LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ctu (Consulenza Tecnica D'Ufficio) — Anno 2022

Pagina 6 di 6

113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ctu (Consulenza Tecnica D'Ufficio)

Provvedimenti

Inerenza dei costi aziendali: il Fisco perde sulle spese investigative
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società la deduzione di spese per investigazioni private, volte a scoprire i colpevoli di atti vandalici in fabbrica, e ha ritenuto elusiva una complessa operazione immobiliare di gruppo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che l'inerenza dei costi aziendali non richiede la produzione immediata di ricavi. Le spese investigative sono deducibili se proteggono il patrimonio aziendale da illeciti. Inoltre, l'operazione immobiliare non è elusiva perché supportata da valide ragioni economiche e organizzative di gruppo.
Continua »
Mediazione obbligatoria ignorata: la Società perde contro la Banca
Una Società e il suo Garante hanno citato in giudizio la Banca per contestare i rapporti di conto corrente. Il Tribunale ha dichiarato improcedibile la loro domanda poiché i clienti non si sono presentati davanti all'organismo di mediazione designato, nonostante la mediazione obbligatoria fosse stata disposta dal giudice. Al contrario, il Tribunale ha accolto la domanda riconvenzionale della Banca. La Corte d'Appello ha confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei clienti, evidenziando gravi difetti formali nella redazione dell'atto e la mancata partecipazione al procedimento di mediazione obbligatoria. Di conseguenza, i clienti perdono definitivamente la causa e sono condannati al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Indennità di espropriazione: l’officina vince contro l’autostrada
Un'officina meccanica ha contestato l'indennità di espropriazione provvisoria per la perdita di alcuni terreni destinati alla costruzione di uno svincolo autostradale. La società autostradale ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che riconosceva un valore superiore ai terreni situati nella fascia di rispetto e un risarcimento per il deprezzamento dell'area residua. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società autostradale. I giudici hanno stabilito che i terreni nella fascia di rispetto, pur non edificabili, possono avere un valore di mercato superiore a quello agricolo se idonei a usi intermedi come parcheggi o depositi. Inoltre, lo spostamento della fascia di rispetto sul terreno rimasto al privato riduce la sua capacità edificatoria e va indennizzato autonomamente. Vince l'officina meccanica.
Continua »
Revocatoria fallimentare: l’affare che costa la perdita del bene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Società Acquirente contro la sentenza che aveva accolto la revocatoria fallimentare di una compravendita immobiliare. La procedura di fallimento della Società Venditrice aveva contestato la vendita per via di un forte squilibrio di valore tra le prestazioni, superiore a un quarto. La Suprema Corte ha confermato che, in caso di sproporzione evidente nei contratti conclusi nell'anno anteriore al fallimento, la conoscenza dello stato di insolvenza in capo all'acquirente si presume per legge. Spetta all'acquirente dimostrare la propria totale ignoranza del dissesto finanziario del venditore. Non avendo la Società Acquirente fornito prove concrete sui lavori di completamento dell'immobile che avrebbero giustificato il prezzo ridotto, né dimostrato la propria buona fede, la vendita è stata definitivamente revocata.
Continua »
Specificità dei motivi di appello: Fisco vince senza controperizia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione dei giudici di secondo grado che avevano dichiarato inammissibile il suo ricorso per mancanza di una perizia contabile contraria a quella del consulente d'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, stabilendo che la specificità dei motivi di appello nel processo tributario non richiede formule rigide o perizie alternative. È sufficiente che l'atto esprima chiaramente la volontà di contestare la decisione di primo grado, anche riproponendo le stesse tesi iniziali. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Risarcimento danni da sinistro stradale: testimoni non credibili
Un motociclista ha richiesto il risarcimento danni da sinistro stradale al Fondo vittime della strada dopo essere stato investito da un veicolo rimasto ignoto. Sebbene il Tribunale avesse parzialmente accolto la domanda, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo inattendibili i testimoni indicati in giudizio, i quali differivano da quelli menzionati nella querela originaria. Il danneggiato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata riaudizione dei testimoni in appello. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di risentire i testimoni in caso di riforma della sentenza si applica solo nel processo penale e non in quello civile, dove vige la regola del "più probabile che non". Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Spese di lite: l’INPS vince ma deve pagare, la Cassazione rinvia
Il Tribunale di Latina ha riconosciuto a una cittadina il diritto all'esenzione dal ticket sanitario per un'invalidità del 67%, ponendo le spese di lite e di consulenza tecnica a carico dell'INPS. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'addebito delle spese di lite in quanto riteneva di essere risultato totalmente vittorioso nel giudizio di merito. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, non ravvisando i presupposti per una decisione immediata e semplificata in camera di consiglio, ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il trasferimento degli atti alla Quarta Sezione Lavoro per una trattazione ordinaria e approfondita della controversia.
Continua »
Rendita catastale: il Fisco perde contro la perizia del tecnico
Una società immobiliare proponeva la rideterminazione della rendita catastale di un proprio immobile tramite procedura Docfa. L'Agenzia delle Entrate aumentava notevolmente tale valore. La società impugnava l'atto e i giudici d'appello, basandosi su una perizia tecnica (CTU), riducevano la rendita catastale a una via di mezzo. L'Amministrazione finanziaria ricorreva in Cassazione, lamentando che il perito non avesse applicato le percentuali minime previste da una propria circolare interna e contestando la motivazione sulle spese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le circolari interne non vincolano il giudice e che la valutazione tecnica del perito d'ufficio è insindacabile se ben motivata. L'Agenzia delle Entrate perde la causa e viene condannata a pagare le spese legali.
Continua »
Competenza professionale del geometra: quando il compenso è dovuto
Un'impresa edile si è opposta al pagamento delle prestazioni di un geometra, sostenendo che l'incarico fosse nullo poiché riguardava opere in cemento armato, riservate a ingegneri e architetti. La Corte di Cassazione ha invece confermato il diritto del professionista a ricevere il compenso per le sole attività svolte che rientravano effettivamente nella competenza professionale del geometra, come la progettazione di base e la direzione dei lavori non strutturali. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'impresa, stabilendo che l'eventuale sconfinamento in compiti riservati ad altre figure non annulla l'intero contratto, ma esclude solo il pagamento delle attività non consentite.
Continua »
Principio di soccombenza: la parte vittoriosa non paga le spese
Una società alberghiera chiede la risoluzione del contratto per la riparazione di un impianto di refrigerazione contro il manutentore. La Corte d'appello rigetta la risoluzione poiché i vizi sono stati eliminati, seppur in ritardo. Tuttavia, condanna il manutentore alle spese del primo grado e compensa quelle del secondo. La Cassazione accoglie il ricorso del manutentore. I giudici confermano che violare il principio di soccombenza è illegittimo: non si può condannare alle spese la parte vittoriosa. Decidendo nel merito, la Suprema Corte compensa interamente le spese tra le parti per via del ritardo nell'adempimento.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili se reali
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una società, disconoscendo i costi di una fattura per la costruzione di un opificio industriale, ritenendola relativa a operazioni inesistenti. La CTR ha confermato l'atto, ignorando le prove sull'effettiva esecuzione dei lavori tramite subappalti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che i giudici di merito devono valutare attentamente se si tratti di operazioni soggettivamente inesistenti. Infatti, se i lavori sono stati realmente eseguiti, anche se da soggetti diversi dall'emittente della fattura, i relativi costi possono essere deducibili in base alla normativa vigente. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame delle prove.
Continua »
Rettifica valore immobili: fisco e contribuenti perdono entrambi
I Contribuenti impugnavano l'avviso di accertamento con cui l'Ufficio del Registro rettificava il valore dei terreni conferiti in una società agricola. La Commissione Tributaria Regionale rideterminava il valore basandosi sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU). I Contribuenti ricorrevano in Cassazione lamentando l'omessa valutazione della loro perizia di parte e la violazione dell'onere della prova, mentre l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso incidentale sulla natura edificabile dei terreni. La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha chiarito che la stima dell'Ufficio Tecnico Erariale costituisce una perizia di parte utilizzabile dal giudice e che il recepimento della CTU era congruamente motivato. Di conseguenza, la rettifica valore immobili è stata confermata nei limiti stabiliti nei gradi di merito, con compensazione delle spese di lite per reciproca soccombenza.
Continua »
Interruzione energia elettrica: sbalzi inevitabili e niente danni
Un'azienda ha fatto causa al distributore di rete chiedendo il risarcimento dei danni causati da ripetuti sbalzi di tensione ai propri macchinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la temporanea interruzione energia elettrica (sotto forma di micro-interruzioni) è un fenomeno tecnico inevitabile e prevedibile. Di conseguenza, se il distributore rispetta le norme tecniche di settore, non vi è alcun inadempimento contrattuale. L'azienda avrebbe dovuto proteggere i propri impianti installando appositi dispositivi di sicurezza a proprie spese.
Continua »