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Decadenza — Anno 2024

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521 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Decadenza

Provvedimenti

Decadenza alloggio popolare per seconda casa: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza alloggio popolare per un'assegnataria che possedeva un'altra proprietà immobiliare. Il ricorso, basato sull'inapplicabilità della legge regionale e sulla presunta inadeguatezza dell'immobile, è stato respinto. La Corte ha stabilito che le Regioni possono legittimamente disciplinare i requisiti di permanenza nel rapporto, anche per i contratti in corso, senza violare i principi nazionali o il divieto di retroattività.
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Decadenza fiscale sisma: la Cassazione chiarisce
Una contribuente, vittima del sisma del 1990 in Sicilia, ha contestato una cartella di pagamento per gli anni 1991-1992 notificata nel 2006. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la normativa speciale sulla **decadenza fiscale sisma** (legge n. 388/2000) non estendeva i termini per l'emissione degli atti impositivi, ma solo quelli per la riscossione dei debiti già regolarizzati. Pertanto, l'azione dell'amministrazione era prescritta e la cartella illegittima.
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Riserve oneri sicurezza: quando iscriverle per non decadere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13152/2024, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando che le riserve oneri sicurezza in un appalto pubblico devono essere iscritte tempestivamente nei documenti contabili. Anche se di carattere generale, questi costi non possono essere reclamati solo al conto finale. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la tempestività della riserva spetta all'appaltatore, pena la decadenza dal diritto al compenso.
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Decadenza tributi locali: quando l’avviso è nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un semplice avviso di pagamento non interrompe i termini di decadenza per i tributi locali. Nel caso specifico, un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU) del 2012 è stato notificato nel 2019, ben oltre il termine di cinque anni previsto dalla legge. La Corte ha confermato la nullità dell'atto, chiarendo che il termine di decadenza tributi locali decorre dall'anno in cui il versamento doveva essere effettuato (in questo caso il 2012) e scade il 31 dicembre del quinto anno successivo (31/12/2017).
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Disoccupazione agricola: decadenza e diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore agricolo perde definitivamente il diritto all'indennità di disoccupazione agricola se non impugna tempestivamente il provvedimento di cancellazione dagli elenchi anagrafici. L'iscrizione, sebbene non costitutiva del rapporto di lavoro, è un presupposto indispensabile per l'accesso alla prestazione, e la decadenza dal termine per l'impugnazione ha natura sostanziale, estinguendo il diritto.
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Prescrizione tributi: quando decorre se il giudizio muore
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo l'avvenuta prescrizione tributi. Il processo si era estinto per mancata riassunzione a seguito di un rinvio della Cassazione. La Corte ha stabilito che, in tal caso, la prescrizione e la decadenza per la riscossione non decorrono dall'inizio del giudizio, ma dalla data in cui scade il termine per la riassunzione, momento in cui l'atto impositivo diventa definitivo. Di conseguenza, il ricorso del contribuente è stato rigettato.
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Decadenza pensione: l’azione legale tardiva è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva il requisito sanitario per una pensione di inabilità. La Corte ha stabilito che l'azione legale, intentata dall'erede oltre dieci anni dopo la domanda amministrativa, era inammissibile per intervenuta decadenza del diritto. Anche se il requisito sanitario sussisteva, la tardività dell'azione ha comportato la carenza di interesse ad agire, estinguendo ogni possibile pretesa economica e rendendo inutile l'accertamento tecnico.
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Appello incidentale: perché è obbligatorio?
Un consorzio, dopo aver venduto un impianto industriale, ha versato una somma all'acquirente per sanare dei vizi, con riserva di ripetizione. Vinta la causa in primo grado per la restituzione della somma, il consorzio ha visto la decisione ribaltata in appello. La Cassazione ha rigettato il ricorso del consorzio, sottolineando l'errore processuale di non aver proposto un appello incidentale su un'eccezione di decadenza respinta dal primo giudice, confermando l'importanza di tale strumento per la parte parzialmente soccombente.
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Riconoscimento vizi cosa venduta: la Cassazione decide
Una società acquirente ottiene la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo per un macchinario difettoso. La Cassazione conferma la decisione, sottolineando che il riconoscimento vizi cosa venduta da parte del venditore rende superflua la denuncia nei termini di legge.
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Denuncia dei vizi: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12814/2024, ha rigettato il ricorso di due committenti riguardo i vizi di un impianto idraulico. La Corte ha stabilito che il termine per la denuncia dei vizi decorre dal momento in cui i committenti acquisiscono una sufficiente consapevolezza del difetto, non essendo necessario attendere l'esito di perizie tecniche. Nel caso di specie, i committenti erano a conoscenza dei problemi già dal 2006, ma hanno sporto denuncia solo nel 2010, risultando quindi tardivi e perdendo il diritto alla garanzia.
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Contratto di appalto: installazione e garanzia
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che qualifica come contratto di appalto, e non vendita, la fornitura e installazione di un sistema di videosorveglianza. La Corte ha stabilito che se l'installatore interviene per riparare i difetti, riconosce la propria responsabilità, superando i termini di decadenza e prescrizione per la garanzia. Di conseguenza, ha confermato la risoluzione del contratto e la condanna dell'installatore alla restituzione del prezzo pagato dal cliente insoddisfatto.
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Decadenza pensione: nuova legge e diritti maturati
Un lavoratore ha richiesto il ricalcolo della propria pensione. L'Ente Previdenziale ha eccepito l'intervenuta decadenza sulla base di una nuova legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che il nuovo termine di decadenza pensione si applica anche ai diritti sorti in precedenza, ma la sua decorrenza inizia dalla data di entrata in vigore della nuova normativa. Poiché il ricorso giudiziario è stato presentato tardivamente, la Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Indennità di disoccupazione: stop con i requisiti pensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11965/2024, ha stabilito che il diritto all'indennità di disoccupazione cessa nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a prescindere dalla presentazione della domanda. Di conseguenza, le somme percepite dopo tale data costituiscono un indebito e devono essere restituite all'ente previdenziale. La sentenza chiarisce che la scelta di posticipare la richiesta di pensionamento non consente di prolungare il godimento del sussidio di disoccupazione, poiché le due prestazioni sono incompatibili.
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Decadenza triennale pensione: salvi i diritti futuri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11943/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza triennale pensione. Un pensionato ha richiesto il ricalcolo del proprio assegno previdenziale. L'ente previdenziale sosteneva che, essendo trascorsi più di tre anni, il diritto fosse completamente estinto (decadenza tombale). La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, chiarendo che la decadenza triennale si applica unicamente agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale. Il diritto a ricevere una pensione correttamente calcolata per il futuro rimane invece intatto, in quanto diritto fondamentale e imprescrittibile.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11944/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale, confermando che la decadenza riliquidazione pensione non cancella il diritto all'adeguamento della prestazione già riconosciuta. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza si applica solo alle differenze sui ratei maturati prima del triennio antecedente alla domanda giudiziale, salvaguardando il diritto del pensionato a ricevere un trattamento pensionistico corretto per il futuro e per il triennio precedente.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che nelle richieste di ricalcolo di una pensione già erogata, si applica il termine di decadenza triennale per gli arretrati. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una decisione di merito che aveva erroneamente applicato la prescrizione quinquennale. Di conseguenza, il diritto alle differenze sui ratei maturati è limitato al triennio precedente la domanda giudiziale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Riliquidazione Pensione: Decadenza e Arretrati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando che la decadenza per la richiesta di riliquidazione pensione non estingue il diritto in sé, ma si applica unicamente ai ratei maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale. La decisione protegge il diritto del pensionato a ottenere il corretto calcolo della prestazione, limitando solo la riscossione degli arretrati più vecchi.
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Decadenza pensione: la Cassazione limita il blocco
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della propria pensione. L'ente previdenziale si è opposto, sostenendo che il diritto fosse estinto a causa della decadenza pensione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che la decadenza non cancella il diritto al ricalcolo, ma limita solo il pagamento degli arretrati al triennio precedente la domanda giudiziale, confermando un orientamento consolidato.
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Disoccupazione agricola: la decadenza per ricorso tardivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11197/2024, ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando la decadenza del suo diritto ad agire in giudizio per il disconoscimento di giornate lavorative. Il caso verteva sulla validità della notifica telematica effettuata dall'INPS sul proprio sito web, come previsto dal D.L. 98/2011. La Corte ha stabilito che tale modalità di notifica è legittima anche per periodi di lavoro antecedenti all'entrata in vigore della norma e che il mancato rispetto dei rigidi termini procedurali per l'impugnazione comporta la perdita irrimediabile del diritto. La decisione sottolinea l'importanza della vigilanza e del rispetto delle scadenze per la tutela dei diritti in materia di disoccupazione agricola.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente veniva raggiunto da avvisi di accertamento per redditi derivanti da capitali detenuti in Svizzera e non dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale annullava gli atti, ritenendo scaduti i termini per l'accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ricorreva in Cassazione, sostenendo l'applicabilità del raddoppio dei termini. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il raddoppio dei termini accertamento si applica anche quando la violazione fiscale è connessa a reati non specificamente tributari, ma che comunque comportano un obbligo di denuncia. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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