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Detrazione Risparmio Energetico

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Comodato e detrazione risparmio energetico: il Fisco perde
Una contribuente impugna la cartella di pagamento con cui l'Agenzia delle Entrate le nega la detrazione risparmio energetico per lavori eseguiti su un immobile ricevuto in comodato. La Commissione Tributaria Regionale respinge il ricorso, ritenendo che la donna dovesse dimostrare anche la concreta disponibilità materiale del bene. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della contribuente. I giudici chiariscono che il contratto di comodato registrato costituisce titolo idoneo a dimostrare la detenzione dell'immobile. Di conseguenza, il comodatario non deve fornire ulteriori prove del potere di fatto sul bene per beneficiare dell'agevolazione fiscale, spettando semmai al Fisco l'onere di provare il contrario. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Detrazione risparmio energetico: l’accordo cancella la lite
L'Agenzia delle Entrate ha escluso la detrazione risparmio energetico per alcuni contribuenti che avevano effettuato lavori di ristrutturazione con ampliamento di un edificio. L'ufficio riteneva che l'ampliamento escludesse il beneficio fiscale. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, i contribuenti e l'amministrazione finanziaria hanno sottoscritto un accordo conciliativo ai sensi dell'articolo 48 del Decreto Legislativo 546/1992, che ha definito interamente la lite con la riduzione delle sanzioni. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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Detrazione risparmio energetico: sì alle cooperative
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33704/2025, ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società cooperative di abitazione a proprietà indivisa per le spese sostenute prima del 2018. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio per l'anno 2013, ritenendo che la norma che estendeva l'agevolazione alle cooperative fosse innovativa e non retroattiva. La Suprema Corte ha invece chiarito che la finalità dell'agevolazione è sempre stata quella di incentivare il miglioramento energetico del patrimonio immobiliare nazionale, includendo quindi sin dall'origine anche gli immobili delle cooperative assegnati in godimento ai soci.
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Detrazione risparmio energetico: sì anche per immobili
Un contribuente si è visto negare la detrazione per spese di risparmio energetico sostenute dalla società immobiliare che gli ha venduto l'immobile. L'Agenzia delle Entrate riteneva che il beneficio non si applicasse agli immobili 'merce' delle imprese. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la detrazione risparmio energetico spetta anche ai soggetti titolari di reddito d'impresa, incluse le società immobiliari, senza distinzioni sulla natura dell'immobile, confermando così il diritto del contribuente.
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Detrazione risparmio energetico: sì anche per immobili locati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16210/2024, ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società titolari di reddito d'impresa che locano immobili, pure se questi sono considerati 'beni merce'. L'agevolazione ha una portata generale e mira a migliorare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, senza esclusioni soggettive o oggettive.
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Detrazione risparmio energetico: sì per società
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società che svolgono attività di locazione immobiliare, anche se l'immobile oggetto degli interventi è considerato un 'bene merce' e concesso in locazione a terzi. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'agevolazione ha una portata generale, volta a migliorare l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare nazionale, senza esclusioni soggettive od oggettive.
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Detrazione risparmio energetico: contratto fittizio
Un contribuente si è visto negare la detrazione per risparmio energetico nonostante un contratto di comodato. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo il contratto fittizio sulla base di prove fornite dall'Agenzia delle Entrate, come la residenza del contribuente altrove e l'effettiva occupazione dell'immobile da parte del proprietario. La sentenza sottolinea che per la detrazione risparmio energetico è necessaria la detenzione effettiva del bene, non solo un titolo formale.
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Detrazione risparmio energetico: contratto non basta
La Corte di Cassazione ha negato la detrazione per risparmio energetico a un contribuente che, pur avendo un contratto di comodato, non ha mai avuto la reale disponibilità dell'immobile. L'Agenzia delle Entrate ha fornito prove sufficienti a dimostrare la mancanza di detenzione effettiva, rendendo il titolo formale inefficace ai fini del beneficio fiscale. La sentenza sottolinea il principio della prevalenza della sostanza sulla forma.
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