L'Agenzia delle Entrate contesta a un Consorzio l'errata applicazione dell'aliquota IVA ridotta su alcune fatture. Il Consorzio vince nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata tributaria prevista dalla legge, versando il cinque per cento del valore della lite, pari a circa seimila euro, dato che l'amministrazione finanziaria era risultata totalmente soccombente nei precedenti gradi. Il Consorzio deposita la prova del pagamento integrativo. La Corte di Cassazione accerta il regolare perfezionamento della procedura e la mancanza di opposizioni. Di conseguenza, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate.
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