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Definizione Agevolata Della Controversia

73 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nota anche come 'tregua fiscale' o 'pace fiscale', è una procedura che permette al contribuente di chiudere una lite con il Fisco pagando una somma ridotta, con sconti su sanzioni e interessi, secondo le regole stabilite da una legge specifica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata della controversia: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a una società e ai suoi soci. Nel corso del giudizio, i contribuenti hanno presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia, introdotta dalla Legge numero 130 del 2022. I giudici di legittimità hanno esaminato l'ammontare delle imposte accertate e la precedente vittoria dei contribuenti nei gradi di merito. Verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, la Corte ha accolto la richiesta della società. Il collegio giudicante ha quindi disposto la sospensione del processo tributario in attesa del perfezionamento del pagamento agevolato.
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Definizione agevolata della controversia e stop al processo
Una società e la sua socia hanno impugnato un accertamento fiscale avente ad oggetto maggiori redditi imputati al socio. Nelle more del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società e la socia hanno aderito alla definizione agevolata della controversia. Le contribuenti hanno eseguito il pagamento della sanzione dovuta e hanno depositato le relative quietanze in giudizio. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della sanatoria. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della procedura tributaria e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, mentre è stato escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia e stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società maggiori ricavi per diverse annualità tramite accertamento induttivo. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione con ricorsi proposti da entrambe le parti. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società contribuente, in stato di concordato preventivo autorizzato dal giudice delegato, ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia e ha versato gli importi dovuti per chiudere la lite fiscale. Constatato il pagamento della sanatoria, la mancata richiesta di prosecuzione del giudizio e la sopravvenuta rinuncia della società, la Suprema Corte ha dichiarato la totale estinzione dei ricorsi riuniti, ponendo definitivamente fine alla vertenza con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Canone Demaniale: Contenzioso Chiuso con Definizione Agevolata
Una Concessionaria di una pertinenza demaniale marittima, un albergo, ha contestato il calcolo del canone demaniale. La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Qui, l'Amministrazione Pubblica ha informato che la Concessionaria aveva aderito a una procedura di definizione agevolata della controversia, pagando le somme richieste. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, riconoscendo la validità della definizione agevolata del canone demaniale. Le spese legali sono state compensate tra le parti, chiudendo definitivamente la disputa.
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Definizione agevolata della controversia: no al ripensamento
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Società un'operazione aziendale, richiedendo un'ulteriore imposta di registro. La Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia e ha pagato gli importi dovuti per chiudere la lite. Successivamente, la Corte Costituzionale ha confermato una norma di legge più favorevole al contribuente. La Società ha quindi domandato di decidere comunque la causa per ottenere il rimborso delle somme versate. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno stabilito che la definizione agevolata della controversia è un atto volontario e irrevocabile che regola in modo definitivo il rapporto con il Fisco. Di conseguenza, le somme versate non sono rimborsabili e i mutamenti giurisprudenziali successivi non permettono la riapertura del processo.
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Definizione agevolata della controversia: causa fiscale chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado che annullava un avviso di accertamento emesso contro gli Eredi per presunti redditi esteri non dichiarati. Durante il giudizio di legittimità, I Contribuenti hanno richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa sulla pace fiscale e hanno pagato la prima rata dell'importo dovuto. L'ufficio finanziario non ha presentato alcun diniego all'istanza. La Suprema Corte ha verificato il regolare rispetto della procedura di sanatoria e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese di causa a carico della parte che le ha sostenute.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alle imposte sui redditi. Durante il giudizio pendente in Cassazione, la società ha fatto ricorso alla definizione agevolata della controversia, pagando l'importo dovuto stabilito dalla legge sulla pace fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha depositato la documentazione necessaria attestando il regolare versamento dei contributi e la correttezza della domanda. Nessuna parte ha richiesto l'ulteriore trattazione della causa. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio e disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre precisato che non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione del processo non equivale al rigetto dell'impugnazione.
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Definizione agevolata della controversia: stop al ricorso Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società concessionaria di automobili maggiori imposte tramite la rideterminazione dei ricavi con percentuali di ricarico sul commercio di veicoli nuovi, usati e sulla manodopera. Dopo l'esito favorevole per l'impresa nei gradi di merito, il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha depositato una specifica istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia introdotta dalla riforma della giustizia tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto della domanda del contribuente e ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della chiusura fiscale agevolata, rinviando la trattazione della causa.
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Definizione agevolata della controversia: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione di costi aziendali, riqualificandoli come spese di rappresentanza. Dopo la decisione favorevole alla società nei gradi di merito, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della disciplina sulla pace fiscale, provvedendo al versamento degli importi previsti con modello F24. Non essendoci stato alcun diniego da parte del fisco né ulteriori richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata della controversia.
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Definizione agevolata: la Cassazione rinvia per mancata notifica
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'Azienda la deducibilità di costi, ritenuti non inerenti, in un avviso di accertamento. La Commissione Tributaria aveva dato ragione all'Azienda. In Cassazione, l'Azienda ha presentato un'istanza di definizione agevolata della controversia, chiedendo la cessazione della lite. La Suprema Corte ha però rilevato che l'istanza e i documenti allegati non erano stati notificati correttamente all'Amministrazione finanziaria. Per questo motivo, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Azienda 60 giorni per effettuare la notifica e permettere all'Agenzia delle Entrate di presentare eventuali controdeduzioni. Il processo si ferma per un adempimento procedurale essenziale.
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Lite col Fisco e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente un avviso di accertamento per maggiori imposte non dichiarate. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo a causa dell'illegittimità della delega di firma del funzionario. L'Amministrazione finanziaria ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha formalmente presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno preso atto della richiesta del privato cittadino. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la sospensione temporanea del processo tributario per permettere il perfezionamento della sanatoria e ha rinviato il fascicolo alla sezione ordinaria.
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Definizione agevolata della controversia: ok anche con indagine
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento per maggiori imposte a una società e ai suoi soci. I contribuenti hanno vinto la causa sia in primo che in secondo grado. Successivamente, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia versando il 5% del valore della lite, vista la doppia soccombenza del fisco. L'amministrazione finanziaria ha negato la sanatoria, sostenendo che le sentenze di merito erano incerte perché coinvolte in un'indagine penale contro giudici tributari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che la pendenza di un procedimento penale non sospende nè impedisce la definizione agevolata della controversia finché le sentenze non vengono formalmente revocate. Di conseguenza, i contribuenti vincono la causa e il processo viene dichiarato estinto.
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Definizione agevolata della controversia: la Cassazione estingue
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta IRES. Dopo due gradi di giudizio contrari, l'azienda ha presentato ricorso per Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. Nelle more del procedimento, la società ha attivato la definizione agevolata della controversia prevista dalla normativa fiscale. La parte ha depositato tutta la documentazione attestante l'avvenuta adesione e i relativi versamenti. L'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego e nessuna parte ha chiesto la prosecuzione della causa entro i termini di legge. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la definitiva estinzione del processo tributario, disponendo che le spese legali restino a carico di chi le ha già anticipate ed escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia e fine del contenzioso
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza favorevole ottenuta da una società in tema di IVA. Nel corso del giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata della controversia, avvalendosi della normativa sulla pace fiscale. L'ufficio tributario ha successivamente confermato il regolare perfezionamento del pagamento. Di fronte al venuto meno dell'interesse ad agire, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la totale compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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Fisco sconfitto: la definizione agevolata della controversia vince
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dato ragione a una società e ai suoi soci. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno depositato un'apposita istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia secondo la recente riforma della giustizia tributaria, chiedendo il blocco del giudizio in corso. I giudici hanno verificato il valore economico delle imposte contestate e la totale sconfitta del Fisco nei precedenti gradi di merito. Verificata la piena sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, la Corte ha accolto la richiesta dei contribuenti, disponendo la sospensione temporanea del procedimento per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata della controversia: stop al ricorso Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società consolidata sanzioni per presunta infedele dichiarazione dei redditi. I giudici di merito hanno annullato l'atto sanzionatorio poiché era già caduto l'avviso di accertamento principale. L'amministrazione finanziaria ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'autonomia delle sanzioni. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia pagando le somme stabilite dalla legge speciale. Il Fisco ha confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto la chiusura della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione definitiva del giudizio e la compensazione delle spese legali.
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Definizione agevolata della controversia: estinta la lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento a una società per recuperare a tassazione IRES una minusvalenza ritenuta non deducibile, derivante dalla svalutazione di quote in un fondo estero. La società impugna l'atto nei primi due gradi di giudizio, con esito negativo. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'impresa sceglie la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018 e versa l'importo stabilito dalla legge. Trascorso il termine legale senza alcuna richiesta di trattazione da parte dei litiganti, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo. Le spese legali rimangono a carico di chi le ha anticipate, senza l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: la lite si estingue
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di rettifica per imposta di registro contro la Società Contribuente. Nelle more del giudizio, la Società ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata della controversia, versando il 5 per cento del valore della causa, dato che l'ente impositore era risultato perdente nei primi due gradi di giudizio. L'Amministrazione Finanziaria ha attestato la regolarità della domanda e il corretto pagamento delle somme. La Corte di Cassazione ha di conseguenza dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo che le spese rimangano a carico di chi le ha anticipate e confermando l'assenza del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha notificato ad alcuni contribuenti un avviso di liquidazione per il pagamento dell'imposta di registro su una sentenza civile. I contribuenti hanno impugnato l'atto e, durante la causa, hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia pagando l'intero importo richiesto. L'ente impositore ha tuttavia respinto l'istanza, sostenendo che l'avviso di liquidazione fosse un semplice atto di riscossione escluso dalla procedura agevolata. I contribuenti hanno impugnato il diniego dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici Supremi hanno stabilito che l'avviso di liquidazione costituisce il primo atto impositivo con cui il fisco comunica la pretesa debitoria. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dei contribuenti, ha annullato il diniego dell'ufficio e ha dichiarato estinto il processo tributario.
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Definizione agevolata della controversia e stop alla cartella
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza tributaria che dichiarava tardiva la notifica di una cartella di pagamento a carico di un contribuente per intervenuta decadenza biennale a seguito della mancata tempestiva riassunzione del giudizio. Durante la pendenza della causa in Cassazione, la parte interessata ha richiesto la sospensione del procedimento per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda, congelando il processo fino a scadenza del termine di legge e trasmettendo il fascicolo alla sezione ordinaria.
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