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Diritti Disponibili

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

I diritti disponibili sono diritti che, al contrario di quelli indisponibili, possono essere alienati dal titolare (trasferiti ad altri) o essere oggetto di rinuncia. Nell'ordinamento giuridico italiano sono esempi di diritti disponibili i diritti patrimoniali in genere, come il diritto di proprietà e di obbligazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Clausola arbitrale nei patti parasociali: escluso il tribunale
Una società socio-investitrice ha citato in giudizio un altro socio davanti al giudice ordinario per presunta violazione degli obblighi contrattuali. Il socio convenuto ha fatto valere l'esistenza di una clausola arbitrale nei patti parasociali, chiedendo il trasferimento della causa davanti alla Camera Arbitrale. Il tribunale di primo grado ha ignorato la priorità della questione arbitrale e ha rinviato il giudizio a una sezione specializzata statale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la clausola arbitrale nei patti parasociali ha valore esclusivo per le controversie su diritti disponibili. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione precedente e ha dichiarato la competenza della Camera Arbitrale designata dalle parti.
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Riserve dell’appaltatore: il Comune paga se le esamina in ritardo
Un'impresa edile ha richiesto al Comune il pagamento di somme aggiuntive per i lavori di adeguamento di un campo sportivo, basandosi sulle riserve dell'appaltatore iscritte nel registro di contabilità. Il Comune ha eccepito la tardività di tali riserve solo tardivamente in giudizio, dopo che il Direttore dei Lavori le aveva già esaminate nel merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, stabilendo che l'esame nel merito delle riserve dell'appaltatore senza sollevarne subito l'intempestività costituisce una rinuncia tacita a far valere la decadenza, trattandosi di diritti patrimoniali disponibili della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, il Comune è stato condannato a pagare gli importi dovuti all'impresa.
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Clausola compromissoria societaria: arbitri battono tribunale
Un socio accomandante ha citato in giudizio il socio accomandatario e la società per ottenere la revoca dell'amministratore e il risarcimento dei danni da mala gestio, lamentando la mancata presentazione del rendiconto e la mancata distribuzione degli utili. I convenuti hanno eccepito l'incompetenza del tribunale in favore dell'arbitrato, come previsto dallo statuto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, confermando la validità della clausola compromissoria societaria. La Corte ha chiarito che le contestazioni riguardanti la violazione dei doveri dell'amministratore e il risarcimento dei danni coinvolgono diritti patrimoniali disponibili dei soci. Di conseguenza, tali controversie rientrano pienamente nell'ambito di applicazione dell'arbitrato e non possono essere sottratte alla competenza degli arbitri privati.
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Arbitrabilità delibere societarie: il Socio vince contro l’Azienda
Un socio impugnava davanti a un collegio arbitrale alcune delibere della sua società, tra cui la conversione di un suo finanziamento in capitale e un'operazione di riduzione e aumento del capitale sociale. L'azienda sosteneva che la materia non fosse arbitrabile. La Corte di Cassazione ha chiarito il principio sull'arbitrabilità delle delibere societarie: la controversia può essere decisa da arbitri se l'impugnazione si fonda sulla lesione di diritti individuali e disponibili del socio, senza toccare norme inderogabili poste a tutela di interessi collettivi o di terzi. Poiché il socio lamentava la lesione del suo diritto di credito e della sua quota, la Corte ha confermato la competenza degli arbitri, dando ragione al socio e rigettando il ricorso dell'azienda.
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Clausola compromissoria: quando è valida?
Una società cooperativa ha citato in giudizio il suo ex presidente per la presunta appropriazione di una somma di denaro ricevuta da un ente pubblico. L'ex presidente ha eccepito la competenza del tribunale, sostenendo che la controversia dovesse essere decisa da arbitri in base a una clausola compromissoria presente nello statuto. La Corte di Cassazione ha confermato la competenza arbitrale, stabilendo che l'azione di responsabilità contro un amministratore riguarda diritti disponibili, anche se i fondi in questione sono di origine pubblica. La natura risarcitoria della pretesa e il fatto che il credito fosse stato ceduto in precedenza dimostrano la sua disponibilità, rendendo valida ed efficace la clausola compromissoria.
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