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Definizione

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La definizione consiste nell'individuazione e nella spiegazione delle proprietà essenziali di un determinato oggetto, materiale o immateriale, o in una equivalenza tra un significante e il significato del segno stesso. Tali definizioni, pur non essendo equivalenti, non si escludono a vicenda. Definire significa spiegare il significato di vocaboli mediante altri vocaboli di significato noto; secondo alcune visioni non sarebbe possibile definire tutti i concetti. I concetti che non possono essere definiti si chiamano primitivi. Gli elementi che costituiscono la definizione di un concetto sono chiamati "note definitorie". Si possono distinguere molti tipi diversi e tecniche di definizione, tra cui molto diffuse sono quelle basate sul dizionario (definizione lessicale). In ambito filosofico, Aristotele, che fu il primo a precisarne il significato, affermava che è la dichiarazione dell'essenza di una cosa e non si deve ridurre a una pura descrizione esteriore. Così l'uomo è definito come animale ragionevole. Leibniz distinse la definizione nominale, che dà le caratteristiche dell'oggetto, dalla definizione reale, che ne dimostra anche la possibilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata: rinvio liti tributarie IMU
Una società di leasing ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU relativi a immobili con contratti risolti ma non ancora riconsegnati. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha richiesto il rinvio della causa per valutare l'adesione alla definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo il rinvio a nuovo ruolo in attesa delle deliberazioni dell'ente locale coinvolto.
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Definizione agevolata: sospensione del processo tributario
Una società di servizi informatici ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore per imposte IRES, IRAP e IVA. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la causa è giunta in Cassazione. Il contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, sospendendo il processo per consentire il perfezionamento della procedura conciliativa.
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Sospensione del giudizio tributario: Legge 130/2022
Un contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio tributario in Cassazione per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia riguardava l'inerenza di costi aziendali contestati dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha accolto l'istanza ai sensi della Legge 130/2022, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla detraibilità IVA per l'acquisto di merci. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità della domanda, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Definizione liti pendenti: guida alla sospensione
Un contribuente ha richiesto la Definizione liti pendenti ai sensi della Legge 130/2022, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per chiudere il contenzioso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione alla sanatoria fiscale, ha disposto la sospensione del giudizio fino alla scadenza dei termini previsti dalla normativa, rinviando la causa a nuovo ruolo per monitorare l'estinzione definitiva della lite.
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Società di comodo: stop al processo per tregua
La controversia riguarda l'accertamento di un maggior reddito presunto nei confronti di una società di capitali, inizialmente qualificata come società di comodo per il mancato superamento dei test di operatività. Sebbene i giudici di merito avessero riconosciuto la validità delle prove fornite dalla contribuente circa impedimenti burocratici oggettivi, la Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del giudizio. Tale decisione è stata assunta a seguito dell'istanza della società di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, come previsto dalla recente normativa sulla tregua fiscale.
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Condono fiscale: quando la lite è pendente?
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato il riconoscimento di un condono fiscale a favore di una contribuente, sostenendo che la lite non fosse più pendente al momento dell'entrata in vigore della normativa agevolativa. Sebbene il procedimento fosse attivo alla data di riferimento del 1° maggio 2011, la sentenza di primo grado era passata in giudicato il 4 luglio 2011, ovvero due giorni prima dell'efficacia del decreto legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la controversia deve risultare pendente non solo alla data fissata dalla norma, ma anche al momento della sua effettiva entrata in vigore.
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Definizione agevolata: stop alle liti col Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante accertamenti su redditi d'impresa e IVA. La controversia, originata da presunte anomalie negli studi di settore, si è conclusa grazie alla **definizione agevolata** richiesta dai contribuenti ai sensi del D.L. 119/2018. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare versamento delle rate previste, determinando la cessazione della materia del contendere. La sentenza stabilisce che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata e stop ai processi tributari
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a un avviso di accertamento per redditi di partecipazione. La controversia è stata risolta tramite la definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha inserito l'atto nell'elenco dei procedimenti definibili e non vi è stato diniego, il processo si chiude senza una decisione nel merito, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione liti in Cassazione
Una società di costruzioni ha impugnato cartelle di pagamento relative a IRPEF e ILOR per gli anni 1991 e 1992. Dopo la vittoria nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, depositando la prova del pagamento della prima rata. La Corte, rilevata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata INPS
Una società ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione dopo aver impugnato una cartella esattoriale per crediti previdenziali. La decisione è maturata a seguito dell'adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, rilevando la regolarità formale dell'atto di rinuncia sottoscritto dalla parte e dal difensore.
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Estinzione del giudizio tributario e agevolazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tributaria a seguito dell'adesione della società contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La decisione è stata assunta dopo la verifica del regolare versamento degli importi dovuti e del deposito della documentazione necessaria. Un punto centrale della pronuncia riguarda l'esclusione del raddoppio del contributo unificato: la Corte ha stabilito che tale onere economico non si applica in caso di estinzione per rinuncia o definizione agevolata, poiché si tratta di una misura eccezionale limitata esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Estinzione del giudizio e stop al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tributaria pendente tra l'amministrazione finanziaria e una società privata. La decisione è stata assunta in seguito al deposito della domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022. La Corte ha chiarito che, in caso di estinzione per tregua fiscale, non trova applicazione il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata IVA
Una società ha proposto istanza di revocazione contro una sentenza della Cassazione relativa ad accertamenti IVA. Nel corso del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, presentando successivamente una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, constatata la regolarità della rinuncia ai sensi del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia lo strumento idoneo per concludere il contenzioso a seguito di pace fiscale, portando alla compensazione delle spese tra le parti.
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Cessazione della materia del contendere tributaria
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza relativa a presunte irregolarità fiscali su IVA e plusvalenze da cessione quote societarie. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno richiesto la cessazione della materia del contendere avendo le contribuenti aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Verificata la regolarità dei pagamenti e della domanda, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la definizione della lite assorbe ogni altra questione di merito.
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Rottamazione quater: estinzione del giudizio
Una società cooperativa ha impugnato un recupero contributivo di circa 787.000 euro richiesto dall'ente previdenziale a seguito della riqualificazione del contratto collettivo applicato. Durante il giudizio di legittimità, la società ha aderito alla Rottamazione quater. La Corte di Cassazione, applicando le recenti norme di interpretazione autentica, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Tale decisione è stata assunta dopo la verifica del pagamento della prima rata della definizione agevolata, rendendo superflua la prosecuzione della lite giudiziaria.
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