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Deduzione Irap Costo Del Lavoro

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deduzione IRAP costo del lavoro: tra appalto e concessione
Una società di trasporti regionali ha richiesto il rimborso delle maggiori somme versate per non aver beneficiato della deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo che la società operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, per escludere il beneficio, devono coesistere la concessione e la tariffa. La concessione richiede il trasferimento del rischio d'impresa all'operatore, mentre l'appalto prevede un corrispettivo a carico dell'amministrazione. Poiché i giudici d'appello non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio economico e la natura della tariffa, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: sì ai rimborsi nei trasporti
Un'impresa di trasporto pubblico ha chiesto il rimborso delle maggiori somme versate a titolo di IRAP, rivendicando il diritto alla deduzione per il costo del lavoro (cuneo fiscale). L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che l'impresa operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per negare la deduzione IRAP costo del lavoro non basta il semplice riferimento formale a una tariffa. I giudici devono verificare se l'impresa operi effettivamente sotto una concessione (con trasferimento del rischio economico) e se la tariffa applicata sia realmente remunerativa, cioè capace di generare profitto e compensare i costi fiscali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: appalto o concessione?
Un'azienda di trasporti regionali ha chiesto il rimborso della maggiore imposta versata, rivendicando il diritto alla deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo l'azienda esclusa dal beneficio poiché operante in regime di concessione e a tariffa regolamentata. I giudici di merito hanno confermato il diniego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, evidenziando che i giudici precedenti non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa, tipico della concessione, né se la tariffa compensasse i costi fiscali. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: vince l’appalto sul fisco
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda di trasporto pubblico locale la deduzione IRAP costo del lavoro (cuneo fiscale), sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che il rapporto tra l'azienda e il Comune era un appalto di servizi e non una concessione. L'azienda riceveva infatti un rimborso chilometrico fisso dall'amministrazione, mentre gli incassi dei biglietti rimanevano al Comune. Mancando il trasferimento del rischio operativo e una tariffa versata direttamente dagli utenti all'operatore, non si applica l'esclusione dall'agevolazione. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto alla deduzione fiscale.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: scontro tra fisco e trasporti
L'Amministrazione Finanziaria ha negato a un'Impresa di Trasporti la deduzione IRAP costo del lavoro (cuneo fiscale) per l'anno 2011, sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che per escludere l'agevolazione non basta la qualifica formale del contratto. È necessario verificare se vi sia stato un effettivo trasferimento del rischio d'impresa (tipico della concessione e assente nell'appalto) e se la tariffa applicata fosse concretamente remunerativa, cioè capace di generare utili e sensibile alle variazioni fiscali. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello sfavorevole all'impresa, rinviando la causa ai giudici di merito per un nuovo esame basato su questi principi.
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