Ricorso straordinario per errore di fatto: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46196 del 2023, offre un importante chiarimento sui presupposti di ammissibilità del ricorso straordinario per errore di fatto, un istituto fondamentale della procedura penale. La decisione sottolinea un principio cruciale: il ricorso non può essere proposto prima che siano state depositate le motivazioni del provvedimento che si intende impugnare. Approfondiamo insieme i dettagli di questa pronuncia.
Il caso in esame: un ricorso prematuro
Il caso trae origine da una condanna per furto aggravato. La difesa dell’imputata aveva presentato un ricorso per cassazione, che la Suprema Corte aveva dichiarato inammissibile con un’ordinanza.
Contro tale ordinanza, la difesa ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell’art. 625-bis del codice di procedura penale, lamentando due specifici errori percettivi:
- La mancata rilevazione di un presunto difetto nella notificazione dell’avviso di udienza, che avrebbe leso il diritto di difesa.
- L’omessa considerazione della remissione di querela, regolarmente accettata, che avrebbe dovuto condurre al proscioglimento dell’imputata.
Tuttavia, al momento della presentazione di questo nuovo ricorso, le motivazioni dell’ordinanza impugnata non erano ancora state depositate in cancelleria.
Il principio sul ricorso straordinario per errore di fatto
La Corte di Cassazione, nel decidere sul ricorso straordinario, ha rilevato una questione pregiudiziale che ne ha determinato l’esito. Il Collegio ha osservato che, per poter valutare la sussistenza di un errore di fatto, è indispensabile conoscere le ragioni giuridiche che hanno sostenuto la decisione impugnata.
Senza la motivazione, è impossibile stabilire se la Corte sia incorsa in un errore “percettivo” (cioè una svista nella lettura degli atti) o se abbia invece compiuto una valutazione giuridica, per quanto eventualmente errata, che non può essere contestata con questo specifico mezzo di impugnazione.
le motivazioni
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Il termine perentorio di 180 giorni per la presentazione del ricorso straordinario per errore di fatto, previsto dall’art. 625-bis, comma 2, c.p.p., non decorre dalla data di pubblicazione del dispositivo, ma dalla data in cui viene depositata la motivazione del provvedimento.
Presentare il ricorso prima di tale momento lo rende prematuro e, di conseguenza, inammissibile. La Corte ha specificato che la necessità di conoscere le ragioni giustificatrici è un presupposto logico e giuridico imprescindibile per poter indirizzare una critica mirata e pertinente a un provvedimento giudiziario. Agire diversamente significherebbe contestare una decisione “al buio”, senza conoscerne il fondamento argomentativo.
le conclusioni
La sentenza in commento ribadisce un principio fondamentale di procedura: ogni impugnazione deve basarsi sulla piena conoscenza del provvedimento che si contesta. Per il ricorso straordinario per errore di fatto, questo significa attendere il deposito delle motivazioni. La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Tuttavia, la Corte ha lasciato aperta la possibilità di riproporre il ricorso una volta che la condizione mancante – il deposito delle motivazioni – si fosse verificata, nel rispetto del termine di legge.
Da quando inizia a decorrere il termine per proporre un ricorso straordinario per errore di fatto?
Il termine perentorio di 180 giorni decorre dalla data di deposito della motivazione del provvedimento impugnato, e non dalla data di pubblicazione del solo dispositivo.
Perché un ricorso straordinario presentato prima del deposito delle motivazioni è inammissibile?
È inammissibile perché, senza conoscere le ragioni che giustificano la decisione, è impossibile valutare se la Corte sia incorsa in un errore di fatto, ovvero in una errata percezione del contenuto degli atti processuali.
Cosa accade se il ricorso straordinario per errore di fatto viene dichiarato inammissibile perché prematuro?
La parte ricorrente viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha però precisato che, in questo specifico caso, l’inammissibilità non preclude la possibilità di riproporre il ricorso una volta che le motivazioni siano state depositate.