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Definizione Agevolata — Anno 2023

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1042 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
Il caso riguarda un contenzioso tra una Contribuente e l'Agenzia delle Entrate relativo a un accertamento sintetico IRPEF per gli anni 2007 e 2008. La Contribuente sosteneva che l'adesione allo scudo fiscale precludesse l'accertamento, ma i giudici di merito avevano rigettato il ricorso. Giunta in Cassazione, la Contribuente ha depositato un'istanza chiedendo la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formale e dei requisiti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e cancella la lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento a una società di autotrasporti e ai suoi soci per presunti maggiori ricavi basati su studi di settore. Dopo i primi gradi di giudizio, i contribuenti hanno proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del processo, la società e i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura e i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie: lo Studio batte il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento nei confronti di uno Studio Associato e dei suoi soci per omessa dichiarazione di ricavi nel 2005. Dopo le decisioni favorevoli ai contribuenti nei primi gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, lo Studio e tutti i singoli soci hanno presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna parte ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente a favore dei contribuenti aderenti alla sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla vendita
Il Contribuente ha impugnato un avviso di vendita immobiliare, un'iscrizione di ipoteca e le relative cartelle esattoriali per debiti IVA e IRPEF. Dopo alterne vicende nei gradi di merito relative alla giurisdizione, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge n. 197/2022. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: il nodo delle prove
Una società in liquidazione, ammessa al concordato preventivo, ha impugnato due cartelle esattoriali emesse dall'Agenzia delle Entrate. I giudici di merito hanno accolto il ricorso del contribuente, ritenendo illegittima la riscossione dopo l'omologazione del concordato. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, la società ha richiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata delle liti fiscali. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la mancanza di prove documentali nel fascicolo riguardanti l'effettiva presentazione dell'istanza di sanatoria. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo alle parti sessanta giorni di tempo per depositare la documentazione necessaria a dimostrare l'avvenuta definizione della controversia.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: sanzioni sì, dazi no
L'Azienda, importatrice di veicoli, ha impugnato gli avvisi di accertamento doganale relativi alla classificazione dei mezzi. Durante la causa in Cassazione, L'Azienda ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie. Nonostante i dazi doganali siano esclusi dalla sanatoria, la circolare dell'Amministrazione finanziaria consente di sanare le sanzioni collegate se si paga l'intero tributo e si rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio per permettere il perfezionamento della procedura.
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Definizione agevolata: la Cassazione blocca sanzioni e rimborsi
L'Amministrazione Doganale ha richiesto a una Società Contribuente sanzioni e interessi per il tardivo versamento delle accise sull'energia elettrica. La società ha impugnato anche il diniego di rimborso delle stesse accise. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle sanzioni e degli interessi, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione dell'intero giudizio. I giudici hanno chiarito che non è possibile decidere sulla domanda di rimborso separatamente, data la stretta connessione con le pretese sanzionatorie oggetto della definizione agevolata.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: il Comune chiude la causa IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva dall'IVA il trasferimento delle infrastrutture idriche dal Comune al gestore del servizio. Durante il giudizio di Cassazione, il Comune ha presentato istanza di definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della legge numero 130 del 2022, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. Poiché non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria ed è decorso il termine di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassazione IVA, con le spese di causa che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: vince il Comune
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva l'applicazione dell'IVA sul trasferimento gratuito delle infrastrutture idriche dal Comune al gestore del servizio. Durante il giudizio di Cassazione, il Comune ha richiesto la definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della legge numero 130 del 2022, presentando la documentazione del pagamento effettuato. Poiché è decorso il termine di legge senza obiezioni o richieste di trattazione da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia fiscale si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassazione IVA, lasciando le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop col giudicato
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un contribuente la definizione agevolata delle liti pendenti per una controversia tributaria. Secondo l'amministrazione, la sentenza che risolveva la causa era passata in giudicato prima dell'entrata in vigore della legge di sanatoria (6 luglio 2011), sebbene dopo il 1° maggio 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la definizione agevolata delle liti pendenti non si applica se la sentenza è diventata definitiva prima dell'entrata in vigore del decreto legge, anche se in data successiva a quella di riferimento fissata dalla norma per la pendenza. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso originario del contribuente, confermando la legittimità del diniego opposto dall'ufficio tributario.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop col giudicato
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un contribuente la definizione agevolata delle liti pendenti per una controversia tributaria. L'ufficio sosteneva che la sentenza fosse passata in giudicato prima dell'entrata in vigore della legge di sanatoria (6 luglio 2011). La Commissione tributaria regionale aveva invece accolto il ricorso del contribuente, ritenendo la lite ancora pendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la sanatoria non si applica se la sentenza è diventata definitiva prima dell'entrata in vigore del decreto legge, anche se il giudicato è maturato dopo la data di riferimento del 1° maggio 2011. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato definitivamente la domanda del contribuente.
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Esenzione IMU contesa: stop al processo per definizione agevolata
Un'associazione culturale ha impugnato l'avviso di accertamento IMU emesso dal Comune, sostenendo di avere diritto all'esenzione per le proprie attività istituzionali. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto il ricorso per mancanza di prove sulla natura non commerciale delle attività. Durante il giudizio in Cassazione, l'associazione ha chiesto la sospensione del processo poiché il Comune ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge n. 197/2022. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la definizione della lite.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sul valore della casa
I Contribuenti hanno impugnato un avviso di rettifica di valore relativo alle imposte di registro, ipotecaria e catastale per la vendita di un immobile. Successivamente, i medesimi hanno aderito alla definizione agevolata pagando integralmente la somma ridotta determinata dall'agente della riscossione e rinunciando al ricorso pendente. La Corte di Cassazione ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese del processo sono state compensate tra le parti e non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione Agevolata: Niente Spese Legali per chi Rinuncia al Ricorso
Una società effettua un'operazione di conferimento di ramo d'azienda seguita dalla vendita delle quote della società beneficiaria. L'Agenzia delle Entrate riqualifica l'operazione come una cessione d'azienda diretta, applicando imposte più alte. Durante il contenzioso, la società aderisce a una definizione agevolata (condono), rinunciando al ricorso. La Cassazione dichiara estinto il giudizio e stabilisce un importante principio: la rinuncia al ricorso, se è una condizione per accedere al condono, non comporta la condanna a pagare le spese legali della controparte. In questi casi, si applica la compensazione spese legali per definizione agevolata, perché sarebbe contrario allo scopo della legge agevolativa gravare il contribuente di ulteriori costi.
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Esenzione ICI Immobili Fieristici: Causa Vinta ma Sospesa
Una società proprietaria di immobili fieristici si oppone a un avviso di accertamento ICI, sostenendo che i beni rientrano in una categoria catastale esente. I giudici di merito le danno ragione. Il Comune ricorre in Cassazione, ma la società aderisce a una definizione agevolata (una 'pace fiscale'). La Corte Suprema, invece di decidere sulla questione dell'esenzione ICI immobili fieristici, sospende il giudizio. La Corte attende l'esito della procedura di definizione agevolata prima di pronunciarsi. La causa è quindi rinviata a data da destinarsi.
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Definizione Agevolata: Sospeso il Processo per Accise Evase
Una società, coinvolta in un contenzioso con l'Agenzia delle Dogane per presunta evasione di accise su carburanti, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, ha richiesto di sospendere il processo per aderire alla nuova 'definizione agevolata liti pendenti' prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il procedimento. La decisione dimostra come le normative sulla tregua fiscale possano bloccare un contenzioso in corso, offrendo al contribuente la possibilità di chiudere la disputa pagando un importo ridotto invece di attendere la sentenza finale.
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Definizione agevolata e causa pendente: la domanda non basta
La Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra definizione agevolata e giudizio pendente. Un contribuente aveva aderito a una sanatoria per debiti contributivi, ma la sua causa contro l'INPS è proseguita. La Corte ha stabilito che la semplice presentazione della domanda di definizione agevolata non è sufficiente a sospendere o estinguere il processo. È necessario che la domanda indichi esplicitamente il giudizio a cui si intende rinunciare e che la definizione sia perfezionata con i pagamenti. Poiché la domanda del contribuente era incompleta, il suo ricorso è stato respinto. La sentenza sottolinea che l'estinzione del giudizio è subordinata al completamento effettivo della procedura.
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Stop veicolo per debiti? Fisco rinuncia: giudizio estinto
Un contribuente si oppone al fermo amministrativo del suo veicolo, causato da diverse cartelle esattoriali per contributi e multe. Sostiene che i debiti sono prescritti perché non ha mai ricevuto le notifiche. L'Agenzia della Riscossione porta il caso fino in Cassazione. A sorpresa, prima della decisione finale, l'Agenzia ritira il ricorso perché il contribuente ha aderito a una 'definizione agevolata', estinguendo i debiti. La Corte Suprema applica quindi il principio dell'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo definitivamente il processo senza entrare nel merito della questione.
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Tassa Rifiuti: lite col Fisco? L’estinzione del processo la chiude
Un Contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU) emesso da un Comune. La controversia è arrivata fino in Cassazione. Durante il giudizio, il Contribuente ha aderito alla 'definizione agevolata', una sorta di pace fiscale. Poiché nessuna delle parti ha poi chiesto di proseguire la causa entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Di conseguenza, la lite si è conclusa senza un vincitore o un vinto, e il giudice ha stabilito che ogni parte dovesse pagare le proprie spese legali.
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Tassa Rifiuti su Parcheggi: Rinuncia al Ricorso e Giudizio Estinto
Una lunga controversia sulla tassa rifiuti (TARSU) per un'area adibita a parcheggio si è conclusa in modo inaspettato. La Contribuente sosteneva che l'area non producesse rifiuti tassabili. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata (pace fiscale) e ha ritirato il proprio ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La causa si è quindi chiusa senza una decisione nel merito, ma con la fine del contenzioso e la compensazione delle spese legali tra le parti.
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