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Dies A Quo — Anno 2024

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479 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Prescrizione presuntiva: quando scade il credito?
Un professionista ha perso il diritto al compenso per cure odontoiatriche a causa della prescrizione presuntiva. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di tre anni per richiedere il pagamento decorre dalla conclusione della prestazione, non dalla data della fattura. Poiché la richiesta di pagamento è stata inviata oltre tre anni dopo la fine delle cure, il credito è stato considerato estinto.
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Dies a quo usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12733/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di usucapione di servitù. Il caso riguardava una costruzione realizzata in violazione delle distanze legali. La Corte ha stabilito che il termine ventennale per l'usucapione (dies a quo usucapione) non inizia a decorrere dalla realizzazione della sola struttura portante, ma dal momento in cui l'edificio è completato nella sua forma definitiva e visibile, rendendo evidente la lesione del diritto del vicino. La Corte ha rigettato il ricorso del condominio costruttore, confermando che l'onere della prova su tale momento spetta a chi intende usucapire il diritto.
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Prescrizione contributi: il Mod. 10/M interrompe?
Una società contesta la richiesta di pagamento di contributi previdenziali a seguito della revoca di alcuni sgravi, sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la presentazione del modello unificato per il conguaglio degli sgravi costituisce un riconoscimento del debito, atto idoneo a interrompere il termine di prescrizione.
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Termine impugnazione: il calcolo del dies a quo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per bancarotta documentale, confermando la declaratoria di inammissibilità dell'appello per tardività. Il caso verteva sul corretto calcolo del termine impugnazione. La Suprema Corte ha chiarito che, anche se la sentenza di primo grado viene depositata prima della scadenza del termine fissato dal giudice (in questo caso, 90 giorni), il dies a quo per calcolare i 45 giorni per l'appello decorre sempre dal giorno successivo alla scadenza formale del termine di deposito, e non dal giorno dell'effettivo deposito anticipato.
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Buona fede accipiens: quando decorrono gli interessi?
Una società, dopo aver ricevuto e poi rinunciato a un contributo pubblico, si opponeva alla richiesta di restituzione del Ministero, eccependo la prescrizione. La Cassazione, con l'ordinanza n. 12362/2024, ha stabilito due principi fondamentali: 1) il termine di prescrizione per la restituzione decorre non dalla rinuncia del privato, ma dal successivo decreto di revoca dell'amministrazione; 2) ha accolto il ricorso sul tema della buona fede accipiens, chiarendo che questa è presunta e la successiva rinuncia al beneficio non dimostra automaticamente la malafede al momento della ricezione. Pertanto, gli interessi non decorrono dal giorno del pagamento ma dalla domanda giudiziale, salvo prova contraria della malafede.
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Revocatoria ordinaria: la prova della conoscenza
La Corte di Cassazione analizza un caso di revocatoria ordinaria contro il secondo acquirente di un immobile, originariamente venduto da una società poi fallita. La Corte conferma che la conoscenza del pregiudizio ai creditori da parte del subacquirente può essere dimostrata tramite presunzioni, come un forte sconto sul prezzo e la notorietà dello stato di insolvenza del venditore originario. Viene inoltre chiarito che il termine di prescrizione per l'azione decorre dalla data del secondo atto di acquisto, non dal primo.
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Decadenza vizi immobile: quando denunciare i difetti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12350/2024, chiarisce un punto fondamentale sulla decadenza vizi immobile. Il termine di un anno per la denuncia dei gravi difetti (ex art. 1669 c.c.) non decorre dalla prima avvisaglia, ma dal momento in cui il proprietario acquisisce una conoscenza sicura e completa della loro gravità e delle cause. Nel caso esaminato, la scoperta di una semplice macchia di umidità, poi trattata, non è stata ritenuta sufficiente a far partire il termine, che invece è stato individuato nel momento successivo in cui, liberato l'immobile, sono emerse gravi infiltrazioni. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente anticipato il momento della piena consapevolezza, ribadendo la necessità di una conoscenza certa del vizio.
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Termine a ritroso: la Cassazione chiarisce il calcolo
In una controversia su una servitù di veduta, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava inammissibile un appello incidentale per tardività. Il punto centrale della pronuncia riguarda il corretto calcolo del termine a ritroso: la Corte ha ribadito che, se il giorno di scadenza di un termine calcolato all'indietro cade in un giorno festivo, il termine deve essere anticipato al primo giorno non festivo precedente e non posticipato. La sentenza ha anche affrontato la questione delle prove nuove in appello, ritenendo legittima l'ammissione di una fotografia considerata indispensabile ai fini della decisione sull'usucapione.
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Denuncia vizi appalto: la prova della data è cruciale
In una controversia relativa a un contratto di subappalto, la Corte di Cassazione ha stabilito che la data di scoperta dei difetti, essenziale per la tempestiva denuncia vizi appalto, deve essere provata in modo rigoroso. Se la data di un documento prodotto in giudizio è contestata, il giudice non può ritenerla certa senza una motivazione adeguata, anche se il documento è considerato un mero 'fatto storico'. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello su questo punto, rinviando per una nuova valutazione.
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Prescrizione risarcimento danni: decennale o no?
Un ex dipendente ha citato in giudizio un ente di ricerca pubblico per i danni derivanti dal tardivo investimento delle quote di buonuscita in buoni postali fruttiferi. L'ente sosteneva l'applicazione della prescrizione breve di cinque anni, tipica dei crediti di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta non riguarda un credito di lavoro, ma un risarcimento del danno per inadempimento contrattuale. Di conseguenza, si applica la prescrizione risarcimento danni ordinaria di dieci anni, che decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Rimborso fiscale: quando scade il termine per la domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di rimborso fiscale, derivante da un'agevolazione introdotta da una legge successiva al pagamento, deve essere presentata entro due anni dall'entrata in vigore della legge stessa. Nel caso specifico, un contribuente che aveva pagato l'intero importo delle imposte per l'anno 2002, nonostante un successivo provvedimento avesse ridotto il dovuto del 50%, ha visto la sua richiesta di rimborso respinta perché tardiva, in quanto presentata oltre il biennio decorrente dall'entrata in vigore della norma agevolativa.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un ente previdenziale ha sostenuto in Cassazione che il diritto di un lavoratore alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto fosse prescritto, calcolando il termine dalla data di pensionamento. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione al rischio.
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Prescrizione Tasse Auto: la notifica interrompe i termini
Una società impugnava una cartella di pagamento per tasse automobilistiche del 2008, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione tasse auto, di durata triennale, era stata validamente interrotta dalla notifica di avvisi di accertamento avvenuta prima della scadenza del termine. La sentenza chiarisce inoltre che non è necessario citare in giudizio l'ente impositore insieme all'agente di riscossione.
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Prescrizione TFR: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore in pensione ottiene il riconoscimento di una qualifica superiore e chiede il ricalcolo della buonuscita. La Cassazione chiarisce che la prescrizione TFR decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, non dal successivo accertamento giudiziale del diritto, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Prescrizione tassa automobilistica: la Cassazione chiarisce
Una regione ha impugnato una decisione che riteneva prescritto un credito per tassa automobilistica. La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione della tassa automobilistica, dopo un avviso di accertamento, inizia a decorrere non dalla notifica, ma dal 60° giorno successivo, momento in cui l'atto diventa definitivo. La Corte ha quindi accolto il ricorso, giudicando tempestivo l'atto di riscossione.
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Legittimazione passiva equo indennizzo: chi paga?
La Cassazione chiarisce la legittimazione passiva equo indennizzo per ritardi nel giudizio di ottemperanza. Se il ritardo è di un'altra amministrazione (es. Ministero dell'Economia), la domanda va proposta contro quest'ultima e non contro il Ministero della Giustizia. Rigettata l'eccezione di tardività della domanda.
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Termine per impugnare: errore di calcolo annullato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato un appello inammissibile per tardività. L'errore risiedeva nel calcolo del termine per impugnare: la Corte territoriale aveva sbagliato il giorno di partenza del termine e non aveva applicato la proroga di legge per la scadenza caduta in un giorno festivo. La Cassazione ha riaffermato la corretta applicazione delle norme procedurali, garantendo il diritto di difesa dell'imputato.
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Prescrizione reato: appello tempestivo, sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'impugnazione per tardività. La Cassazione, esaminando gli atti, ha invece accertato che l'appello era stato depositato tempestivamente. Rilevato l'errore procedurale e constatato che nel frattempo era maturato il termine massimo di prescrizione, la Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, estinguendo il reato.
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Procedimento disciplinare: documenti e termini per la P.A.
Una pubblica amministrazione ha sanzionato una dipendente, ma la sanzione è stata annullata per vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha chiarito aspetti chiave del procedimento disciplinare, statuendo sull'indispensabilità dei documenti in appello anche in caso di contumacia della P.A., e sul corretto termine (40 giorni) per la contestazione di illeciti gravi. Ha inoltre distinto la validità dell'azione disciplinare dalle valutazioni di performance basate sugli stessi fatti.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione di direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il suo orientamento consolidato secondo cui la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999. Secondo la Corte, eventuali incertezze giurisprudenziali successive non hanno interrotto o sospeso tale termine.
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