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Definizione Agevolata Della Controversia

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73 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata della controversia: stop a calcoli errati
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente un accertamento fiscale per imposte dirette e IVA. I giudici di merito hanno ridotto le pretese ed escluso l'IVA. Pendente il giudizio finale, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia versando l'importo ridotto sulle sole somme ancora contestate. L'Ufficio ha rigettato l'istanza pretendendo anche il pagamento delle imposte già annullate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente e ha annullato il diniego dell'ente impositore. I giudici hanno stabilito che il valore della sanatoria deve escludere le imposte coperte da giudicato favorevole, dichiarando l'estinzione definitiva della causa.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente maggiori ricavi e costi non inerenti relativi a IRPEF, IRAP e IVA. La lite è giunta fino alla Corte di Cassazione dopo decisioni parzialmente favorevoli all'amministrazione finanziaria nei primi gradi di giudizio. Durante il ricorso, la contribuente ha presentato formale domanda di definizione agevolata della controversia per sanare il debito fiscale. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura e ha chiesto la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. I giudici hanno posto le spese a carico di chi le ha anticipate ed escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia e stop al ricorso
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento riguardante debiti Irpef e Irap per gli anni 2000 e 2001, opponendosi alle richieste dell'Agenzia delle Entrate e del concessionario della riscossione. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more dell'udienza, il contribuente ha depositato formali istanze per bloccare il procedimento al fine di valutare l'adesione alla pace fiscale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta del debitore e ha disposto la sospensione del processo tributario in attesa della definizione agevolata della controversia. Tale decisione congela il contenzioso e consente al contribuente di estinguere la pendenza fiscale secondo i criteri della normativa speciale introdotta dalla riforma della giustizia tributaria.
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Definizione agevolata della controversia: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente un maggior reddito di partecipazione societario per l'anno d'imposta 2003. Dopo le pronunce favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario non ha respinto la richiesta nei termini e nessuna delle parti ha depositato l'istanza per proseguire la causa. La Suprema Corte ha verificato il rispetto di tutti i requisiti di legge e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese legali del processo sono rimaste a carico della parte che le aveva già anticipate.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado favorevole a una contribuente, relativa a un atto impositivo per maggior reddito di partecipazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa fiscale vigente. L'amministrazione finanziaria non ha respinto l'istanza nei termini di legge e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione della causa. La Suprema Corte ha accertato la regolarità della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese giudiziali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Accertamento fiscale e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro il titolare di un bar, contestando il mancato versamento di ritenute fiscali sulle retribuzioni del personale per presunte prestazioni lavorative non dichiarate. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è approdata in Cassazione. Il contribuente ha depositato formale richiesta per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla legge sulla riforma della giustizia tributaria. I giudici di legittimità hanno accolto la domanda, sospendendo il processo per consentire il completamento della procedura di regolarizzazione del debito.
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Definizione agevolata della controversia e stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un gruppo societario maggiori imposte di registro, catastali e ipotecarie dopo aver riqualificato un'operazione straordinaria. I giudici di merito hanno annullato gli avvisi di accertamento e l'amministrazione finanziaria ha promosso ricorso per Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le società contribuenti hanno presentato formale domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi della disciplina sulla pace fiscale. L'amministrazione finanziaria non ha respinto l'istanza nei termini di legge e nessuna parte ha chiesto la prosecuzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia liberatoria della sanatoria anche a beneficio dei coobbligati ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
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Lite col Fisco e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci maggiori redditi non dichiarati e costi indeducibili per gli anni 2006 e 2007. I soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento ottenendo esiti favorevoli nei gradi di merito. L'Ufficio ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società e i soci hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. 119/2018. Nessuna delle parti ha depositato istanza di trattazione entro il termine di legge né sono intervenuti dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: lite fiscale congelata
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per l'anno 2007. L'ente ha ipotizzato l'esistenza di una società di fatto a causa di una delega a operare sul conto corrente societario. I giudici di merito hanno annullato l'accertamento tributario per difetto di motivazione. L'amministrazione ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza formale per accedere alla definizione agevolata della controversia ai sensi della legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici supremi hanno accolto la domanda, sospendendo il procedimento giudiziario per consentire la chiusura agevolata della pendenza fiscale.
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Società di fatto e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per l'anno 2007. Il Fisco riteneva che il contribuente facesse parte di una presunta società di fatto, basandosi sulla delega a operare su un conto corrente societario. Sia la Commissione Tributaria Provinciale sia la Commissione Tributaria Regionale hanno annullato l'atto impositivo per difetto di motivazione. I giudici hanno rilevato la mancata allegazione del processo verbale di constatazione e dei suoi allegati. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Il contribuente ha depositato un'istanza formale per usufruire della definizione agevolata della controversia prevista dalla legge. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ordinando la sospensione del processo e rinviando la causa.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello che aveva dato ragione al contribuente. I giudici di merito avevano annullato l'avviso di accertamento fiscale emesso tramite ricostruzione induttiva del reddito. Il motivo dell'annullamento risiedeva nell'illegittimità della delega di firma del funzionario, priva del nominativo, della durata e con riferimenti generici. Giunta la causa davanti ai giudici di legittimità, il contribuente ha formalmente presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia. La Suprema Corte ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del processo tributario, rinviando la trattazione a una nuova udienza per consentire il completamento della sanatoria della lite pendente.
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Definizione agevolata della controversia: stop al Fisco
A seguito di un controllo fiscale su un'azienda terza, i verificatori scoprivano compensi non dichiarati a favore di un lavoratore autonomo. Il contribuente aveva omesso di presentare la dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate ricostruiva quindi i guadagni tramite accertamento induttivo per diversi anni. La lite approdava in Corte di Cassazione dopo decisioni contrastanti nei gradi di merito. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente presentava istanza formale per accedere alla definizione agevolata della controversia. I giudici hanno accolto la richiesta, bloccando temporaneamente la causa per permettere il perfezionamento della sanatoria e rinviando gli atti alla sezione ordinaria.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta di definizione agevolata della controversia presentata da un contribuente. L'ente riteneva non versato l'importo dovuto e considerava le rate già pagate in pendenza di giudizio come somme a disposizione per il rimborso. Il contribuente ha impugnato il rifiuto, dimostrando di aver versato a titolo provvisorio somme superiori a quanto richiesto per la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione deve conteggiare i versamenti eseguiti durante il processo, in quanto il contribuente ha rinunciato al rimborso chiedendo l'imputazione di tali importi alla pace fiscale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il diniego e ha dichiarato estinto l'intero contenzioso tributario.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego Fisco
L'Amministrazione finanziaria ha notificato una cartella di pagamento a una società commerciale a seguito di un controllo automatizzato per il recupero di crediti fiscali. L'Azienda ha impugnato l'atto e ha successivamente richiesto l'accesso alla sanatoria fiscale. L'Ente impositore ha respinto la richiesta, sostenendo che le cartelle da mero controllo automatico non potessero accedere alla sanatoria. La società ha quindi contestato il diniego davanti alla Suprema Corte. I giudici hanno stabilito la piena validità della definizione agevolata della controversia anche per le cartelle da controllo automatizzato quando costituiscono il primo atto di contestazione del debito. La Corte ha quindi annullato il diniego dell'Ufficio e ha dichiarato estinta la lite principale.
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Definizione agevolata della controversia tra Fisco e perdite
Una società aderisce a un verbale di constatazione chiedendo lo scomputo delle perdite pregresse. L'Agenzia delle Entrate emette un atto di liquidazione senza applicare lo scomputo, sostenendo la tardività della richiesta. La società impugna l'atto e chiede la definizione agevolata della controversia ex D.L. 119/2018. L'amministrazione nega la definizione agevolata ritenendo l'atto non impositivo ma di mera liquidazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che il rifiuto dello scomputo esprime una vera e propria pretesa fiscale ulteriore. Pertanto l'atto possiede natura impositiva e la definizione agevolata della controversia deve essere concessa, con conseguente estinzione del giudizio principale.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso due avvisi di accertamento contro un'Azienda per presunte operazioni soggettivamente inesistenti, recuperando imposte dirette e IVA. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo di legittimità, l'Azienda ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018, provvedendo ai relativi adempimenti e pagamenti. La Suprema Corte ha preso atto della regolarità della procedura di sanatoria fiscale. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria senza entrare nel merito delle violazioni contestate e compensando le spese di giudizio tra le parti.
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Definizione agevolata della controversia: l’ente ferma il fisco
Un'associazione culturale ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava la perdita della qualifica di ente non profit e l'omessa contabilizzazione di ricavi commerciali derivanti da eventi di intrattenimento. Dopo diversi gradi di giudizio, la causa è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, l'associazione ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata della controversia ai sensi della legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata della controversia: stop alle liti col fisco
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di rettifica e liquidazione relativo alle imposte di registro, ipotecaria e catastale per l'acquisto di un terreno. Durante il giudizio in Cassazione, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. n. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha verificato la regolarità della domanda e dei pagamenti, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e si è esclusa l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in merito a una cartella di pagamento per l'anno 2007. Durante il giudizio di legittimità, il Contribuente ha presentato domanda per la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando l'importo dovuto per perfezionare la sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi attestato l'avvenuto pagamento e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla legge sulla sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
Una contribuente riceveva due avvisi di accertamento sintetico del reddito basati sul possesso di beni immobili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la ricorrente aderiva alla definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, provvedendo al pagamento della prima rata e depositando la relativa documentazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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