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Decadenza — Anno 2025

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547 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Proroga termini IMU: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso relativo alla proroga termini IMU per gli enti locali durante l'emergenza Covid-19. La sentenza chiarisce che la sospensione generale di 85 giorni si applica anche ai Comuni, rendendo legittimo un avviso di accertamento notificato oltre la scadenza ordinaria. Inoltre, ha confermato che la riduzione del 50% per inagibilità spetta solo per degrado strutturale non superabile con manutenzione straordinaria, respingendo il ricorso di una fondazione proprietaria dell'immobile.
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Termine procedimento disciplinare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Comune contro la sentenza che aveva annullato il licenziamento di un dipendente. La decisione conferma che il termine per il procedimento disciplinare decorre dal momento in cui l'amministrazione ha piena conoscenza dei fatti, non da successive comunicazioni giudiziarie. Nel caso specifico, il termine era già scaduto, rendendo illegittimo il licenziamento.
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Trattazione orale in appello: i termini per la richiesta
La Cassazione rigetta un ricorso per estorsione, chiarendo che la richiesta di trattazione orale in appello è inefficace se inserita nell'atto di impugnazione. Deve essere presentata entro 15 giorni dalla notifica del decreto di citazione, pena la decadenza, secondo l'art. 598-bis c.p.p.
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Decadenza cartella pagamento: no per imposte registro
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che il termine di decadenza per la notifica della cartella di pagamento, previsto dall'art. 25 del DPR 602/73, non si applica alle imposte indirette come quella di registro, ipotecaria e catastale. Una volta divenuto definitivo l'avviso di liquidazione, la riscossione del credito è soggetta al più lungo termine di prescrizione decennale. Questa distinzione si fonda sulla diversa natura del procedimento: per le imposte dirette e l'IVA, la cartella può essere il primo atto di liquidazione, mentre per l'imposta di registro esiste già un autonomo avviso di liquidazione, soggetto a specifici termini di decadenza.
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Decadenza Tarsu: quando l’avviso è nullo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento per la Tarsu. La decisione si fonda sul principio della decadenza Tarsu, stabilendo che l'atto impositivo era stato notificato oltre i termini di legge. La Corte ha inoltre censurato la mancata applicazione del cumulo giuridico per le sanzioni, rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Abrogazione termine decadenza: esecuzione legittima
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo che l'azione esecutiva fosse prescritta per decadenza. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'abrogazione del termine di decadenza ha efficacia immediata. Di conseguenza, se il termine non è ancora scaduto al momento della soppressione della norma, l'Agente della Riscossione può legittimamente procedere con l'esecuzione forzata, poiché il vincolo temporale cessa di esistere.
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Prescrizione decennale cartella e giudicato: la regola
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento sostenendo che il credito fosse prescritto. La cartella derivava da un accertamento fiscale confermato da una sentenza di primo grado, divenuta definitiva solo dopo il rigetto del ricorso in Cassazione del contribuente contro l'estinzione del suo appello. La Suprema Corte ha stabilito che la prescrizione decennale della cartella è corretta, poiché il debito è fondato su una sentenza passata in giudicato. Il termine di prescrizione decorre non dalla scadenza di un termine intermedio, ma dalla data in cui la sentenza è diventata irrevocabile, ovvero dalla decisione finale della Cassazione.
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Notifica coobbligato: basta uno per la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di obbligazioni tributarie solidali, la notifica di una cartella di pagamento a un solo coobbligato è sufficiente a impedire la decadenza del diritto di riscossione per tutti gli altri. Nel caso esaminato, un'erede aveva impugnato una cartella ricevuta oltre i termini, ma la Corte ha dato ragione all'Agente della Riscossione poiché altri coeredi l'avevano ricevuta tempestivamente. La decisione chiarisce che il termine di decadenza previsto dalla normativa fiscale è unico e la sua interruzione ha effetto per tutti i debitori in solido.
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Denuncia dei vizi: quando la contestazione è valida?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la denuncia dei vizi in un immobile. In un caso riguardante difetti di costruzione, si è stabilito che il termine di otto giorni per la contestazione decorre non dalla prima percezione del problema, ma dalla data della perizia tecnica che ne accerta causa ed entità. La Corte ha inoltre confermato che una denuncia dei vizi, anche se generica, è sufficiente per interrompere la decadenza, spostando sul venditore l'onere di provare una conoscenza pregressa del difetto da parte dell'acquirente.
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Decadenza revoca prima casa: i termini della Cassazione
In un caso di decadenza revoca prima casa, la Corte di Cassazione ha stabilito che, una volta notificato e non impugnato l'avviso di liquidazione, l'Agenzia delle Entrate ha dieci anni di tempo (prescrizione) per la riscossione. Il termine breve di decadenza si applica solo alla fase di accertamento, non a quella successiva di recupero del credito, che avviene tramite cartella di pagamento.
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Notifica atti tributari: vale la data di invio al SIN
Un ente locale ha notificato un avviso di accertamento IMU. La contribuente lo ha impugnato sostenendo che la notifica fosse tardiva, basandosi sulla data del timbro postale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, ai fini del rispetto del termine di decadenza per l'ente notificante, la notifica atti tributari si perfeziona al momento della presa in carico del documento da parte del sistema informatico dell'operatore postale (SIN), e non alla data di spedizione successiva. Questo in applicazione del principio della scissione degli effetti della notificazione.
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Decadenza TARSU: quando scade il termine per l’avviso?
La Cassazione chiarisce i termini di decadenza TARSU. Un avviso di accertamento per l'anno 2005 è stato dichiarato nullo perché notificato oltre il termine quinquennale, che decorre dall'anno d'imposta per cui il tributo è dovuto. L'ordinanza analizza anche la validità della notifica e della motivazione dell'atto, confermando la pretesa per le annualità successive. Il caso sottolinea l'importanza del rispetto dei termini per l'azione impositiva dei Comuni.
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Decadenza tributi locali: la Cassazione fa chiarezza
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per TARSU/TIA per gli anni dal 2005 al 2011. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33136/2025, ha parzialmente accolto il ricorso, dichiarando la decadenza tributi locali per l'annualità 2005. La Corte ha chiarito che il termine quinquennale di decadenza decorre dall'anno in cui il tributo è dovuto, e non dall'anno successivo, annullando così la pretesa del Comune per il 2005 notificata tardivamente nel 2011.
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Azione possessoria: il termine in caso di più atti
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'azione possessoria. Se lo spoglio del possesso avviene tramite più atti successivi (es. prima una recinzione, poi l'installazione di cancelli), il termine di un anno per agire non decorre automaticamente dal primo atto. Il giudice deve accertare esplicitamente se gli atti sono parte di un unico disegno. In mancanza di tale prova, il termine decorre dall'ultimo atto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato la decadenza senza questa fondamentale verifica.
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Responsabilità appaltatore: novità dalla Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità appaltatore per gravi vizi costruttivi. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: il concorso di colpa del committente deve essere valutato d'ufficio dal giudice se i fatti emergono dagli atti; la responsabilità dell'appaltatore (extracontrattuale) può coesistere in via solidale con quella (contrattuale) dei professionisti come progettista e direttore lavori, i quali non beneficiano dei brevi termini di decadenza previsti dall'art. 1669 c.c. Il caso riguardava fessurazioni causate da infiltrazioni d'acqua.
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Accertamento induttivo: costi sempre deducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32891/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di accertamento induttivo. Il caso riguardava un socio di una S.r.l. a cui era stato notificato un avviso di accertamento per redditi da partecipazione non dichiarati. La Corte ha accolto il motivo di ricorso del contribuente relativo al mancato riconoscimento dei costi, affermando che anche in un accertamento basato su presunzioni, l'amministrazione finanziaria deve tener conto dei costi, anche forfettari, per rispettare il principio di capacità contributiva. Sono stati invece rigettati i motivi sulla decadenza dell'azione accertatrice e sulla presunzione di distribuzione degli utili.
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Decadenza impugnazione contratto a termine: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che la decadenza per l'impugnazione del contratto a termine si applica anche quando se ne contesta la nullità per assenza di forma scritta. La Corte ha stabilito che la domanda del lavoratore, volta ad accertare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, era in realtà un'impugnazione tardiva di contratti a termine. I motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati, ribadendo la necessità di rispettare i termini perentori previsti dalla legge.
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Licenziamento disciplinare: telecamere della polizia
Un'impiegata pubblica è stata licenziata per aver attestato falsamente la propria presenza in servizio. La prova derivava da videoriprese effettuate dalla polizia giudiziaria nell'ambito di un'indagine penale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, chiarendo che la procedura da seguire non era quella "accelerata", prevista per i controlli diretti del datore di lavoro, ma quella ordinaria. La Corte ha ritenuto le prove pienamente utilizzabili e la condotta della lavoratrice, per la sua serialità, idonea a ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia.
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Dichiarazione non veritiera: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una dichiarazione non veritiera riguardo a precedenti penali, resa in fase di assunzione nel pubblico impiego, determina la nullità del contratto di lavoro e la conseguente decadenza dall'impiego. Anche se il reato è estinto e la pena sospesa, l'omissione di un requisito ostativo previsto dal bando vizia geneticamente il rapporto, rendendo legittima la risoluzione da parte della Pubblica Amministrazione.
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Nullità contratto somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava la nullità di numerosi contratti di somministrazione per difetto di forma scritta. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e confusi, e ribadisce un principio fondamentale: anche la nullità del contratto di somministrazione è soggetta ai termini di decadenza per l'impugnazione, che devono essere rispettati a pena di improcedibilità dell'azione.
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