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Definizione Agevolata Delle Liti

55 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura speciale che permette ai contribuenti di chiudere controversie fiscali pendenti con l'Amministrazione finanziaria a condizioni più favorevoli, spesso pagando una somma ridotta rispetto all'importo originariamente richiesto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Fiscale e Definizione Agevolata delle Liti
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società commerciale maggiori ricavi non dichiarati e costi non deducibili per gli anni 2003, 2004 e 2005. I controlli fiscali nascevano da verifiche extracontabili eseguite presso un'altra ditta fornitrice. La Commissione Tributaria Regionale confermava parzialmente la pretesa impositiva, ritenendo validi gli elementi presuntivi emersi nei verbali di controllo. L'impresa impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, denunciando vizi di motivazione e violazione delle regole sulle presunzioni. Nelle more del giudizio, la società contribuente presentava istanza di condono e sanatoria fiscale pagando la prima rata dovuta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata delle liti.
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Fisco e vincolo storico: stop alla causa con lite agevolata
Un contribuente subisce un accertamento fiscale per maggiori imposte Irpef e Irap relative all'anno 2003. L'Ufficio contesta l'applicazione indebita di benefici fiscali per un immobile ritenuto storico-artistico senza il formale decreto di vincolo e disconosce i costi per due autovetture usate nella propria attività professionale. Dopo la soccombenza nei gradi di merito, il contribuente impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente deposita un'apposita istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti introdotta dalla riforma del 2022. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la sospensione del processo, rinviando la trattazione a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di definizione.
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Esterovestizione fiscale: Lite chiusa per autotutela dell’Agenzia
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'azienda l'Esterovestizione fiscale e la non deducibilità di alcuni costi, emettendo un avviso di accertamento. L'azienda aveva impugnato l'atto. Durante il processo in Cassazione, l'azienda ha chiesto la definizione agevolata delle liti. Successivamente, l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela il proprio diniego alla definizione agevolata e ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le aveva anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop al processo e ai debiti
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte non versate relative all'anno 1999. L'Amministrazione finanziaria contestava il mancato perfezionamento del condono fiscale a causa di un versamento parziale della somma minima dovuta. Dopo l'accoglimento del ricorso in primo grado e il successivo ribaltamento in appello favorevole al Fisco, la controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, la contribuente presentava istanza telematica di sospensione per accedere alla definizione agevolata delle liti. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, dichiarando la sospensione del processo e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la chiusura definitiva del contenzioso.
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Accertamento fiscale e definizione agevolata delle liti
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società e ai suoi soci maggiori ricavi derivanti dagli studi di settore. I contribuenti impugnavano l'avviso di accertamento e, dopo decisioni discordanti nei primi gradi di giudizio, promuovevano ricorso per cassazione. Nelle more del procedimento, la società e i soci aderivano alla definizione agevolata delle liti, saldando integralmente il debito fiscale secondo le norme della rottamazione delle cartelle. A seguito del versamento complessivo, i contribuenti rinunciavano al ricorso e l'Amministrazione Finanziaria confermava il regolare pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti: stop al processo col Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente il mancato versamento di imposte relative a IRAP, IVA e IRPEF per l'anno 2008. Dopo sentenze contrastanti nei gradi di merito, la causa approdava davanti alla Corte di Cassazione su ricorso del cittadino. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti prevista dalla normativa sulla pace fiscale, versando l'importo necessario per perfezionare la sanatoria. L'amministrazione finanziaria ha formalizzato l'avvenuto pagamento e ha chiesto la chiusura della lite. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali.
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Decadenza dalla rateizzazione per un giorno: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente la decadenza dalla rateizzazione delle imposte IRPEF per il ritardo di un solo giorno nel pagamento della sedicesima rata. Il contribuente aveva versato regolarmente tutte le altre rate del piano. I giudici di merito hanno annullato la cartella di pagamento, ritenendo il lieve ritardo un errore scusabile compiuto in buona fede. L'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la rigidità dei termini di legge. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha depositato un'istanza di sospensione della lite fiscale ai sensi della riforma del contenzioso tributario. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, accertando i presupposti di valore e pendenza del procedimento e sospendendo la causa.
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Definizione agevolata delle liti: stop al debito e processo chiuso
La vicenda nasce dalla contestazione dell'Agenzia delle Entrate contro La Contribuente per la decadenza dai benefici fiscali prima casa, con richiesta di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. Dopo la vittoria dell'amministrazione nel giudizio di appello, la cittadina ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando integralmente le somme previste dalla legge e depositando la ricevuta di pagamento. A fronte dell'avvenuto saldo del debito concordato, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre confermato che le spese processuali restano a carico di chi le ha sostenute e hanno escluso la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti: salva la socia, non i soci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione del giudice d'appello che aveva dichiarato estinto l'intero processo tributario contro una società di persone e i suoi soci. L'estinzione era stata pronunciata a seguito della definizione agevolata delle liti richiesta da una sola socia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la sanatoria di un singolo socio non estingue la controversia per gli altri soggetti coinvolti. Di conseguenza, la causa per il recupero di IVA, IRAP e IRPEF nei confronti della società e dell'altro socio deve proseguire davanti alla Commissione Tributaria Regionale.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla cartella del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento da oltre 141.000 euro contro una società per omessi versamenti IVA e IRES. La società ha impugnato l'atto contestando la carenza di motivazione, l'omessa notifica dell'avviso bonario e la mancata indicazione del responsabile del procedimento. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando quanto dovuto tramite modello F24. Poiché è decorso il termine di legge senza richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti.
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Definizione agevolata delle liti: stop al doppio contributo
Alcuni contribuenti hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta di successione. Durante la causa in Cassazione, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle liti, pagando l'intero importo dovuto a rate e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno stabilito che, trattandosi di estinzione e non di rigetto, non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la norma sanzionatoria è di stretta interpretazione. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento IRES emesso contro una Società. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha dimostrato di aver sanato la pendenza fiscale usufruendo della definizione agevolata delle liti prevista dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangano a carico di chi le ha anticipate. Vince la Società che vede chiudersi definitivamente la controversia tributaria.
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Definizione agevolata delle liti: se paga una, si salvano tutte
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento IRES contro una società per dividendi esclusi dal consolidato fiscale. Parallelamente, un secondo accertamento gravava sulla stessa società come consolidante. Quest'ultimo giudizio si è concluso grazie alla definizione agevolata delle liti prevista dal decreto legge 119/2018. La società ha quindi chiesto l'estinzione anche del primo giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che la definizione agevolata delle liti ottenuta dalla società consolidante estende i suoi effetti benefici anche alla società consolidata coobbligata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia senza vincitori né vinti sulle spese.
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Definizione agevolata delle liti: stop al fisco e causa estinta
Una società di falegnameria riceveva un avviso di accertamento per IVA e IRAP basato su presunte operazioni inesistenti. Dopo alterne vicende nei gradi di giudizio precedenti, la società proponeva ricorso in Cassazione. Prima della decisione, il contribuente presentava istanza di definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 193 del 2016, depositando la prova dei pagamenti effettuati. L'Agenzia delle Entrate non presentava obiezioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: scontro tra fisco e azienda
Una società contribuente ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante il processo, l'azienda ha richiesto la definizione agevolata delle liti per chiudere la pendenza con il fisco. Tuttavia, sono nate divergenze tra la società e l'Amministrazione Finanziaria: la prima chiedeva l'estinzione totale dei giudizi, mentre la seconda si opponeva o chiedeva un'estinzione solo parziale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha deciso di riunire le cause collegate e di rinviare la discussione a una pubblica udienza. Questo rinvio serve a garantire il pieno contraddittorio tra le parti e a chiarire se sussistano i presupposti per la chiusura agevolata delle controversie.
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Definizione agevolata delle liti chiude lo scontro con il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un'Associazione Sportiva, contestando l'uso indebito di agevolazioni fiscali e richiedendo il pagamento di imposte non versate. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, l'Associazione ha aderito alla definizione agevolata delle liti pagando l'intero debito fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il pagamento regolare. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: il fisco perde sul diniego
L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato una vendita di quote societarie effettuata da un'azienda a favore di un'altra società come una vera e propria cessione d'azienda, richiedendo le relative imposte proporzionali di registro, ipotecarie e catastali. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata prevista. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuta definizione della lite. I giudici hanno chiarito che il precedente diniego di una diversa sanatoria, relativa a una legge del 2017, non impedisce il perfezionamento della nuova procedura agevolata, che si è conclusa regolarmente in assenza di un formale diniego da parte dell'amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata delle liti: stop alle liti se il fisco tace
Una società di trasporti ha richiesto la definizione agevolata delle liti per chiudere un contenzioso tributario relativo a Irpeg e Irap. La contribuente ha presentato la domanda e pagato quanto dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini e nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop al contenzioso col Fisco
Una società di profumi impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria e stabilendo che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole all'Azienda riguardante contestazioni su prezzi di trasferimento. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'Azienda ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro il termine del 31 dicembre 2020 e l'amministrazione finanziaria non ha notificato alcun diniego, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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