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Art. 36-ter d.P.R. n. 600 del 1973

35 provvedimenti

Detrazione fiscale risparmio energetico: Ecobonus valido anche per immobili locati
Un contribuente ha richiesto la Detrazione fiscale risparmio energetico (Ecobonus) per interventi su un immobile della sua società, concesso in locazione. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo la mancanza del possesso diretto. La Cassazione ha cassato la sentenza precedente per cessata materia del contendere, poiché l'Agenzia aveva già restituito la somma. Tuttavia, ha riaffermato che la detrazione spetta anche alle società per immobili locati, in quanto l'agevolazione mira al miglioramento energetico generale. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese legali del giudizio di legittimità.
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Detrazione fiscale risparmio energetico: il diritto sugli immobili locati
Un Contribuente ha richiesto la detrazione fiscale per risparmio energetico su un immobile di proprietà della sua società, ma concesso in locazione a terzi. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo la mancanza del requisito del possesso o della detenzione diretta dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica spetta anche ai soggetti che hanno sostenuto le spese su immobili locati a terzi. La Corte ha cassato la sentenza senza rinvio per cessazione della materia del contendere, poiché l'Agenzia aveva già restituito le somme al Contribuente, riconoscendo di fatto il suo diritto.
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Indebita Compensazione: Crediti Inesistenti e Contributi Previdenziali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una rappresentante legale per il reato di indebita compensazione. La donna aveva utilizzato crediti inesistenti per oltre 3,4 milioni di euro per non versare imposte e contributi previdenziali. La difesa sosteneva che il reato si applicasse solo a IVA e imposte sui redditi, e che i crediti inesistenti dovessero essere non rilevabili dai controlli automatici. La Cassazione ha chiarito che l'indebita compensazione include anche i contributi previdenziali e che la definizione di 'crediti inesistenti' ai fini penali è autonoma, non legata alla rilevabilità tramite controlli fiscali ordinari. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e a una sanzione.
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Rottamazione-quinquies: la Cassazione ferma le cause pendenti
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per imposte non versate nel 2015. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata denominata Rottamazione-quinquies. Poiché l'esito della domanda e il relativo pagamento si perfezioneranno solo successivamente, il Contribuente ha chiesto il rinvio dell'udienza per poter rinunciare al ricorso in modo consapevole. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo del procedimento in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Rottamazione-quinquies: la Cassazione ferma le cause fiscali
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tasse non versate nel 2014. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Contribuente ha presentato domanda di adesione alla definizione agevolata, nota come Rottamazione-quinquies, introdotta dalla legge di bilancio 2026. Poiché la procedura di sanatoria non era ancora conclusa e l'esito della domanda sarebbe stato comunicato dall'ente della riscossione solo successivamente, il Contribuente ha chiesto di rinviare l'udienza. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della sanatoria e la successiva rinuncia al ricorso.
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Rottamazione-quinquies: rinvio della causa sulla cartella
Il Contribuente impugnava una cartella di pagamento per IRAP e IVA. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente presentava domanda di adesione alla definizione agevolata denominata Rottamazione-quinquies, introdotta dalla legge di bilancio 2026, chiedendo il rinvio dell'udienza per verificare l'accoglimento della domanda e procedere al pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa. Il rinvio consente al Contribuente di perfezionare la sanatoria prima di rinunciare formalmente al ricorso, evitando decisioni affrettate.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di detrazioni IRES per riqualificazione energetica su immobili locati, ha modificato il proprio orientamento e ha annullato l'atto impositivo. La Corte ha preso atto della rinuncia, estinguendo il giudizio senza pronunciarsi sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Competenza Direzione Regionale: Visto Infedele
Un responsabile di un centro di assistenza fiscale impugnava una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, eccependo l'incompetenza dell'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo la competenza funzionale ed esclusiva della Direzione Regionale, individuata in base al domicilio fiscale del professionista che ha commesso la violazione, non del contribuente assistito. La decisione chiarisce che tale regola sulla competenza della direzione regionale resta valida anche dopo le modifiche normative che hanno introdotto sanzioni più gravose.
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Controllo formale: limiti e avviso di accertamento
Un contribuente si è visto negare le detrazioni per ristrutturazione tramite un controllo formale. La Cassazione ha stabilito che, in presenza di questioni interpretative sulla normativa, l'Agenzia delle Entrate non può usare la procedura semplificata del controllo formale, ma deve emettere un avviso di accertamento. Il recupero fiscale basato su un'interpretazione della norma, e non su un mero riscontro documentale, è stato ritenuto illegittimo.
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Iscrizione Ipotecaria: quando è valida senza preavviso
Una società impugna un'iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali e l'assenza di un preavviso di esecuzione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare che non richiede l'intimazione ad adempiere prevista per l'espropriazione forzata. La Corte ha inoltre ritenuto provata la notifica degli atti presupposti e infondate le altre censure procedurali.
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Detrazione risparmio energetico: sì anche per immobili
Un contribuente si è visto negare la detrazione per spese di risparmio energetico sostenute dalla società immobiliare che gli ha venduto l'immobile. L'Agenzia delle Entrate riteneva che il beneficio non si applicasse agli immobili 'merce' delle imprese. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la detrazione risparmio energetico spetta anche ai soggetti titolari di reddito d'impresa, incluse le società immobiliari, senza distinzioni sulla natura dell'immobile, confermando così il diritto del contribuente.
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Detrazione risparmio energetico: sì anche per immobili locati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16210/2024, ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società titolari di reddito d'impresa che locano immobili, pure se questi sono considerati 'beni merce'. L'agevolazione ha una portata generale e mira a migliorare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, senza esclusioni soggettive o oggettive.
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Detrazione risparmio energetico: sì per società
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società che svolgono attività di locazione immobiliare, anche se l'immobile oggetto degli interventi è considerato un 'bene merce' e concesso in locazione a terzi. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'agevolazione ha una portata generale, volta a migliorare l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare nazionale, senza esclusioni soggettive od oggettive.
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Credito d’imposta esteri: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare il credito d'imposta per tasse pagate in Kazakistan su canoni per il noleggio di attrezzature. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che, in assenza di stabile organizzazione, la società avrebbe dovuto chiedere il rimborso allo Stato estero. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la Convenzione Italia-Kazakistan permette la tassazione alla fonte dei canoni. Di conseguenza, per evitare la doppia imposizione, l'Italia deve riconoscere il credito d'imposta per redditi esteri, come richiesto dalla società.
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Notifica ricorso cassazione: l’avviso è cruciale
Un'ordinanza della Cassazione dichiara inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate per un difetto nella notifica del ricorso per cassazione. La causa riguardava una detrazione fiscale per riqualificazione energetica, ma è stata decisa su basi procedurali: la mancata produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento della notifica, unico documento idoneo a provare il perfezionamento della stessa.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8454/2024, ha stabilito che un appello non può essere dichiarato inammissibile per mancanza di specificità dei motivi appello solo perché ripropone le stesse argomentazioni del primo grado. È sufficiente che dall'atto emerga una chiara volontà di contestare la sentenza impugnata, chiedendo un riesame completo del merito. Il caso riguardava l'impugnazione di avvisi di accertamento da parte dei soci di una società estinta. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado, che aveva erroneamente dichiarato l'inammissibilità, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Prova di resistenza: la Cassazione alle Sezioni Unite
Un avviso di accertamento per IVA e sanzioni viene annullato in primo e secondo grado per mancato contraddittorio preventivo. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione sostenendo che il contribuente non ha fornito la "prova di resistenza", ovvero non ha dimostrato come il contraddittorio avrebbe cambiato l'esito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto interpretativo tra la giurisprudenza nazionale e quella europea sulla definizione e i limiti della prova di resistenza, ha deciso di non pronunciarsi sul merito e di rimettere la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
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Controllo formale: comunicazione obbligatoria o nullità
Una società sportiva ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo formale. La Corte di Cassazione le ha dato ragione, stabilendo che, a differenza del controllo automatizzato, nel controllo formale la comunicazione preventiva dell'esito è un adempimento obbligatorio. La sua omissione comporta la nullità della cartella, poiché lede il diritto del contribuente al contraddittorio.
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Compensazione spese legali: motivazione obbligatoria
Una contribuente vince contro l'Amministrazione Finanziaria, ma il giudice compensa le spese legali senza alcuna spiegazione. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima se non supportata da una motivazione specifica e puntuale, come richiesto dalla legge. La sentenza impugnata viene annullata su questo punto, con rinvio a un nuovo giudice per la corretta determinazione delle spese.
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Credito d’imposta beni strumentali e locazione
Una contribuente ha beneficiato del credito d'imposta per la costruzione di un immobile, per poi concederlo in locazione. L'Agenzia delle Entrate ha revocato l'agevolazione, ma la Corte di Cassazione ha chiarito che il credito d'imposta beni strumentali può essere mantenuto se l'immobile è un "complesso unitario polifunzionale". La Corte ha inoltre distinto tra crediti "inesistenti" e "non spettanti", riducendo i termini di recupero per il Fisco in questo caso. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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