LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Definizione Agevolata — Anno 2023

Pagina 13 di 40

1042 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla cartella IVA
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento da oltre 15.000 euro per il ritardo nella presentazione della dichiarazione IVA 2015. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la società ha fatto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha chiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, rinunciando provvisoriamente al giudizio e chiedendone la sospensione. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale tramite il pagamento delle somme dovute.
Continua »
Sospensione del giudizio tributario: tregua tra cittadino e Fisco
Il Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per una controversia fiscale. Successivamente, il Contribuente ha depositato un'istanza chiedendo la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, consentendo così alle parti di perfezionare la procedura di tregua fiscale senza il rischio di una pronuncia definitiva nel frattempo.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie fiscali ferma il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA emesso nei confronti di una società. Durante il giudizio in Cassazione, la società contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla Società Contribuente riguardante un accertamento per imposte dirette e IVA su presunte operazioni inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta della società. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
Continua »
Definizione agevolata: la pace fiscale estingue la causa
Una contribuente impugna un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio in Cassazione, decide di aderire alla definizione agevolata presentando la documentazione di pagamento a saldo e rinunciando al contenzioso pendente. La Corte di Cassazione prende atto del pagamento e della rinuncia, dichiarando l'estinzione del giudizio e compensando le spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: l’accordo con il fisco estingue la causa
Un contribuente impugnava tre avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava istanza per dichiarare la cessazione della materia del contendere, avendo aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle). L'Agenzia delle Entrate esprimeva parere favorevole, chiedendo l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Rimborso IVA: la scelta della compensazione blocca la restituzione
Una società ha richiesto il rimborso IVA per un credito del 2007, precedentemente indicato in dichiarazione per la compensazione e mai utilizzato. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la richiesta ritenendola tardiva. La Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che se il contribuente sceglie la compensazione anziché il rimborso nella dichiarazione annuale, non si applica il termine di prescrizione decennale. In mancanza di una chiara volontà di rimborso, opera il termine di decadenza biennale previsto dalla legge. Di conseguenza, la richiesta presentata oltre i due anni è fuori tempo massimo. La Corte ha inoltre chiarito che le controversie sui rimborsi non possono accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, riservata solo agli atti impositivi.
Continua »
Fisco contro Società: la definizione agevolata chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava gli accertamenti fiscali emessi nei confronti di una Società e dei suoi soci per imposte non dichiarate. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata prevista. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare perfezionamento della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Scontro sull’IVA: la definizione agevolata estingue la causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della CTR che annullava un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società per indebita detrazione IVA su fatture ritenute soggettivamente inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge n. 130/2022, effettuando il relativo versamento. Non essendo stata presentata istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate. Vince la società contribuente che chiude definitivamente la pendenza fiscale.
Continua »
Definizione agevolata: il Fisco tace e il processo si estingue
Un contribuente, titolare di un'impresa edile, impugnava un avviso di accertamento induttivo per imposte non versate. Dopo la decisione d'appello, proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119/2018, pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate non notificava alcun diniego nei termini di legge, né contestava i pagamenti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite sulle sponsorizzazioni
Una società riceveva un accertamento fiscale dall'Agenzia delle Entrate, che considerava indeducibili alcune spese di sponsorizzazione sportiva. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società decideva di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione, verificato l'avvenuto pagamento e la regolarità della documentazione, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la lite tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito delle sponsorizzazioni, con le spese di giudizio che restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per IVA e IRAP emesso contro una società. L'ufficio contestava una percentuale di ricarico ritenuta troppo bassa. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando integralmente quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare pagamento e il perfezionamento della sanatoria. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, senza ulteriori sanzioni o raddoppio del contributo unificato per l'ente pubblico.
Continua »
Condono non provato: carenza di interesse sopravvenuta
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente presentava istanza di definizione agevolata (condono), allegando un piano di rateizzazione ma senza dimostrare il collegamento diretto con il debito contestato. La Corte di Cassazione ha rilevato l'impossibilità di dichiarare l'estinzione formale del processo per mancanza di prove certe. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che la richiesta di condono manifesta chiaramente il disinteresse a proseguire la causa nel merito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse sopravvenuta. L'Amministrazione Finanziaria vince la causa in quanto il ricorso della contribuente viene rigettato senza esame del merito, lasciando definitivo l'accertamento parziale stabilito nei gradi precedenti.
Continua »
Definizione agevolata: lite chiusa col Fisco e zero spese
Un socio di una società di persone impugna un avviso di accertamento per un maggior reddito di partecipazione. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, il contribuente propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'intero debito tributario e chiedendo l'estinzione del processo per carenza di interesse. L'Agenzia delle Entrate conferma il regolare pagamento. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese del processo non vengono liquidate e si esclude il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto del ricorso. Vince il contribuente che chiude definitivamente la pendenza fiscale senza ulteriori spese processuali.
Continua »
Agevolazioni fiscali e aiuti di Stato: stop ai condoni IVA
Una società consortile ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP e IVA del 2005, invocando la definizione agevolata prevista per le vittime del sisma del 2002 in Sicilia. I giudici di merito hanno accolto il ricorso, ritenendo l'agevolazione sempre applicabile. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione della compatibilità della misura con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che i giudici d'appello avrebbero dovuto verificare se le agevolazioni fiscali e aiuti di Stato concessi fossero compatibili con il mercato interno europeo, specialmente in materia di IVA. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Definizione agevolata: la pace con il fisco cancella la causa
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per imposte IRAP, IRES e IVA. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 193 del 2016, pagando gli importi dovuti e chiedendo l'estinzione del processo. L'Agenzia delle Entrate non ha opposto obiezioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che la definizione agevolata estingue la materia del contendere. Le spese di giudizio sono state compensate e la Corte ha escluso il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per sanzioni IVA relative all'anno 2010. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
Continua »
Definizione agevolata: la pace fiscale spegne la lite in Cassazione
Una società impugnava una cartella di pagamento per imposte non versate. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente presentava istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193 del 2016, dimostrando l'avvenuto pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte ha stabilito che il perfezionamento della definizione agevolata determina il venir meno dell'interesse delle parti alla decisione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese e confermando che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Fisco e pace: la rinuncia al ricorso tributario estingue la lite
La Società Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo all'anno d'imposta 2013. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la ricorrente ha depositato un'istanza di rinuncia al ricorso tributario, accettata dall'Amministrazione Finanziaria, probabilmente nell'ambito di una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso due avvisi di accertamento contro un carrozziere, contestando ricavi non dichiarati basandosi sulla mancata corrispondenza esatta tra fatture e versamenti bancari. Dopo che i giudici di merito hanno annullato gli atti ritenendo il metodo irrealistico, il Fisco ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando il dovuto. La Suprema Corte ha preso atto del pagamento e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di giudizio restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »