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Dispositivo — Anno 2023

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681 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Rendita catastale impianti: i pozzi sono esclusi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29959/2023, ha stabilito un principio fondamentale per la rendita catastale impianti. In una controversia tra una società energetica e l'Agenzia delle Entrate sulla valutazione di una centrale geotermica, la Corte ha confermato che i pozzi geotermici, sia di estrazione che di reiniezione, non devono essere inclusi nel calcolo della rendita catastale. La decisione si basa sull'applicazione della Legge n. 208/2015, che dal 1° gennaio 2016 esclude dalla stima il valore dei macchinari e degli impianti funzionali allo specifico processo produttivo. La Corte ha classificato i pozzi come tali, rigettando il ricorso dell'Agenzia. Ha inoltre respinto il ricorso incidentale dell'azienda, confermando la tassabilità di altri componenti come vapordotti e alternatori.
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Sentenza nulla per motivazione contraddittoria
Una società energetica impugna l'aumento della rendita catastale di una centrale geotermica. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado, dichiarandola una sentenza nulla per motivazione contraddittoria. La decisione del giudice d'appello presentava un conflitto insanabile tra le argomentazioni, che sembravano dar ragione alla società, e il dispositivo finale, che invece ne respingeva le richieste. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla commissione tributaria regionale per un nuovo esame.
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Termine riassunzione incompetenza: quando è nullo
La Cassazione chiarisce che il termine di riassunzione per incompetenza assegnato da un giudice in giorni, anziché in mesi, deve considerarsi nullo (tamquam non esset). Di conseguenza, si applica il termine legale suppletivo (all'epoca di sei mesi), rendendo valida la riassunzione del processo effettuata oltre il termine nullo ma entro quello legale. Il ricorso dell'Amministrazione è stato respinto.
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Errore materiale sentenza: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria sentenza in cui vi era una discrepanza tra la motivazione e il dispositivo riguardo alla liquidazione delle spese legali. La motivazione indicava un importo di 6.300 euro, mentre il dispositivo riportava erroneamente 3.600 euro. Riconoscendo l'evidente errore materiale sentenza, la Corte ha ordinato la correzione del dispositivo, facendo prevalere quanto stabilito nella motivazione.
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Contrasto tra motivazione e dispositivo: sentenza nulla
Una società energetica impugnava un avviso di accertamento ICI relativo a un parco eolico. La Commissione Tributaria Regionale emetteva una sentenza contraddittoria: nel dispositivo confermava la decisione di primo grado (favorevole alla società), ma in motivazione sosteneva la piena legittimità dell'atto impositivo del Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della sentenza per insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo, rinviando la causa per un nuovo giudizio.
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Consenso del difensore: come sana una prova nulla
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43263/2023, ha stabilito che il consenso del difensore all'utilizzo di prove testimoniali, assunte in un'udienza affetta da nullità per omessa citazione, sana il vizio procedurale. La Corte distingue tra nullità, che può essere sanata, e inutilizzabilità patologica, che deriva dalla violazione di un divieto di acquisizione probatoria. Nel caso di specie, due imputati erano stati condannati in appello sulla base di testimonianze la cui utilizzabilità era contestata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando la validità del consenso prestato dal legale e ha inoltre corretto un errore materiale relativo alla pena inflitta, facendo prevalere quella, più bassa, letta nel dispositivo in udienza.
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Abuso edilizio e tenuità del fatto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 43227/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la costruzione di manufatti di dimensioni rilevanti e destinati a un'attività commerciale esclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha chiarito che un errore materiale nella motivazione della sentenza non ne causa la nullità e che nuove eccezioni, come la prescrizione, non possono essere sollevate per la prima volta in sede di legittimità.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della Corte d'Appello competente per il rinvio (Bari anziché Reggio Calabria) e in un refuso nell'intestazione del provvedimento. L'intervento evidenzia l'importanza dello strumento della correzione errore materiale per garantire la precisione e l'efficacia degli atti giudiziari.
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Prescrizione reato: quando va dichiarata in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per lesioni e minacce, poiché la prescrizione del reato era maturata prima della pronuncia della Corte d'Appello. La sentenza chiarisce che il termine di prescrizione deve essere verificato fino al momento della lettura del dispositivo e, se scaduto, la Corte di merito ha l'obbligo di dichiarare l'estinzione del reato, anche se per pochi giorni.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver menzionato un'aggravante, a carico di un'imputata, che in realtà era già stata esclusa nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte ha quindi ordinato la cancellazione (espunzione) della frase errata dal dispositivo della sentenza, ripristinando la corretta portata della decisione senza modificarne la sostanza.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Cassazione che indicava una commissione tributaria sbagliata per il rinvio. Nonostante la lite fosse stata definita, la Corte ha accolto l'istanza, affermando il proprio potere di correggere d'ufficio i propri errori per coerenza, basandosi su un recente principio delle Sezioni Unite. La correzione errore materiale è stata quindi disposta.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un avvocato chiede la correzione di un'ordinanza che, pur condannando l'Amministrazione Finanziaria al pagamento delle spese, ometteva la pronuncia sulla distrazione delle spese in suo favore. La Cassazione accoglie l'istanza, qualificando l'omissione come errore materiale e disponendo la correzione del provvedimento originario, senza necessità di un'impugnazione.
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Ricorso inammissibile: guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per guida in stato di ebbrezza, aggravata da un incidente stradale avvenuto in orario notturno. L'imputato, con diversi precedenti penali, si è visto negare sia la sospensione condizionale della pena sia le sanzioni sostitutive. Il ricorso, basato su presunte contraddizioni testimoniali e vizi di motivazione, è stato respinto in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, attività non consentita in sede di legittimità.
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Correzione errore materiale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. La decisione ha riguardato due aspetti: l'eliminazione di una frase che attribuiva erroneamente le spese legali direttamente al difensore della parte civile e la rettifica del nome di un imputato. La Corte ha chiarito che tali modifiche non incidono sulla sostanza della decisione originale, ma ripristinano la correttezza formale del provvedimento.
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Scopo sessuale: riprese a minori in spiaggia nudista
Un individuo è stato condannato per produzione di materiale pedopornografico per aver filmato minori su una spiaggia per nudisti. In ricorso, sosteneva l'assenza di uno scopo sessuale, dato il contesto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che lo scopo sessuale può essere dedotto non solo dalle immagini ma anche dalle modalità di ripresa (inquadrature insistenti e isolate) e da elementi esterni, come la comprovata inclinazione pedofilica dell'autore.
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Cambio di destinazione d’uso: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un cambio di destinazione d'uso abusivo, da cabine e deposito a locale bar, in un'area vincolata. La sentenza chiarisce che il reato paesaggistico sussiste anche in assenza di opere edili significative, come la realizzazione di servizi igienici, poiché l'illecito consiste nella mancata richiesta della necessaria autorizzazione paesaggistica per la modifica funzionale dell'immobile.
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Remunerazione specializzandi medici: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4508/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per la mancata remunerazione degli specializzandi medici iscritti ai corsi prima del 1983, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un vizio procedurale: la Corte d'Appello non aveva correttamente rideterminato l'importo del risarcimento per uno dei medici nel dispositivo della sentenza.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. Il caso riguardava l'erronea distrazione delle spese a favore di un avvocato estraneo al giudizio e l'incorretta quantificazione degli esborsi. L'ordinanza chiarisce i presupposti per la correzione, definendo l'errore materiale come una divergenza evidente tra il pensiero del giudice e la sua espressione scritta, percepibile 'ictu oculi'. La Corte ha accolto il ricorso, eliminando l'errata statuizione e rettificando la voce di spesa, ribadendo inoltre che il procedimento di correzione non prevede condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: spese legali e rinuncia
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2023, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. Inizialmente, la Corte aveva condannato il ricorrente al pagamento delle spese legali nonostante la sua rinuncia al ricorso. Tuttavia, poiché la controparte aveva formalmente accettato tale rinuncia, la statuizione sulle spese è stata ritenuta un errore. La Corte ha quindi disposto che la condanna alle spese fosse da considerarsi come non apposta, sanando l'errore procedurale.
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Correzione Errore Materiale: la decorrenza interessi
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. Il caso riguarda un risarcimento danni a un medico, dove la decorrenza degli interessi legali era stata erroneamente fissata alla data di notifica dell'atto di citazione anziché a quella, precedente, del primo atto di messa in mora. La Corte, riconoscendo l'errore, ha corretto d'ufficio la data, sottolineando come la procedura di correzione errore materiale serva a rettificare l'espressione materiale della volontà del giudice, senza alterarne la sostanza.
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