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Detenzione Domiciliare Surrogatoria

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Misura che sostituisce la detenzione in carcere, permettendo al condannato di scontare la pena nella propria abitazione per motivi specifici, come quelli di salute.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Differimento della pena per motivi di salute tra cura e carcere
Una persona detenuta, affetta da gravi patologie ortopediche croniche e da una sindrome depressiva con rischio suicidario, ha richiesto il differimento della pena per motivi di salute o la detenzione domiciliare. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta sostenendo che le cure interne fossero sufficienti, trascurando le relazioni della stessa direzione sanitaria penitenziaria che attestavano l'incompatibilità carceraria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa e ha annullato il provvedimento impugnato. I giudici hanno chiarito che il magistrato non può limitarsi a un esame astratto dei presidi medici disponibili. È obbligatorio verificare la reale possibilità di somministrare cure adeguate e accertare se la permanenza in cella violi il principio costituzionale di umanità della pena.
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Differimento della pena per motivi di salute: no al rigetto cieco
Il Tribunale di Sorveglianza respinge la richiesta di differimento della pena per motivi di salute avanzata da Il Detenuto, colpito da patologie cardiache. L'ordinanza si fonda unicamente su una datata relazione sanitaria del carcere. Il tribunale trascura del tutto la consulenza specialistica della difesa, la quale evidenzia un elevato rischio di vita e la necessità di esami complessi non eseguibili in detenzione. Il Detenuto propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla il provvedimento. I giudici affermano che non basta una generale idoneità teorica della struttura penitenziaria. Quando la difesa presenta dati clinici precisi su rischi acuti, il giudice ha il dovere di valutare l'effettiva idoneità delle cure, disponendo se necessario una perizia medica. Il processo torna al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo esame.
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Differimento pena per motivi di salute e cure in carcere
Un detenuto affetto da patologie multiple, tra cui cefalea cronica, dilatazione aneurismica e ansia, ha richiesto il differimento pena per motivi di salute o la detenzione domiciliare. Il Tribunale di Sorveglianza ha rigettato le istanze, ritenendo le patologie adeguatamente curabili sia in carcere sia tramite periodici controlli presso ospedali esterni. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, rigettando il ricorso del condannato. I giudici di legittimità hanno chiarito che la presenza di malattie serie non comporta l'automatica scarcerazione se le terapie ordinarie e i trasferimenti sanitari garantiscono il diritto alla salute e tutelano la dignità umana senza esporre il recluso a pericolo di vita.
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Cure in carcere e differimento pena per motivi di salute
Un detenuto anziano e affetto da varie patologie, tra cui diabete e maculopatia, ha chiesto il differimento pena per motivi di salute o la detenzione domiciliare. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta poiché la struttura carceraria garantisce monitoraggio costante e cure adeguate, escludendo trattamenti contrari al senso di umanità. La difesa ha impugnato il provvedimento lamentando la mancata attesa di ulteriori esami specialistici e l'omessa valutazione dell'idoneità del domicilio. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. I giudici hanno stabilito che l'accesso ai benefici presuppone una reale incompatibilità fisica con il carcere: se le terapie ordinarie restano praticabili all'interno dell'istituto penitenziario, la pena deve continuare a essere scontata in cella.
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Differimento della pena: la salute prevale sulla cella
Una detenuta affetta da gravi patologie, tra cui fibromialgia e noduli polmonari, ha richiesto il differimento della pena per motivi di salute o la detenzione domiciliare. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto l'istanza ritenendo le sue condizioni stabili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difesa, annullando la decisione con rinvio. I giudici di legittimità hanno stabilito che, di fronte a gravi dubbi medici e alla dichiarata impossibilità della struttura carceraria di garantire cure adeguate o di esprimersi sulla compatibilità con il carcere, il giudice non può decidere autonomamente. In questi casi, è obbligatorio disporre una perizia medica d'ufficio per valutare concretamente se lo stato di salute sia compatibile con la detenzione, al fine di evitare trattamenti inumani o degradanti.
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Differimento della pena: salute in carcere contro sicurezza
Il Detenuto, affetto da grave paraplegia e altre patologie neurologiche stabili, ha richiesto il differimento della pena o la detenzione domiciliare in una clinica a Bari per motivi di salute. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta, ritenendo le sue condizioni compatibili con il regime carcerario. L'istituto di pena di Parma offre infatti una sezione attrezzata per disabili, assistenza medica continua e un assistente personale. Inoltre, l'elevata pericolosità sociale del soggetto, esponente di spicco di un clan criminale locale, e il rischio di vendette nel territorio d'origine rendono inaccoglibile il trasferimento. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. Il differimento della pena non è concedibile se la patologia è stabile, trattabile in carcere e bilanciata da un elevato rischio per la sicurezza pubblica.
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Malattia in carcere: non basta per il differimento della pena
La Corte di Cassazione ha negato il differimento della pena per motivi di salute a un detenuto affetto da diverse patologie, tra cui una di natura oncologica. Il detenuto sosteneva che le sue condizioni fossero incompatibili con il carcere. I giudici hanno però stabilito che la detenzione non violava il senso di umanità, poiché le sue condizioni erano monitorate e gestibili all'interno del sistema penitenziario. La Corte ha chiarito che il rinvio della pena è una misura eccezionale, applicabile solo quando lo stato di salute è talmente grave da rendere la detenzione una sofferenza aggiuntiva e ingiustificata, o quando le cure necessarie non possono essere fornite in carcere. In questo caso, le cure erano state programmate, escludendo quindi la necessità della misura alternativa.
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