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Definizione Agevolata — Anno 2023

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1042 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Definizione Agevolata

Provvedimenti

Esterovestizione a Monaco: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società con sede formale nel Principato di Monaco ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per presunta esterovestizione, in quanto ritenuta fiscalmente residente in Italia. Dopo i primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato istanza telematica per chiedere la sospensione del processo, manifestando la volontà di avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Esterovestizione a Monaco: la Cassazione ferma il fisco per la sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società formalmente con sede a Monaco, ritenendola un caso di esterovestizione con reale sede in Italia. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: il rinvio che blocca il fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della CTR relativa alla prescrizione di alcune cartelle esattoriali emesse nei confronti del Contribuente. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione-quarter) rinunciando al controricorso. La Corte di Cassazione ha quindi sospeso la decisione e ha concesso all'Agenzia delle Entrate un termine di sessanta giorni per verificare la corrispondenza tra i debiti inseriti nella definizione agevolata e quelli oggetto della causa, rinviando il processo a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società riceve un avviso di accertamento per tasse non pagate su canoni di locazione. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presenta domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e del versamento effettuato, dispone la sospensione del processo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Rottamazione-Quater: la Cassazione blocca la causa col Fisco
Il Contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato domanda telematica all'Agente della Riscossione per aderire alla Rottamazione-Quater, impegnandosi a rinunciare al processo in corso. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e in applicazione della legge di bilancio, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della definizione agevolata.
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Sospensione del processo tributario: tregua tra Fisco e impresa
Una società immobiliare e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dal Fisco, che contestava la deducibilità di alcune spese di sponsorizzazione qualificandole come spese di rappresentanza. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato un'istanza formale per ottenere la sospensione del processo tributario ai sensi della Legge di Bilancio 2023, al fine di usufruire della definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del processo tributario e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole all'Azienda Contribuente, a cui era stato notificato un avviso di accertamento per il recupero di imposte non versate come sostituto d'imposta su maggiori compensi dell'amministratore. Durante il giudizio di Cassazione, l'Azienda Contribuente ha chiesto di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023, presentando la domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la presenza dei presupposti legali, ha accolto la richiesta di sospensione del processo. Il giudizio è stato quindi sospeso temporaneamente, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Cessazione della materia del contendere: stop alla lite fiscale
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero di imposte legate a costi ritenuti inesistenti. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno presentato un'istanza congiunta per dichiarare la cessazione della materia del contendere. La controversia è stata infatti risolta tramite la definizione agevolata prevista dalla legge sulla tregua fiscale. La Suprema Corte, preso atto della regolarità della procedura e del mancato diniego da parte del fisco, ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla causa IMU senza doppie tasse
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per tre terreni estrattivi. Durante il processo in Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della legge di bilancio, pagando l'unica rata prevista dal regolamento comunale. Non essendoci stato un rifiuto da parte del Comune, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate. Inoltre, la Corte ha stabilito che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura della causa per accordo non equivale a una sconfitta o a un ricorso inammissibile.
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Definizione agevolata: stop alla lite ICI senza doppie tasse
Una società di estrazione mineraria ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) emesso dal Comune. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nel frattempo, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la rata prevista. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per via del perfezionamento della sanatoria. I giudici hanno stabilito che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: si estingue la lite tra Comune e impresa
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi da un Comune per omessa dichiarazione e versamento dell'imposta sugli immobili (ICI) relativa ad alcuni terreni. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione alla contribuente, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la somma dovuta. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Esenzione ICI scuola paritaria: tra scontro e tregua fiscale
Un istituto religioso ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Comune richiedeva il pagamento dell'ICI per l'anno 2011 su un immobile scolastico. Il Comune sosteneva che l'attività didattica avesse natura commerciale a causa delle rette versate dagli studenti. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'ente religioso ha aderito alla definizione agevolata pagando oltre 18.000 euro. La Corte di Cassazione, rilevando che il Comune ha tempo per esprimere un eventuale diniego alla sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del consolidamento dell'accordo. La controversia ruota attorno alla spettanza dell'esenzione ICI scuola paritaria e agli effetti della pace fiscale sul contenzioso pendente.
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Sospensione del giudizio tributario: bloccata la causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato il reddito di due contribuenti, qualificando la vendita di un fabbricato come cessione di area edificabile soggetta a tassazione per plusvalenza. Dopo che i giudici di merito hanno accolto il ricorso delle contribuenti ritenendo l'immobile non edificabile, l'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le contribuenti hanno chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, verificati i presupposti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio tributario fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Dopo i rifiuti nei primi gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, il processo è stato sospeso per consentire il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie: la Cassazione ferma il fisco
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA, contestando l'indebita deduzione dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva. Durante il giudizio in Cassazione, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie prevista dalla tregua fiscale della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura agevolata.
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Definizione agevolata: stop alle liti senza doppie tasse
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per alcuni terreni destinati all'estrazione di travertino. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno stabilito che le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione agevolata non equivale a un rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata: stop alla lite IMU tra Comune e società
Una società contribuente impugna un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per terreni estrattivi. Dopo i primi due gradi di giudizio, il concessionario della riscossione propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente presenta istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022, pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla legge sul condono. Inoltre, i giudici escludono il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione per sanatoria non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Scontro IMU sulla cava: la definizione agevolata chiude la lite
Una società di riscossione e una società contribuente si scontravano in tribunale per un avviso di accertamento IMU del 2012 relativo a una cava estrattiva. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando l'importo dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento e del rispetto delle norme del regolamento comunale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società chiude la lite IMU sulla cava
Una società concessionaria per la riscossione comunale ha impugnato la decisione che riduceva il valore di una cava ai fini del calcolo dell'IMU dovuta da una società contribuente. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando quanto dovuto per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare adempimento e del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite sulla tassa per la cava
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava di estrazione. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la prima rata dell'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare deposito della domanda e del pagamento, dichiarando l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione per sanatoria fiscale.
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