seguito di un'istanza di correzione errore materiale. Il caso riguardava l'omessa statuizione sulla distrazione delle spese in favore di un avvocato dichiaratosi antistatario. La Corte ha riconosciuto l'errore e disposto la correzione del provvedimento, ribadendo che tale procedura ha natura amministrativa e non comporta una nuova pronuncia sulle spese.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva omesso di disporre la distrazione spese in suo favore, nonostante si fosse dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, riconoscendo l'omissione come un errore materiale emendabile. Di conseguenza, ha ordinato l'integrazione del provvedimento originale con la clausola che dispone il pagamento diretto delle spese legali al difensore.
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Distrazione Spese: la Cassazione corregge l’omissione
Un avvocato, difensore di un Comune, ha ottenuto la correzione di un decreto della Cassazione che aveva omesso la distrazione spese a suo favore. La Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione costituisce un errore materiale, sanabile con l'apposito procedimento, integrando il provvedimento originario.
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Distrazione spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza, stabilendo che la mancata pronuncia sulla richiesta di distrazione spese, avanzata dai difensori, costituisce un errore materiale sanabile. La Corte ha chiarito che tale rimedio è applicabile in quanto l'omissione non altera la sostanza della decisione, ma ne corregge solo l'espressione formale. La correzione, tuttavia, è stata limitata al solo grado di giudizio in cui la richiesta era stata ritualmente formulata.
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Spese giudiziali: la contumacia non esclude la condanna
Un avvocato, non avendo ricevuto il pagamento delle spese legali da un Comune a seguito di una sentenza favorevole, avvia un giudizio di ottemperanza. Il giudice di primo grado, pur accogliendo la richiesta, non condanna il Comune al pagamento delle ulteriori spese giudiziali a causa della sua mancata costituzione (contumacia). La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che il principio della soccombenza ("chi perde paga") si applica sempre, indipendentemente dalla contumacia della parte. Di conseguenza, il Comune è stato condannato a rimborsare tutte le spese, comprese quelle del giudizio di ottemperanza e di cassazione.
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Lite temeraria: ricorso inammissibile dopo accordo
Una società propone ricorso in Cassazione contro una sentenza di risarcimento danni a favore di un ex dipendente, nonostante avesse già firmato una conciliazione giudiziale rinunciando all'azione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire e condanna la società per lite temeraria, sanzionando l'abuso dello strumento processuale e la violazione dei doveri di lealtà e probità.
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