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Correzione Errore Materiale — Anno 2023

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211 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la Cassazione fissa i limiti
Il Condannato ha proposto ricorso lamentando un presunto errore nel calcolo della pena dovuto al bilanciamento tra la recidiva e le circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'eventuale errore nel bilanciamento delle circostanze costituisce un errore di valutazione e non un mero errore materiale; pertanto, non è rimediabile con la procedura di correzione errore materiale prevista dall'articolo 130 del codice di procedura penale. Inoltre, nel caso specifico, la prevalenza della recidiva escludeva per legge l'applicazione delle attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tribunale o Corte d’Appello? La correzione errore materiale fa chiarezza
Le Lavoratrici hanno proposto ricorso per la correzione errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nel testo della decisione precedente, la Corte aveva indicato erroneamente il Tribunale di Brescia come giudice di rinvio, anziché la Corte d'appello di Brescia, che era il corretto giudice di secondo grado la cui sentenza era stata cassata. L'Azienda si è rimessa alla decisione della Corte. La Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando l'evidente svista materiale, e ha disposto la correzione formale del testo, sostituendo il Tribunale con la Corte d'appello.
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Correzione errore materiale: niente spese se non sei parte civile
Un'associazione di tutela delle imprese ha presentato istanza di correzione errore materiale contro una sentenza della Cassazione, lamentando la mancata condanna degli imputati al rimborso delle sue spese legali. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta, chiarendo che la procedura di correzione errore materiale non è applicabile in questo caso. I giudici hanno rilevato che l'esclusione delle spese non era una svista, ma una scelta motivata dal fatto che l'associazione non risultava regolarmente costituita come parte civile nel processo. Di conseguenza, la Corte ha respinto l'istanza e condannato l'ente al pagamento delle spese processuali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva erroneamente annullato una "sentenza" anziché un'ordinanza della Corte d'appello riguardante una ricusazione, inserendo anche indicazioni errate sul rinvio. Il Presidente ha quindi avviato la procedura di correzione senza formalità (de plano). La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di difformità nei provvedimenti camerali, prevale il verbale d'udienza firmato dal Presidente. Di conseguenza, la Cassazione ha corretto il testo sostituendo le parole errate per rendere conforme il documento alla reale decisione assunta, disponendo il rinvio corretto alla Corte d'appello.
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Correzione errore materiale: l’imputato risarcisce lo Stato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale del verbale di udienza relativo a un processo penale. Nel provvedimento originario, i giudici avevano omesso di condannare l'imputato al pagamento delle spese legali in favore della parte civile. Quest'ultima era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. Accertata la svista, la Suprema Corte ha integrato il testo, stabilendo che l'imputato deve rimborsare allo Stato le spese di difesa sostenute dalla vittima, la cui quantificazione spetta alla Corte di Appello competente.
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Spese ridotte con la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente sentenza. Il provvedimento originario indicava erroneamente diverse persone come parti civili aventi diritto al rimborso delle spese di giudizio e riportava un calcolo errato della somma totale. Con questa ordinanza, la Suprema Corte ha ricalcolato l'importo corretto, riducendolo da 18.798,00 euro a 14.744,00 euro, ed ha eliminato i soggetti non legittimati dal diritto alla rifusione delle spese.
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Correzione errore materiale: la Cassazione cancella lo scambio
Il Legale Rappresentante di alcune società ha richiesto la correzione errore materiale dell'intestazione di una sentenza di Cassazione. Il documento lo indicava erroneamente come persona fisica proposta in un procedimento di prevenzione, mentre la sua partecipazione era avvenuta esclusivamente come terzo interessato per conto delle sue aziende. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, disponendo l'immediata rettifica dell'intestazione per ristabilire la corretta qualificazione giuridica del soggetto e tutelare l'immagine delle società coinvolte.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione scambia i nomi
Due lavoratrici hanno richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nella motivazione del provvedimento originario, il giudice aveva condannato l'Università a pagare le spese legali in favore della prima lavoratrice, escludendo rimborsi per la seconda. Tuttavia, nel dispositivo finale, per un errore di trascrizione, il nome della beneficiaria era stato invertito, indicando la seconda lavoratrice al posto della prima. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che la correzione errore materiale serve proprio a rimediare a una palese discrepanza grafica tra il pensiero del giudice e la sua materiale stesura, senza alterare la sostanza della decisione. Di conseguenza, il dispositivo è stato corretto assegnando le spese alla reale beneficiaria.
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Correzione errore materiale: da Avellino a Latina in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in un proprio dispositivo. Nel caso specifico, i giudici avevano precedentemente annullato senza rinvio un'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, dichiarando l'inefficacia di un provvedimento di obbligo di presentazione. Tuttavia, nel testo finale era stato erroneamente indicato il Questore di Avellino anziché il Questore di Latina come autorità emittente. Verificata la discrepanza con gli atti di causa, la Suprema Corte ha disposto la correzione del refuso, sostituendo il nome della città errata con quella corretta, ripristinando così l'esattezza formale del provvedimento senza alterarne la sostanza decisoria. Il ricorrente ottiene la corretta indicazione dell'autorità competente.
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Correzione errore materiale: quando lo scambio di nomi non annulla l’atto
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale riscontrata nel ruolo di un'udienza precedente riguardante Il Ricorrente. Gli errori consistevano nell'aver definito 'sentenza' un provvedimento che in realtà era un'ordinanza e nell'aver indicato erroneamente come giudice del rinvio un'altra sezione della Corte d'Appello anziché l'intero ufficio giudiziario. La Suprema Corte ha chiarito che tali sviste non comportano alcuna nullità e non modificano la sostanza della decisione, potendo quindi essere sanate in ogni momento e senza formalità. Il provvedimento corregge formalmente il ruolo d'udienza, ripristinando la corretta dicitura dei provvedimenti e dell'autorità competente.
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Patrocinio a spese dello Stato: chi paga se c’è un errore?
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza penale. Originariamente, l'Imputato era stato condannato a pagare direttamente le spese di difesa alla Parte Civile. Tuttavia, poiché quest'ultima era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la somma non doveva essere versata direttamente alla parte, bensì allo Stato. I giudici hanno quindi corretto il dispositivo, stabilendo che la liquidazione effettiva delle spese spetta alla Corte di Appello di Milano e che il pagamento finale dovrà essere eseguito a favore dello Stato, ripristinando la corretta applicazione delle norme sul patrocinio a spese dello Stato.
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Correzione errore materiale: cancellata la condanna fantasma
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Per un mero errore di trascrizione, l'Imputato era stato condannato a pagare cinquemila euro per le spese di difesa della parte civile. Tuttavia, nel processo penale in questione non si era mai costituita alcuna parte civile. Accertata l'inesistenza del soggetto creditore, la Suprema Corte ha accolto il ricorso eliminando la condanna ingiustificata dal testo del provvedimento. L'Imputato ottiene così la cancellazione dell'obbligo di pagamento erroneamente imposto.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge il giudice
L'Istituto Bancario ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario, i giudici avevano erroneamente indicato la Commissione Tributaria Regionale del Lazio come giudice del rinvio, anziché la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che si tratta di una svista evidente e facilmente emendabile. Di conseguenza, ha disposto la correzione del testo, ristabilendo la competenza del corretto giudice lombardo in diversa composizione, senza alcuna condanna alle spese per le parti.
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Rimborso spese forfettarie: basta la correzione, niente appello
Un operaio agricolo ha ottenuto la riliquidazione della pensione contro l'ente previdenziale. Il Tribunale ha successivamente corretto la sentenza per inserire il rimborso spese forfettarie a favore del difensore, omesso per errore materiale. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo l'inapplicabilità della procedura di correzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che il rimborso spese forfettarie spetta in automatico all'avvocato per legge. Di conseguenza, la sua mancata indicazione in sentenza costituisce una semplice omissione accessoria, correggibile con la procedura semplificata di correzione dell'errore materiale, senza necessità di proporre un appello ordinario.
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Correzione errore materiale: paga il cliente, non l’avvocato
Un avvocato ha chiesto la correzione errore materiale di una sentenza della Corte di Cassazione. Nel dispositivo del precedente provvedimento, la Corte aveva erroneamente imposto l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato ai difensori anziché ai clienti ricorrenti che avevano perso la causa. La Cassazione ha accolto il ricorso, riconoscendo la presenza di un evidente lapsus calami e disponendo la sostituzione della parola 'difensori' con 'ricorrenti'. La Corte ha inoltre precisato che per questa tipologia di procedimento non è dovuto alcun contributo unificato e non si fa luogo alla pronuncia sulle spese di lite.
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Confisca dopo la sentenza: no alla correzione errore materiale
Il Tribunale di Napoli aveva integrato una sentenza di condanna ormai definitiva per possesso di passaporto falso, disponendo la confisca di denaro e beni sequestrati tramite la procedura di correzione errore materiale. Il Condannato ha presentato ricorso in Cassazione denunciando l'illegittimità della procedura adottata senza udienza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca non può essere disposta successivamente alla sentenza irrevocabile tramite la semplice correzione errore materiale, poiché tale misura incide pesantemente sui diritti patrimoniali e richiede il pieno contraddittorio tra le parti. L'ordinanza è stata annullata senza rinvio.
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Correzione errore materiale: ricorsi inammissibili e spese dovute
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza presentata da una Federazione Antiracket, costituita come parte civile, per la correzione errore materiale di una precedente sentenza. In tale decisione, la Corte aveva dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati, ma aveva omesso di condannarli al pagamento delle spese processuali in favore della Federazione, nonostante quest'ultima avesse regolarmente presentato le proprie conclusioni in udienza. Rilevato l'errore formale, la Suprema Corte ha disposto la correzione del dispositivo e della sentenza, inserendo la condanna degli imputati al rimborso delle spese legali a favore della parte civile.
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Correzione errore materiale: spese legali salve dopo la svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio la condanna dell'Imputato per reati di estorsione, ma aveva omesso di inserire nel dispositivo la condanna al pagamento delle spese di rappresentanza e difesa in favore della Parte Civile, nonostante tali spese fossero già state liquidate nella motivazione. I giudici hanno chiarito che l'omessa statuizione sulle spese processuali della parte civile in sede di legittimità costituisce un errore di fatto emendabile. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'integrazione del dispositivo, condannando l'Imputato a rifondere alla Parte Civile la somma di 3.700 euro oltre agli accessori di legge.
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Correzione errore materiale: spese salve anche senza richiesta
Un'azienda in liquidazione e un privato hanno richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. Lamentavano un'errata indicazione del liquidatore e la mancata attribuzione delle spese di giudizio al proprio difensore. La Suprema Corte ha respinto il primo motivo, ritenendolo frutto di un'errata lettura del testo. Ha invece accolto il secondo motivo: l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese a favore del difensore costituisce un errore materiale correggibile d'ufficio. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto la correzione dell'ordinanza, integrando la condanna alle spese con l'attribuzione diretta all'avvocato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge il giudice
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Per un mero errore di trascrizione, la Corte aveva indicato la Corte d'Appello dell'Aquila come giudice di rinvio a cui trasmettere gli atti dopo l'annullamento della decisione, anziché il Tribunale di Teramo. Rilevato l'errore materiale, i giudici di legittimità hanno emendato il testo, stabilendo che il procedimento deve essere correttamente rinviato al Tribunale di Teramo. L'Imputata vede così rettificato il corretto organo giudicante per il proseguimento del giudizio.
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