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Dispositivo — Anno 2023

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681 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Riforma Cartabia impugnazioni: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le nuove norme sulle impugnazioni introdotte dalla Riforma Cartabia si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo il 30 dicembre 2022. La Corte ha annullato l'ordinanza di inammissibilità di un appello, poiché la sentenza impugnata era stata emessa prima di tale data. Ai fini dell'applicazione della nuova disciplina, rileva la data di pronuncia del dispositivo e non quella del deposito delle motivazioni o della proposizione del gravame.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo al nome di un'imputata, trascritto erroneamente nel ruolo di un'udienza pubblica. Il nome era stato indicato come 'GIUSEPPINA' anziché 'GIUSEPPA'. Rilevato che non sussistevano dubbi sull'identità della persona, la Corte ha attivato la procedura semplificata per la correzione errore materiale prevista dal codice di procedura penale, ordinando la rettifica del nome per garantire l'esattezza formale degli atti giudiziari.
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Motivazione contraddittoria: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione contraddittoria. I giudici di secondo grado avevano riconosciuto, nella motivazione, la necessità del contraddittorio preventivo per un avviso di accertamento, ma nel dispositivo non avevano annullato l'atto, limitandosi a ridurre l'importo. Secondo la Suprema Corte, questo contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo costituisce un vizio che rende nulla la sentenza, la quale è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Soccombenza: quando si può impugnare da vincitore?
Una società, pur risultando vittoriosa in appello, impugna la decisione in Cassazione a causa di una motivazione a lei sfavorevole. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di soccombenza, chiarendo che non si può impugnare solo per correggere le motivazioni se l'esito finale è favorevole e non vi è rischio di giudicato.
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Spese legali e gratuito patrocinio: paga lo Stato
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente provvedimento che, per errore materiale, aveva disposto la liquidazione delle spese legali a favore della parte vincitrice ammessa al gratuito patrocinio. L'ordinanza chiarisce che, in base alla normativa vigente, quando la parte vittoriosa beneficia del patrocinio a spese dello Stato, la parte soccombente è tenuta a versare l'importo delle spese direttamente all'Erario e non al vincitore del giudizio.
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Errore materiale: correzione nome in un’ordinanza
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza a causa di un errore materiale. Nel dispositivo della decisione, il cognome della parte vittoriosa era stato trascritto in modo errato. Su istanza della parte interessata, la Corte ha disposto la rettifica, evidenziando come la procedura di correzione dell'errore materiale serva a emendare sviste che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Falso in atto pubblico: la sentenza è atto fidefacente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un giudice tributario per i reati di soppressione e falso in atto pubblico, per aver alterato una sentenza a favore di un contribuente. La Corte ha stabilito che anche il dispositivo redatto in camera di consiglio è un atto pubblico fidefacente. La sentenza analizza anche la legittimità della confisca allargata su beni sproporzionati al reddito, anche in caso di prescrizione dei reati presupposto, e la responsabilità amministrativa di una società per il reato commesso dal suo legale rappresentante.
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Ricorso inammissibile per spaccio: la Cassazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/1990), ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento di un'attenuante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le argomentazioni erano una mera ripetizione di quelle già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Correzione errore materiale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel dispositivo di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della data di nascita di un ricorrente (27/07/1966 anziché 27/06/1966). La Corte ha rilevato che si trattava di un mero errore di trascrizione, poiché la data corretta era già presente sia nell'epigrafe che nella motivazione della stessa sentenza, e ha quindi ordinato la rettifica dell'atto attraverso la procedura semplificata.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare una data di nascita indicata in modo errato in un precedente provvedimento. La Corte ha disposto che la data 1977 venisse sostituita con quella corretta del 1987, come risultante dal certificato di nascita, ripristinando la corretta identificazione della persona coinvolta.
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Correzione errore materiale: come funziona in Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'omissione di una delle parti controricorrenti e della mancata statuizione sulla distrazione delle spese in favore del legale antistatario. La Corte ha chiarito che, anche su semplice istanza di parte, può attivare d'ufficio il procedimento di correzione previsto dall'art. 391-bis c.p.c., sanando le omissioni per garantire la corretta attribuzione dei diritti processuali.
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Appello assoluzione: quando l’imputato non può ricorrere
Una ricorrente, assolta da un reato tributario con la formula "per non aver commesso il fatto", ha impugnato la sentenza cercando di ottenere la formula "il fatto non sussiste", ritenuta più vantaggiosa in un separato giudizio tributario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'appello assoluzione è precluso all'imputato quando la sentenza utilizza le formule più ampiamente liberatorie. La Corte ha chiarito che non esiste un interesse giuridicamente rilevante a impugnare, poiché non è possibile ottenere un risultato pratico più favorevole di un'assoluzione piena, indipendentemente dalle motivazioni che l'hanno determinata.
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Errore materiale sentenza: quando prevale la motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava un errore materiale nella sentenza di appello. L'errore aveva portato all'indicazione di una pena inferiore a quella concordata. La Corte ha stabilito che in caso di errore materiale sentenza, la motivazione prevale sul dispositivo e il rimedio corretto è l'istanza di correzione, non il ricorso per cassazione, dichiarando la carenza di interesse del ricorrente.
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Errore materiale: Cassazione corregge la sentenza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto una propria precedente sentenza a causa di un evidente errore materiale. Il dispositivo della sentenza originale dichiarava erroneamente inammissibile un ricorso, mentre la motivazione lo accoglieva, riconoscendo l'estinzione del reato per prescrizione. L'ordinanza di correzione ha quindi rettificato il dispositivo, annullando senza rinvio la condanna e allineando la decisione finale alla motivazione giuridica.
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Sanzioni sostitutive: quando si applicano?
La Cassazione chiarisce che la richiesta di applicazione delle nuove sanzioni sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, non può essere presentata al giudice di primo grado dopo l'emissione della sentenza. La via corretta è l'impugnazione, per far valere il ius superveniens in appello.
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Risarcimento del danno: errore nel dispositivo si annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che, pur confermando in motivazione il diritto al risarcimento del danno a favore di una parte civile, aveva omesso tale statuizione nel dispositivo. La Suprema Corte ha ritenuto tale omissione una mera svista e ha ripristinato la condanna al risarcimento del danno come stabilito in primo grado.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto poiché presentato prima del deposito delle motivazioni del provvedimento impugnato. La Corte ha chiarito che il termine perentorio per proporre tale ricorso decorre dalla data del deposito della motivazione, in quanto solo da quel momento è possibile valutare la sussistenza di un eventuale errore percettivo. Il ricorso, pertanto, è stato ritenuto prematuro.
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Errore materiale sentenza: come correggerlo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46109/2023, ha corretto un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omessa statuizione sulla liquidazione delle spese legali a favore delle parti civili costituite, nonostante il ricorso dell'imputata fosse stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale omissione è un errore materiale emendabile, in quanto la condanna alle spese è una statuizione accessoria e obbligatoria. Di conseguenza, ha disposto l'integrazione del dispositivo della sentenza originaria, aggiungendo la condanna al pagamento di euro 4.000,00 per le spese processuali.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge la pena
La Corte di Cassazione interviene su un caso di usura, correggendo un'evidente discrepanza nella pena inflitta dalla Corte d'Appello. A causa di un errore materiale, la sentenza di secondo grado aveva omesso la pena pecuniaria, prevista obbligatoriamente per il reato. La Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, stabilendo che, se la motivazione della sentenza è chiara e inequivocabile, può essere usata per correggere un dispositivo errato. Parallelamente, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, in quanto basato su una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Distrazione spese: la correzione per errore materiale
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Una sentenza aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore del difensore di una società, sebbene quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. L'ordinanza in esame accoglie il ricorso per correzione, stabilendo che la mancata indicazione della distrazione delle spese è un'omissione che rientra tra gli errori materiali correggibili. La Corte ha quindi ordinato l'integrazione del dispositivo della sentenza originaria, specificando che le spese liquidate devono essere versate direttamente al legale.
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