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Correzione Errore Materiale — Anno 2023

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211 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia d’ufficio
Il Ricorrente ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che riportava l'anno errato della decisione (2020 invece di 2021). La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino poiché quest'ultimo non aveva depositato la prova della notifica alle controparti. Tuttavia, i giudici hanno deciso di convertire la procedura d'ufficio, esercitando il proprio potere autonomo di correzione. Poiché non vi era necessità di instaurare un nuovo dibattito tra le parti, la Cassazione ha disposto direttamente la correzione della data errata sull'originale del provvedimento, risolvendo la svista burocratica a favore del richiedente.
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Correzione errore materiale: da sentenza a ordinanza in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo d'udienza. Per un errore di trascrizione, il ruolo riportava la dicitura "annulla la sentenza impugnata" anziché "annulla l'ordinanza impugnata". Poiché il provvedimento originario del Tribunale di sorveglianza era un'ordinanza e non una sentenza, l'errore era evidente e puramente formale. La Suprema Corte ha quindi ordinato la correzione del testo del dispositivo, ripristinando la corretta qualificazione del provvedimento annullato senza modificare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: da giudice errato a quello corretto
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in un procedimento penale. Inizialmente, i giudici avevano annullato con rinvio una sentenza della Corte d'Appello, indicando però erroneamente come giudice del rinvio lo stesso ufficio giudiziario che aveva emesso il provvedimento annullato. Rilevato il refuso, il Presidente ha disposto la correzione urgente del dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito che il processo deve essere trasmesso alla Corte d'Appello competente per territorio, correggendo l'indicazione errata. Questa decisione evidenzia come i semplici errori di compilazione dei documenti giudiziari possano essere sanati rapidamente senza compromettere il corso della giustizia.
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Distrazione delle spese: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da alcuni soggetti, in qualità di eredi, e dal loro avvocato per rimediare a una svista in una precedente ordinanza. Il giudice, pur avendo condannato la controparte a pagare le spese di giudizio, aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese a favore del difensore, che si era dichiarato antistatario (cioè colui che ha anticipato le spese). La Suprema Corte ha corretto questo errore materiale, stabilendo che la somma di 3.500 euro, oltre accessori di legge, deve essere versata direttamente al legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione cancella la doppia tassa
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale presentata da un cittadino. Nel precedente provvedimento del 2019, la Corte aveva rigettato sia il ricorso principale di due soggetti sia il ricorso incidentale del cittadino. Tuttavia, nel dispositivo finale, il nome del cittadino era stato inserito erroneamente due volte nell'obbligo di pagamento del doppio contributo unificato: una volta in solido con i ricorrenti principali e una volta da solo per l'intero. Questo errore materiale gli imponeva ingiustamente un doppio pagamento. I giudici hanno quindi corretto il testo, stabilendo che il cittadino deve versare solo la quota relativa al proprio ricorso incidentale, mentre i ricorrenti principali risponderanno in solido per il loro ricorso.
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Correzione errore materiale: l’avvocato dimenticato viene pagato
Un cittadino ha vinto una causa contro un Comune. Il suo avvocato aveva chiesto la distrazione delle spese in proprio favore come difensore antistatario. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha omesso questo dettaglio nel dispositivo, condannando il Comune a pagare direttamente al cittadino. L'avvocato ha quindi richiesto la correzione errore materiale. Nonostante l'istanza non fosse stata inizialmente notificata alla controparte, la cancelleria ha provveduto a comunicare la data dell'udienza e il Comune ha depositato una memoria dichiarando di non opporsi, sanando così il vizio di notifica. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione del provvedimento originario e ordinando che le spese legali siano versate direttamente al difensore.
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Correzione errore materiale: ricalcolo della pena in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale dei calcoli relativi alla pena inflitta a Il Condannato per il reato di detenzione di arma da sparo. In una precedente sentenza, la Corte aveva rideterminato la pena escludendo la pluralità di reati per la detenzione di più armi nello stesso contesto. Tuttavia, nel dispositivo erano stati inseriti calcoli errati. Accertato l'errore di computo, i giudici hanno rettificato la sanzione: la pena per la singola condotta scende a quindici giorni di reclusione e 50 euro di multa, mentre la pena complessiva finale, unificata per continuazione con una precedente condanna, viene rideterminata in quattordici anni e tre mesi di reclusione ed euro 3.500,00 di multa. Vince Il Condannato che ottiene il ricalcolo corretto e favorevole della pena.
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Correzione errore materiale: il condannato deve pagare lo Stato
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in una propria precedente sentenza. Nel giudizio originario, l'imputato era stato condannato a rimborsare le spese legali alle parti civili. Tuttavia, la Corte aveva omesso di specificare che tali parti civili erano ammesse al patrocinio a spese dello Stato e che, di conseguenza, il pagamento doveva essere effettuato direttamente in favore dell'Erario. Richiamando l'orientamento delle Sezioni Unite, i giudici di legittimità hanno corretto il dispositivo, disponendo che la quantificazione effettiva delle somme spetti alla Corte d'appello competente, mentre l'imputato dovrà versare l'importo direttamente allo Stato.
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Correzione errore materiale: banca batte la svista del giudice
Un istituto di credito ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In quel provvedimento, la Corte aveva rigettato il ricorso dei clienti e affermato in motivazione che le spese seguivano la soccombenza, ma aveva dimenticato di inserire la condanna concreta nel dispositivo finale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa liquidazione delle spese nel dispositivo, se dovuta a una semplice svista dell'estensore chiaramente desumibile dalla motivazione, può essere sanata con questa procedura semplificata. Di conseguenza, la Corte ha integrato il dispositivo condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio in favore della banca.
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Correzione errore materiale: spese dimenticate dalla Cassazione
Il Lavoratore ha proposto ricorso per la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In tale provvedimento, pur essendo il Lavoratore risultato vittorioso contro l'Ente Previdenziale, la Corte aveva omesso di liquidare le spese del giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Di conseguenza, ha disposto la correzione della precedente ordinanza inserendo la condanna dell'Ente Previdenziale al pagamento delle spese di lite, pari a 200 euro per esborsi e 1.000 euro per compensi, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore del Lavoratore. Non sono state liquidate spese per il procedimento di correzione, data la sua natura amministrativa.
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Correzione errore materiale: da Milano a Milazzo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente sentenza. Il sistema informatico aveva erroneamente registrato il luogo di nascita de Il Ricorrente come Milano anziché Milazzo. Su segnalazione della Procura della Repubblica, i giudici hanno ordinato la rettifica sia sulla sentenza cartacea sia nel sistema informatico penale (SIC), ristabilendo la verità anagrafica senza modificare la decisione di merito.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale presentata dal difensore del Danneggiato, costituitosi parte civile. In una precedente sentenza, la Corte aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, ma aveva omesso per una svista di condannarlo al pagamento delle spese di difesa del Danneggiato, che era ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Riconosciuto l'errore, i giudici hanno integrato il dispositivo della sentenza originaria, inserendo la condanna dell'Imputato a rimborsare le spese legali. Tali somme saranno liquidate dalla Corte di appello competente e versate direttamente allo Stato, che aveva anticipato i costi della difesa.
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Correzione errore materiale: la Cassazione salva le spese del legale
Il difensore della Parte Civile ha richiesto la correzione errore materiale del dispositivo di una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Il provvedimento originario aveva condannato l'Imputato al pagamento delle spese di giudizio in favore della Parte Civile, omettendo però di disporre la distrazione di tali somme direttamente a favore del difensore, che si era regolarmente dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando l'effettiva omissione e disponendo, tramite la procedura semplificata senza formalità, l'integrazione del dispositivo originario con l'indicazione della distrazione delle spese a favore del legale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
Il caso riguarda uno straniero che ha impugnato il proprio decreto di espulsione. La Corte di Cassazione, con una precedente ordinanza, aveva ordinato la rinotifica del ricorso alla Prefettura, omettendo però di specificare il termine entro cui provvedere. Per rimediare a questa svista, la Suprema Corte ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale. Il termine per la rinotifica è stato così fissato in trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento correttivo.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta della Compagnia di Assicurazioni, intervenuta come parte civile, disponendo la correzione errore materiale di una precedente sentenza. Il giudice di legittimità aveva omesso nel dispositivo finale la condanna del colpevole al pagamento delle spese di rappresentanza in giudizio, nonostante la motivazione della sentenza ne avesse chiaramente riconosciuto il diritto. La Corte ha ribadito che l'omissione di una statuizione accessoria e obbligatoria costituisce una svista correggibile tramite una procedura semplificata, poiché non altera la sostanza della decisione principale. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato con la condanna del colpevole al pagamento di euro 3.510,00 per le spese legali sostenute dalla parte civile.
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Correzione errore materiale: quando il nome dell’imputato è errato
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale formulata dalla Corte di appello. Nel caso specifico, una precedente sentenza della Suprema Corte aveva erroneamente indicato il nome di battesimo dell'imputato. Trattandosi di un evidente errore di battitura che non incide sulla sostanza della decisione penale, i giudici hanno disposto la rettifica del nome del ricorrente. La decisione ristabilisce la corretta identità del soggetto nei registri ufficiali, ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sull'originale del provvedimento.
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Spese legali da 2 a 2000 euro: la correzione errore materiale
Il Cittadino ha richiesto la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario, il Comune era stato condannato a pagare le spese legali per una cifra indicata erroneamente come 'euro 2.00,00' anziché 'euro 2.000,00'. La Corte ha accolto l'istanza, riconoscendo che la presenza del punto dopo il numero due e la conformità alle tariffe professionali vigenti dimostravano un evidente refuso di battitura. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la correzione del dispositivo, ripristinando la somma corretta di duemila euro a favore del Cittadino.
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Correzione errore materiale: le spese all’Ente, non all’estraneo
L'Ente Pubblico previdenziale ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario, gli Eredi del lavoratore defunto erano stati condannati a rimborsare le spese di giudizio a una compagnia assicurativa privata, del tutto estranea alla causa, anziché all'effettivo Ente Pubblico che aveva partecipato al giudizio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo che la sostituzione del nome della parte creditrice nel dispositivo era frutto di una semplice disattenzione. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione del testo, sostituendo la compagnia assicurativa con l'Ente Pubblico come legittimo destinatario del rimborso delle spese legali.
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Correzione errore materiale: niente spese per chi perde
Una società ha richiesto alla Corte d'Appello la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. La controparte si è opposta e il giudice, nel rigettare l'istanza, ha condannato la società richiedente a pagare le spese legali. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il procedimento di correzione errore materiale ha natura amministrativa e non contenziosa. Di conseguenza, in questo tipo di giudizio non esiste una vera e propria parte sconfitta e il giudice non può mai condannare una parte al pagamento delle spese processuali, anche se la controparte si è costituita per opporsi alla richiesta. La Suprema Corte ha quindi annullato la condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione scambia le date
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, la data di nascita della Parte Civile era stata erroneamente indicata con quella dell'Imputato (29 gennaio 1971). Grazie alla documentazione anagrafica acquisita, la Corte ha accertato la reale data di nascita della Parte Civile (20 febbraio 1953) e ha ordinato la rettifica del testo dell'intestazione, ristabilendo la verità storica e anagrafica dell'atto senza alterarne il contenuto decisorio.
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