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Controricorrenti — Anno 2024

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274 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrenti

Provvedimenti

Retribuzione ferie: quali voci includere nel calcolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1513/2024, ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, purché intrinsecamente connesse alle mansioni svolte e corrisposte con continuità. La decisione, basata sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, mira a evitare che una diminuzione dello stipendio possa dissuadere i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. Il caso riguardava alcuni macchinisti di una società di trasporti che chiedevano il computo di specifici incentivi nella loro paga feriale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che la nozione di retribuzione durante le ferie deve essere onnicomprensiva per garantire l'effettività del diritto.
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Retribuzione feriale: quali voci include? Analisi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere anche le indennità variabili, come quelle per attività di scorta e riserva, se sono collegate all'esecuzione delle mansioni e allo status del lavoratore. La decisione, basata sul diritto dell'Unione Europea, mira a evitare che una paga ridotta durante le ferie possa dissuadere i dipendenti dal goderne. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che la nozione di retribuzione durante le ferie deve essere onnicomprensiva per garantire un riposo effettivo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una proprietaria, precedentemente condannata a demolire costruzioni non autorizzate in un cortile comune, ha presentato ricorso in Cassazione dopo che il suo appello era stato dichiarato inammissibile per genericità. Prima della decisione finale, la parte ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento e, data la mancata accettazione della rinuncia da parte della controparte, ha condannato la ricorrente al pagamento di tutte le spese legali.
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Solidarietà professionale: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di solidarietà professionale, che rende le parti di una causa solidalmente responsabili per le spese legali in caso di accordo, non si applica se la transazione non è stipulata direttamente dal cliente dell'avvocato o dai suoi eredi. Nel caso di specie, due legali avevano richiesto il pagamento dei loro compensi ai co-obbligati della loro cliente, deceduta durante il processo. Questi ultimi avevano transatto la lite autonomamente. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando la natura eccezionale e restrittiva della norma, che presuppone il coinvolgimento diretto del cliente patrocinato nell'accordo che pone fine alla controversia.
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Azione revocatoria: vendita a familiare inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'erede che aveva venduto un immobile alla figlia per sottrarlo ai creditori del defunto. La vendita, qualificata come 'datio in solutum' e non come adempimento di un debito scaduto, è stata ritenuta soggetta ad azione revocatoria. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando i vizi procedurali del ricorso che mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Borse di studio medici: no all’adeguamento economico
La Corte di Cassazione ha stabilito che le borse di studio per i medici specializzandi relative al periodo 1998-2005 non sono soggette ad adeguamento economico. Con l'ordinanza n. 1230/2024, la Suprema Corte ha chiarito che una serie di leggi finanziarie ha imposto un blocco generalizzato degli incrementi, includendo esplicitamente queste borse. La decisione ribalta le sentenze di merito favorevoli ai medici, specificando che il loro rapporto di formazione non è assimilabile a un lavoro subordinato e che il blocco normativo era una misura legittima di politica economica per il contenimento della spesa pubblica.
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Retribuzione pausa pranzo: la decisione della Cassazione
Alcuni lavoratori hanno ottenuto il diritto al compenso per il prolungamento dell'orario di lavoro di 30 minuti, corrispondente a una pausa pranzo non goduta. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione dei fatti del giudice di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente, poiché il ricorso mirava a un riesame del merito e non a una violazione di legge. Viene così consolidato il principio sulla retribuzione pausa pranzo quando questa non viene effettivamente fruita.
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Interesse ad agire: quando un’azione è ammissibile
Un uomo intenta una causa per accertare una presunta frode su assegni familiari commessa da un'altra persona. Le corti, fino alla Cassazione, respingono la sua richiesta per mancanza di un concreto e attuale interesse ad agire, sottolineando che tale requisito è indispensabile per poter procedere con un giudizio e serve a evitare azioni legali meramente ipotetiche o esplorative.
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Responsabilità del committente: appalto e danni a terzi
Un gruppo di società commerciali ha subito danni a seguito della costruzione di una galleria per l'alta velocità. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità del committente e del progettista, addebitandola solo all'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di diritto di particolare importanza, in particolare se la progettazione e committenza di un'opera pubblica possa configurarsi come attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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TFR personale non dirigente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1072/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di calcolo del TFR personale non dirigente per i dipendenti di enti pubblici economici (ex I.C.E.) assunti prima del 31 dicembre 1995. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte ha chiarito che a tale personale si applica il regime del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) previsto dal codice civile e non l'indennità di buonuscita del settore pubblico. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, poiché aveva erroneamente negato l'inclusione di alcune voci retributive nel calcolo della liquidazione, senza operare la necessaria distinzione tra personale dirigente e non dirigente.
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Società in house: la Cassazione valuta i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 984/2024, ha disposto la trattazione in pubblica udienza di un ricorso che solleva questioni sulla qualificazione e liceità delle attività di analisi e certificazione delle acque condotte da una società in house. A causa della rilevanza della materia e dell'assenza di precedenti specifici, la Corte ha ritenuto opportuno un approfondimento in sede pubblica.
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Rimborso Euroritenuta: sì anche con Voluntary Disclosure
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 732/2024, ha stabilito che i contribuenti che hanno aderito alla procedura di "Voluntary Disclosure" hanno comunque diritto al rimborso dell'Euroritenuta. La Corte ha chiarito che il principio europeo del divieto di doppia imposizione prevale sulla normativa nazionale, garantendo il recupero delle imposte pagate all'estero anche se i redditi sono stati regolarizzati tramite sanatoria. La richiesta dell'Agenzia delle Entrate di negare il rimborso è stata quindi respinta.
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Clausola sociale cambio appalto: diritti dei lavoratori
Nel contesto di un cambio appalto nei servizi aeroportuali, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto di due lavoratrici a essere assunte dalla società subentrante alle stesse condizioni contrattuali precedenti, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL. La Corte ha stabilito che i termini di decadenza per l'impugnazione dei licenziamenti non si applicano in questi casi e che un'offerta di assunzione a condizioni peggiorative non libera la nuova azienda dall'obbligo di assunzione.
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Tempo di vestizione: quando va pagato? La Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso relativo al tempo di vestizione dei dipendenti di una società cooperativa. La Corte d'Appello aveva stabilito che il tempo per indossare e togliere la divisa (10 minuti prima e dopo il turno) dovesse essere retribuito, in quanto attività eterodiretta dal datore di lavoro. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Suprema Corte non si è pronunciata nel merito, ma ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, chiudendo il caso e rendendo inefficace la sentenza d'appello.
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Prescrizione presuntiva e ammissione del debito
Un professionista agiva per il pagamento dei propri compensi a distanza di anni dalla conclusione dell'incarico. Gli eredi del cliente eccepivano la prescrizione presuntiva del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che una generica disponibilità a discutere la pretesa o la mancata contestazione dell'inadempimento non costituiscono ammissione della persistenza del debito, e quindi non sono sufficienti a superare l'eccezione di prescrizione presuntiva.
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Agevolazioni fiscali ASD: estinzione per sanatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio riguardante le agevolazioni fiscali per associazioni sportive. La controversia, nata da presunte irregolarità contabili, non è giunta a una decisione di merito poiché i contribuenti hanno aderito alla sanatoria fiscale prevista dalla Legge 197/2022, ponendo fine al contenzioso con l'Agenzia delle Entrate.
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Domanda di manleva e servizio idrico: la giurisdizione
A seguito di una causa intentata da alcuni cittadini contro una società idrica per la fornitura di acqua non potabile, la società ha chiamato in causa l'ente regionale con una domanda di manleva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 636/2024, ha stabilito che la giurisdizione su tale domanda spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La Corte ha chiarito che la manleva, in questo contesto, si configura come una garanzia di natura privatistica, strettamente connessa alla principale azione di risarcimento, e non come una contestazione dell'esercizio di poteri pubblici.
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Prescrizione lavoro: Cassazione conferma la sospensione
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che riconosceva ad alcuni ex dipendenti il diritto a scatti di anzianità maturati anche durante l'apprendistato. In Cassazione, la società ha rinunciato ai motivi principali, contestando solo l'applicabilità della prescrizione. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando un principio fondamentale sulla prescrizione lavoro: le riforme del 2012 e 2015, riducendo la stabilità del posto di lavoro, giustificano la sospensione dei termini di prescrizione per i crediti retributivi durante il rapporto, a causa del timore di ritorsioni del dipendente.
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Estinzione società: che fine fanno i crediti incerti?
Una società cosmetica citava in giudizio una società fornitrice per inadempimento contrattuale. Nel corso della causa, la società fornitrice veniva cancellata dal registro delle imprese. Gli ex soci proseguivano il giudizio, ma la Corte di Cassazione ha stabilito che, con l'estinzione della società, le pretese creditorie incerte e illiquide, come quelle derivanti da una causa in corso, si considerano rinunciate. Di conseguenza, gli ex soci non avevano la legittimazione a proseguire l'azione legale, poiché tali pretese non si trasferiscono loro per successione.
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Indennità feriali: sì al calcolo nella retribuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che le indennità feriali e i compensi incentivanti, legati alle mansioni ordinarie dei lavoratori (in questo caso, macchinisti), devono essere inclusi nella retribuzione corrisposta durante le ferie. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, volto a garantire che la retribuzione feriale sia sostanzialmente equiparabile a quella ordinaria, per non disincentivare il godimento del riposo. La Corte ha inoltre stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative sulla stabilità occupazionale.
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