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Correzione Di Errore Materiale — Anno 2025

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106 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Di Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: il nome sbagliato in sentenza
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di battesimo di un soggetto. Su richiesta del difensore, la Corte ha attivato una procedura semplificata per sostituire il nome errato con quello corretto, ripristinando l'esattezza formale degli atti giudiziari.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Il caso riguardava un'impugnazione contro una sentenza della Corte d'Appello che, pur negando l'estradizione, aveva erroneamente disposto l'esecuzione della pena in Italia. La successiva correzione di tale errore da parte della stessa Corte d'Appello ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a proseguire il giudizio, portando all'inammissibilità del ricorso senza condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Agrigento che respingeva una richiesta di correzione errore materiale in una precedente sentenza. La Corte ha stabilito che l'impugnazione diretta contro il provvedimento di rigetto è una questione separata che non rientra nei poteri di correzione diretta della Cassazione, motivo per cui ha annullato la decisione e rinviato gli atti al giudice di primo grado.
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Correzione errore materiale: il caso del nome errato
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in un precedente atto. Nello specifico, il nome di un individuo era stato trascritto in modo errato. L'ordinanza dispone la rettifica del nome, applicando la specifica procedura prevista dal codice di procedura penale. Questo intervento assicura la precisione formale degli atti giudiziari senza alterare la sostanza della decisione, evidenziando l'importanza della correzione errore materiale per la certezza del diritto.
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Correzione errore materiale: quando è possibile?
La Corte di Cassazione esamina un'istanza di correzione errore materiale presentata da un legale per conto delle parti civili. L'errore contestato riguarda l'omessa statuizione sulla distrazione delle spese nei precedenti gradi di giudizio. L'ordinanza analizza i presupposti per la correzione di una sentenza penale, chiarendo i limiti e le modalità di intervento quando si riscontrano omissioni di natura formale che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: nullo senza avviso alle parti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di correzione errore materiale emessa da un tribunale. L'ordinanza aveva esteso l'oggetto di una confisca immobiliare senza avvisare l'interessato. La Cassazione ha stabilito che la procedura di correzione deve sempre rispettare il contraddittorio tra le parti, pena la nullità del provvedimento, specialmente quando la modifica incide sulla sostanza della decisione originale.
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Correzione errore materiale: spese legali e distrazione
Un legale ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza che aveva omesso la distrazione delle spese in suo favore, nonostante la sua dichiarazione come antistatario. Sebbene il suo ricorso formale sia stato dichiarato inammissibile per mancata notifica a tutte le parti, la Corte di Cassazione ha proceduto d'ufficio alla correzione errore materiale. La Corte ha convertito il procedimento per ragioni di economia processuale, affermando che l'inammissibilità del ricorso non impedisce una correzione d'ufficio quando l'errore è palese.
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Correzione errore materiale: i limiti secondo la Cassazione
Un comune e un privato cittadino hanno presentato un ricorso per la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Cassazione, sostenendo che un'errata interpretazione della data di notifica avesse causato una dichiarazione di inammissibilità e la mancata condanna alle spese. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificandolo non come un'istanza di correzione, ma come una richiesta di revocazione, per la quale i ricorrenti non avevano una procura speciale adeguata.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'aver indicato il Ministero della Giustizia come parte soccombente, anziché il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che era l'effettiva parte del giudizio. La decisione chiarisce che si è trattato di un mero refuso, evidente dagli atti del processo, e procede alla rettifica per garantire la corretta esecuzione della decisione, evidenziando l'applicazione della procedura di correzione errore materiale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione interviene
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto nel dispositivo di un suo precedente provvedimento. Il caso evidenzia l'importanza del meccanismo di correzione errore materiale per garantire la coerenza e l'accuratezza formale delle decisioni giudiziarie, senza incidere sulla sostanza del giudicato.
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Correzione errore materiale: ricorso inammissibile
Due lavoratori hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta di correzione di errore materiale in una precedente sentenza, relativa all'omessa inclusione di alcune indennità nel calcolo dello stipendio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un'ordinanza che nega la correzione di un errore materiale non è un provvedimento impugnabile, poiché non costituisce un nuovo esercizio di potere giurisdizionale. Il rimedio corretto sarebbe stato impugnare la sentenza originale.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una propria ordinanza a causa dell'omissione del nome di una ricorrente. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un 'error calami' (mero errore di scrittura), si deve procedere alla rettifica aggiungendo il nominativo mancante sia nell'intestazione che nel dispositivo della decisione. È stato inoltre specificato che questo tipo di procedimento ha natura amministrativa e non giurisdizionale, motivo per cui non è prevista la condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: spese legali parti civili
La Corte di Cassazione, tramite ordinanza, ha effettuato una correzione di errore materiale su una propria precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omessa pronuncia sulla liquidazione delle spese legali a favore delle parti civili costituite, nonostante i ricorsi degli imputati fossero stati dichiarati inammissibili. Con questo provvedimento, la Corte ha integrato la decisione originale, condannando i ricorrenti in solido al pagamento delle spese sostenute dalle parti civili, quantificandone l'importo.
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Correzione errore materiale: la Cassazione agisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della correzione errore materiale. Un ente locale aveva chiesto di correggere un decreto in cui le spese legali erano state liquidate in 29.000 euro anziché 2.900 a causa di un refuso. Sebbene il ricorso fosse formalmente inammissibile per un vizio procedurale, la Corte ha comunque corretto l'errore di propria iniziativa, sottolineando la prevalenza della necessità di rimediare a palesi incoerenze nei provvedimenti giudiziari.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo i limiti dell'istituto dell'errore di fatto. Dei creditori, rimasti insoddisfatti dopo la liquidazione di una società, avevano impugnato una precedente ordinanza della Corte, sostenendo che i giudici avessero commesso un errore di fatto nel valutare le prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'errore revocatorio riguarda solo una percezione errata di un fatto pacifico e non controverso, e non può essere utilizzato per contestare l'apprezzamento delle prove o il merito della decisione, che costituisce un errore di giudizio non sindacabile con questo strumento. È stato invece accolto un ricorso per correzione di errore materiale relativo a dati errati e alla liquidazione delle spese.
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Distrazione spese legali: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, l'avvocato che ne abbia fatto richiesta può ottenere la correzione del provvedimento attraverso la procedura semplificata prevista dagli artt. 287 e 288 c.p.c., senza necessità di impugnazione. Il caso riguardava un difensore che, pur avendo richiesto la distrazione delle spese in proprio favore, non l'aveva ottenuta nell'ordinanza che definiva il giudizio. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, integrando l'originaria pronuncia e disponendo l'annotazione sull'originale.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento, in cui era stata omessa la pronuncia sulla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato della parte vittoriosa. L'ordinanza chiarisce che tale dimenticanza costituisce un errore materiale, sanabile con l'apposita e celere procedura di correzione, e non necessita di un nuovo giudizio di impugnazione. La Corte ha quindi accolto l'istanza del legale, disponendo che la condanna al pagamento delle spese fosse emessa direttamente in suo favore.
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Spese legali correzione errore: la Cassazione decide
Una società, dopo aver perso una causa per la rivendicazione di un immobile, ha impugnato la condanna al pagamento delle spese legali relative a un'istanza di correzione di errore materiale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso su questo punto, ha stabilito, in linea con una recente pronuncia delle Sezioni Unite, che il procedimento di correzione di errore materiale non ha natura contenziosa e quindi non può dar luogo a una condanna per le spese legali, in quanto non esiste una vera e propria parte soccombente.
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Correzione errore materiale: quando prevale il dispositivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di correzione errore materiale. L'ordinanza aveva cancellato i benefici della "pena sospesa e non menzione" da una sentenza. La Corte ha stabilito che la discordanza tra il dispositivo letto in udienza (senza benefici) e quello trascritto in calce alla motivazione (con benefici) è sanabile tramite la procedura di correzione dell'errore materiale, poiché il dispositivo letto in udienza è quello che prevale ed era coerente con le motivazioni della sentenza.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di errore materiale in una propria ordinanza, disponendo l'inserimento del nominativo di una ricorrente che era stato omesso per mera svista. Il caso evidenzia l'importanza del rimedio previsto per emendare sviste formali che non incidono sulla sostanza della decisione, ma garantiscono la corretta rappresentazione processuale delle parti. La Corte ha riconosciuto che la parte era stata regolarmente parte del giudizio e che la sua esclusione dall'intestazione del provvedimento era un palese errore da correggere.
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