LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disegno Criminoso — Anno 2024

Pagina 17 di 28

549 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Disegno Criminoso

Provvedimenti

Continuazione reato: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20660/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per il mancato riconoscimento della continuazione reato. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale tra i delitti non prova l'esistenza di un unico disegno criminoso, se emerge piuttosto una generica propensione dell'imputato a commettere quel tipo di illeciti. Le censure basate su una rivalutazione dei fatti sono state ritenute inammissibili in sede di legittimità.
Continua »
Disegno criminoso: quando i reati non sono unici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per una serie di reati. La Corte ha stabilito che la mera ripetizione di condotte illecite, dettata da una generica propensione a delinquere, non è sufficiente a configurare un piano unitario, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il ricorso è stato giudicato come una mera contestazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il riconoscimento del cosiddetto "disegno criminoso" per una serie di reati. La Corte ha confermato la decisione del tribunale, stabilendo che un notevole lasso di tempo e una significativa distanza geografica tra i fatti delittuosi sono elementi sufficienti per escludere l'esistenza di un piano unitario e preordinato, configurando piuttosto una generica propensione a delinquere.
Continua »
Disegno criminoso: quando non è reato continuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che sosteneva l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte ha stabilito che la ripetizione di reati omogenei, se espressione di una generica propensione al crimine e di uno 'stile di vita', non configura il reato continuato. Il ricorso è stato respinto perché basato su doglianze di fatto, già esaminate e correttamente rigettate dal giudice precedente.
Continua »
Continuazione tra reati: no se manca un piano unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati diversi, commessi in un ampio arco temporale. La Corte ha stabilito che per applicare l'istituto della continuazione tra reati non basta la semplice reiterazione delle condotte, ma è necessaria la prova di un unico e originario disegno criminoso, assente nel caso di specie a causa della eterogeneità dei delitti e del tempo trascorso.
Continua »
Continuazione tra reati: sì se c’è un piano unitario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20264/2024, ha respinto il ricorso del Procuratore Generale, confermando la decisione di unificare più pene per reati di riciclaggio commessi a distanza di anni. Secondo la Corte, per riconoscere la continuazione tra reati, un piano criminoso unitario, desumibile dalla somiglianza delle condotte, del luogo e dell'oggetto, può prevalere sulla non contiguità temporale dei fatti, distinguendosi dalla mera professionalità criminale.
Continua »
Continuazione tra reati: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20259/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati diversi, tra cui truffa e indebito utilizzo di carte di credito. La Corte ha stabilito che per applicare l'istituto della continuazione tra reati non è sufficiente la somiglianza dei crimini o la loro vicinanza temporale, ma è indispensabile dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso programmato fin dal primo reato, escludendola in caso di comportamenti estemporanei e non pianificati.
Continua »
Continuazione tra reati: la distanza temporale
La Cassazione ha rigettato un ricorso per l'applicazione della continuazione tra reati a due rapine commesse a un anno di distanza. La Corte ha ritenuto che l'ampio lasso temporale, unito a contesti diversi, indebolisce la presunzione di un'unica programmazione criminosa, rendendo la decisione del giudice dell'esecuzione non illogica.
Continua »
Continuazione reati: Cassazione rigida sui requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19900/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per il riconoscimento della continuazione reati. La Corte ha ribadito che, in assenza di omogeneità tra i delitti e di una chiara e unica progettualità criminale iniziale, non è possibile applicare l'istituto, specialmente per reati legati a organizzazioni criminali.
Continua »
Continuazione tra reati: il ruolo apicale è decisivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la continuazione tra reati di estorsione e traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che il ruolo apicale dell'imputato all'interno dell'organizzazione criminale è un elemento decisivo per presumere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, superando le presunte differenze temporali e di natura tra i delitti commessi.
Continua »
Continuazione tra reati: no se manca il piano unico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La decisione si fonda sull'assenza di un medesimo disegno criminoso, provata dall'eterogeneità dei delitti commessi e dall'ampio arco temporale in cui si sono verificati. La Corte distingue la continuazione, basata sul favor rei, dalla semplice reiterazione di condotte illecite, che configura piuttosto un'espressione di uno stile di vita orientato al crimine.
Continua »
Continuazione tra reati: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per il riconoscimento della continuazione tra reati. L'imputato chiedeva di unificare pene per estorsione, riciclaggio e associazione criminale. La Corte ha negato la richiesta perché i reati non erano omogenei e non riconducibili a un unico disegno criminoso, sottolineando che, in contesti di criminalità organizzata, serve una prova specifica e non un generico riferimento all'appartenenza al sodalizio.
Continua »
Continuazione tra reati: no se eterogenei e senza piano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19918/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. I giudici hanno stabilito che l'eterogeneità dei delitti, commessi in luoghi diversi e con diverse modalità, impedisce di configurarli come parte di un unico disegno criminoso, requisito essenziale per l'applicazione del beneficio.
Continua »
Continuazione reato: no se è stile di vita criminale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reato per delitti commessi in un arco temporale di quasi due anni. La Corte ha stabilito che la reiterazione di condotte illecite, se non riconducibile a un unico disegno criminoso iniziale, non integra la continuazione reato, ma configura piuttosto un'espressione di uno stile di vita criminale.
Continua »
Reato continuato: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice dell'esecuzione che negava l'applicazione del reato continuato a un imprenditore condannato per più illeciti fiscali e fallimentari. Secondo la Corte, il giudice di merito ha errato non valutando specifici collegamenti tra le società coinvolte, come l'emissione di fatture reciproche, elementi che potevano indicare un unico disegno criminoso al di là della semplice natura simile dei reati.
Continua »
Continuazione tra reati: no a vita criminale
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di un condannato di applicare la continuazione tra reati commessi in un lungo arco di tempo. La Corte ha chiarito che una vita dedicata al crimine e l'appartenenza a clan mafiosi non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso, elemento necessario per il riconoscimento della continuazione. È indispensabile provare che i reati successivi fossero stati programmati, almeno nelle loro linee essenziali, fin dal momento del primo.
Continua »
Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19731/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati per una serie di condanne accumulate nel tempo. I giudici hanno chiarito che né la necessità di sopravvivere né la semplice ripetizione di illeciti sono sufficienti a dimostrare un 'medesimo disegno criminoso', elemento essenziale per la concessione del beneficio. La notevole distanza temporale e la diversa natura dei crimini sono stati considerati indici contrari all'esistenza di una programmazione unitaria, confermando così la decisione del giudice dell'esecuzione.
Continua »
Continuazione tra reati: la distanza temporale basta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati commessi a notevole distanza di tempo. La Suprema Corte ha stabilito che un ampio iato temporale tra i delitti è un forte indizio contro l'esistenza di un unico disegno criminoso, elemento essenziale per il riconoscimento della continuazione. Inoltre, ha chiarito che eventuali contraddizioni con altre decisioni giudiziarie non costituiscono un valido motivo di ricorso.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per evasione. I motivi sono stati giudicati meramente ripetitivi e infondati, confermando la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della gravità e non occasionalità della condotta. La decisione sull'inammissibilità ricorso penale ha anche confermato l'esclusione delle attenuanti generiche a causa della reiterazione dei reati.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna. L'appello mirava a una nuova valutazione delle prove e al riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che non può riesaminare i fatti e ha ritenuto manifestamente infondata la richiesta di applicare la continuazione, data la diversità di luoghi, modalità e complici nelle azioni criminose.
Continua »