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Diritto Soggettivo — Anno 2023

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168 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Danno da legittimo affidamento: Giudice Ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda di risarcimento per danno da legittimo affidamento, proposta dall'acquirente di un immobile basata su un titolo edilizio poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il caso riguardava acquirenti di appartamenti che, a seguito di un'azione dei vicini per violazione delle distanze legali, avevano chiesto di essere risarciti dal Comune che aveva rilasciato il permesso. La Suprema Corte ha chiarito che tale azione non contesta l'esercizio del potere amministrativo, ma lamenta la lesione di un diritto soggettivo (l'integrità patrimoniale), sorto a causa dell'affidamento incolpevole sulla regolarità dell'atto.
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Clausole penali regolamento scavi: giurisdizione
Una società di servizi contesta le clausole penali imposte da un Comune per ritardi nei lavori di scavo, sostenendo la giurisdizione amministrativa. La Cassazione, invece, stabilisce che si tratta di penali di natura civilistica, derivanti da un'accettazione negoziale accessoria all'autorizzazione. La controversia rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario.
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Ingiunzione fiscale e disapplicazione dell’atto
Una cittadina riceve un contributo regionale per siccità, poi revocato. L'amministrazione emette un'ingiunzione fiscale per la restituzione. La Corte di Cassazione stabilisce che per opporsi all'ingiunzione fiscale non è necessario impugnare preventivamente l'atto di revoca. Il giudice dell'opposizione ha il potere di valutare il diritto sottostante e, se necessario, disapplicare l'atto amministrativo illegittimo.
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Protezione speciale: sì alla domanda reiterata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23027/2023, ha stabilito che una domanda di protezione internazionale reiterata è ammissibile anche se fondata esclusivamente su nuovi elementi relativi alla protezione speciale. Il caso riguardava un cittadino straniero la cui seconda richiesta, basata su problemi di salute e integrazione sociale, era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve esaminare nel merito il diritto soggettivo alla protezione, non potendosi limitare a una valutazione di legittimità dell'atto amministrativo che ha negato la richiesta.
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Revoca finanziamento pubblico: la giurisdizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17757/2023, chiarisce la questione della giurisdizione in caso di revoca di un finanziamento pubblico. Il caso riguarda un'imprenditrice agricola a cui era stato revocato un contributo per la realizzazione di un progetto ambientale, a causa di difformità riscontrate in fase esecutiva. La Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, e non a quello amministrativo, quando la revoca del finanziamento pubblico deriva da un presunto inadempimento del beneficiario agli obblighi assunti dopo la concessione. Si tratta di una controversia su diritti e obblighi, non di un riesame del potere discrezionale dell'amministrazione.
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Revoca patente e misure prevenzione: chi decide?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10925/2023, ha stabilito che la competenza a decidere sui ricorsi contro la revoca patente, disposta dal Prefetto a seguito di una misura di prevenzione, spetta al giudice civile ordinario e non al giudice della prevenzione. Il caso riguardava un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che, una volta scarcerato, aveva chiesto al giudice della prevenzione la restituzione del titolo di guida per esigenze lavorative. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'impugnazione del provvedimento prefettizio attiene alla tutela di un diritto soggettivo e rientra quindi nella giurisdizione del tribunale civile.
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Giurisdizione giudice ordinario: sanità e pagamenti
Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento per prestazioni eccedenti i tetti di spesa. La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario, chiarendo che una domanda di pagamento, anche se contrastata dalla P.A. sulla base di delibere amministrative, non sposta la competenza al giudice amministrativo se non viene richiesta la formale declaratoria di illegittimità di tali atti.
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Graduazione delle funzioni: obbligo del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata attivazione della procedura di graduazione delle funzioni da parte di un'Azienda Sanitaria costituisce un inadempimento contrattuale e non un atto discrezionale. Di conseguenza, il dirigente medico ha un pieno diritto soggettivo a tale procedura e, in caso di inerzia del datore di lavoro, ha diritto al risarcimento del danno per la perdita di chance di ottenere una maggiore retribuzione di posizione. Il danno può essere liquidato in via equitativa dal giudice.
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