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Contratto Quadro

155 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo generale che disciplina i futuri servizi di investimento tra banca e cliente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Nullità Contratto Quadro Bancario: La Firma della Banca non è Essenziale
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due investitori che chiedevano la nullità del contratto quadro bancario per l'acquisto di obbligazioni argentine, sostenendo la mancanza della firma della banca. La Corte d'Appello aveva accolto la loro richiesta. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che, ai fini della validità del contratto quadro, non è strettamente necessaria la sottoscrizione dell'intermediario se il cliente ha firmato, i documenti sono stati consegnati e la volontà della banca si desume da comportamenti concludenti. La sentenza ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Investitori vs Banca: Obblighi informativi banca e conflitto di interessi
Due investitori hanno acquistato obbligazioni Parmalat tramite una banca, contestando poi la validità del contratto e la mancanza di adeguati obblighi informativi banca, oltre a un conflitto di interessi. I giudici di merito avevano respinto le loro richieste. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso degli investitori. Ha stabilito che la banca non aveva fornito informazioni complete sulla rischiosità dei titoli e sulle implicazioni delle operazioni, anche se gli investitori sembravano esperti. La Cassazione ha anche chiarito che l'operazione in contropartita diretta non esclude il conflitto di interessi e richiede un'autorizzazione scritta specifica. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Nullità contratti swap: la Cassazione tutela l’investitore dai costi occulti
Una società cooperativa ha citato in giudizio una banca per la nullità contratti swap stipulati, chiedendo la restituzione di somme e il risarcimento danni. La società lamentava la nullità per difetto di contratto quadro e causa, oltre all'inadempimento della banca sugli obblighi informativi e il conflitto di interessi. I giudici di merito avevano respinto le domande, ritenendo la società un operatore qualificato. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, affermando che per la validità dei contratti swap è essenziale un accordo chiaro sull'alea e sui costi occulti. Ha cassato la sentenza, rinviando la causa per una nuova valutazione sulla nullità contratti swap per vizio genetico.
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Nullità contratto-quadro: La Cassazione ribalta la sentenza sulla firma della Banca
Un investitore ha citato in giudizio una Banca per ottenere la nullità contratto-quadro e dei successivi ordini di acquisto di obbligazioni argentine, sostenendo la mancanza della firma della Banca sul contratto. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, dichiarando la nullità per difetto di forma scritta e condannando la Banca alla restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato questa decisione. Ha stabilito che, nell'intermediazione finanziaria, il requisito della forma scritta del contratto-quadro è soddisfatto con la sola firma del cliente, purché il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia. Il consenso dell'intermediario può desumersi da comportamenti concludenti. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Obblighi informativi bancari: la Cassazione respinge il ricorso
Due investitori privati hanno citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni subiti per l'acquisto di titoli esteri successivamente andati in default. I clienti sostenevano che la banca avesse violato gli obblighi informativi bancari e le norme sulla vendita di strumenti finanziari fuori sede. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei clienti. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione di secondo grado, evidenziando che l'istituto di credito ha rispettato tutti i doveri di informazione. La valutazione del rischio andava infatti compiuta al momento dell'acquisto, considerando la grande esperienza finanziaria accumulata negli anni dai clienti. I ricorrenti sono stati quindi condannati al pagamento delle spese di giudizio.
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Obblighi informativi bancari: Cassazione ribalta la responsabilità della banca
Due risparmiatori hanno citato in giudizio una Banca per aver subito perdite dall'acquisto di titoli argentini, lamentando la violazione degli obblighi informativi bancari. Il Tribunale aveva dato loro ragione, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo non provato il nesso causale tra la condotta della Banca e il danno. La Cassazione ha accolto il ricorso dei risparmiatori. Ha stabilito che la Banca deve sempre provare di aver adempiuto ai suoi obblighi informativi e che, in caso di inadempimento, si presume il nesso causale. La sentenza d'appello è stata quindi annullata, con rinvio per una nuova valutazione.
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Operazione non adeguata: banca assolta se il cliente firma
Due risparmiatori hanno citato in giudizio una banca per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'acquisto di obbligazioni argentine andate in default. Gli investitori lamentavano la mancata informazione sui rischi e la nullità dell'ordine di acquisto. La banca ha dimostrato di aver dettagliato verbalmente i pericoli dell'investimento tramite il proprio funzionario e di aver raccolto la sottoscrizione del modulo in cui il cliente dichiarava di essere consapevole dei rischi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei risparmiatori: se il cliente riceve gli opportuni avvisi e autorizza per iscritto l'esecuzione di una operazione non adeguata, la banca non ha l'obbligo di astenersi dal compierla e non risponde della perdita finanziaria subita.
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Deposito titoli senza contratto quadro: no al risarcimento
Una società investitrice ha citato in giudizio un intermediario finanziario chiedendo la restituzione di un ingente portafoglio titoli e il risarcimento dei danni, fornendo come prova soltanto dei rendiconti informativi. L'intermediario ha contestato l'autenticità dei documenti e l'esistenza stessa del rapporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che una contestazione di deposito titoli senza contratto quadro non può essere accolta se manca la prova dell'accordo originario e della consegna dei titoli. Chi chiede l'adempimento o il risarcimento ha l'onere di dimostrare la fonte del proprio diritto. I soli estratti conto non bastano a fondare l'obbligo restitutorio dell'intermediario. La società ricorrente ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese di lite.
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Rilevabilità d’ufficio nullità: il Cliente prevale sulla Banca
Un Cliente ha citato in giudizio una Banca per la nullità di un contratto di investimento e delle operazioni correlate, sostenendo la mancanza di forma scritta e la mancata sottoscrizione della banca. Dopo che i primi due gradi di giudizio hanno rigettato le sue richieste, la Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la sua eccezione di nullità per mancata sottoscrizione, ritenendola una domanda nuova. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Cliente. Ha stabilito che la domanda di accertamento della **rilevabilità d'ufficio nullità** di un contratto di investimento, anche se proposta per la prima volta in appello, deve essere convertita d'ufficio dal giudice in eccezione e esaminata nel merito. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Nullità Contratto Finanziario: Ricorso Tardivo, Sentenza Definitiva
Un Investitore ha citato in giudizio un Intermediario Finanziario per la nullità di un contratto quadro e degli ordini di acquisto di obbligazioni, a causa della mancata sottoscrizione del contratto da parte dell'Intermediario. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità del contratto finanziario. L'Intermediario ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. L'Investitore aveva correttamente notificato la sentenza di appello tramite PEC, facendo decorrere il termine breve per l'impugnazione. La Corte ha ribadito la validità della notifica telematica con attestazione di conformità, respingendo le contestazioni dell'Intermediario.
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Contratto Investimento Nullo? La Firma della Banca non è Sempre Essenziale
Gli Investitori hanno citato in giudizio una Banca per la nullità del contratto di investimento in obbligazioni, sostenendo di aver subito perdite per informazioni incomplete. Il Tribunale ha respinto la loro domanda, ma la Corte d'Appello ha accolto il ricorso, condannando la Banca. La Banca ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando, tra l'altro, che la Corte d'Appello avesse erroneamente ritenuto necessaria la sua firma sul contratto quadro. La Cassazione ha accolto questo motivo, ribadendo che per la validità del contratto quadro di intermediazione finanziaria è sufficiente la firma dell'investitore e la forma scritta, mentre il consenso della banca può desumersi da comportamenti concludenti. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: Cassazione tutela l’investitore
Un investitore ha acquistato obbligazioni argentine tramite una banca, subendo perdite. Ha citato la banca per inadempimento degli obblighi informativi intermediario finanziario, sostenendo che non aveva ricevuto informazioni adeguate sui rischi specifici del titolo. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'investitore, stabilendo che l'intermediario deve fornire un'informazione puntuale e dettagliata sui rischi concreti del singolo prodotto finanziario, come il rating e le prospettive negative, andando oltre le informazioni generiche. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Obblighi informativi banca: investitori esperti perdono contro l’istituto
Gli eredi di due investitori hanno citato in giudizio una banca per ottenere il risarcimento dei danni, sostenendo che la banca non aveva rispettato gli obblighi informativi banca riguardo all'acquisto di obbligazioni Lehman Brothers. Gli investitori lamentavano una carenza di informazioni sui prodotti finanziari e un presunto conflitto di interessi. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le loro richieste, la Corte di Cassazione ha confermato tali decisioni. La Cassazione ha ritenuto che la banca avesse adempiuto ai suoi doveri informativi e che gli investitori fossero esperti, capaci di valutare rischi elevati. Il ricorso è stato rigettato, con condanna degli eredi al pagamento delle spese legali.
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Validità contratti derivati: firma del cliente sufficiente per la banca?
Un Investitore ha citato in giudizio una Banca per ottenere la nullità di due contratti derivati, sostenendo la mancanza della forma scritta (specificamente, la firma della banca) e l'inadempimento degli obblighi informativi. La Corte d'Appello aveva respinto le sue richieste. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per la validità contratti derivati, la firma del solo cliente sul contratto-quadro e la consegna di una copia sono sufficienti, poiché la norma tutela l'investitore. Ha anche ritenuto che la Banca avesse adempiuto ai suoi doveri informativi, basandosi sul profilo di rischio dichiarato dall'Investitore. Il ricorso principale dell'Investitore è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese legali.
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Obblighi informativi intermediario finanziario: la banca deve sempre informare
Gli eredi di un investitore hanno citato in giudizio una Banca per ottenere la nullità o la risoluzione di un acquisto di obbligazioni argentine e la restituzione della somma investita. Essi lamentavano la mancata osservanza degli obblighi informativi intermediario finanziario e un difetto di forma nel contratto. Il Tribunale aveva accolto la domanda per vizio di forma, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo il contratto valido e che al momento dell'acquisto non vi fossero segnali di rischio. La Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi, affermando che la Banca ha sempre l'obbligo di informare l'investitore sui rischi, indipendentemente dalla rischiosità percepita del prodotto. La causa tornerà alla Corte d'Appello.
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Investitori vs Banca: Obblighi Informativi e Nesso Causale Negato
Un gruppo di Investitori ha citato in giudizio una Banca per la perdita subita su titoli argentini, lamentando la violazione degli obblighi informativi banca. Gli Investitori sostenevano di non essere stati adeguatamente informati sui rischi e chiedevano il risarcimento. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, ritenendo il contratto valido e che non vi fosse un nesso di causalità tra l'operato della banca e il danno, anche perché gli Investitori erano considerati esperti e avrebbero comunque investito. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli Investitori, confermando che la mancanza di un nesso causale tra l'eventuale inadempimento della banca e il danno escludeva la responsabilità.
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Obblighi informativi banca: Cassazione chiarisce su forma e giudicato
Un cliente ha citato in giudizio una banca per la nullità o risoluzione di operazioni di acquisto di bond argentini, lamentando la mancanza di informazioni sui rischi e l'assenza di ordini scritti. Dopo gradi di giudizio contrastanti, la Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso della banca. Ha chiarito che la questione della forma scritta convenzionale e del "giudicato interno" (parte di sentenza non impugnata) non era stata correttamente valutata. Tuttavia, ha ribadito l'importanza degli **obblighi informativi banca** a carico dell'intermediario finanziario, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova decisione su questi aspetti cruciali.
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Nullità Contratto Bancario: Vittoria Cliente, Ricorso Banca Tardivo
Un cliente ha investito in bond argentini tramite una banca, lamentando la mancanza di informazioni sui rischi e la mancata sottoscrizione del contratto-quadro da parte dell'istituto. Dopo un primo rigetto, la Corte d'Appello ha accolto la sua domanda, dichiarando la nullità contratto bancario (contratto-quadro non firmato dalla banca) e la risoluzione per grave inadempimento della banca, condannandola al risarcimento. La banca ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché depositato tardivamente, oltre il termine di legge.
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Nullità del contratto quadro e rigetto del risarcimento
Due investitori hanno citato un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni o la restituzione delle somme versate per l'acquisto di obbligazioni estere ad alto rischio. I clienti hanno fatto valere la nullità del contratto quadro per difetto di forma scritta, oltre a lamentare la violazione degli obblighi informativi della banca. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti. Il giudice, una volta accertata la nullità del contratto su domanda degli stessi investitori, non può esaminare le richieste alternative di risarcimento contrattuale. L'accertamento dell'invalidità dell'accordo assorbe infatti ogni ulteriore pretesa legata alla sua validità. Tuttavia, poiché il diritto alla restituzione del capitale era ormai prescritto per il decorso del tempo, i risparmiatori hanno perso definitivamente la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Adeguatezza delle operazioni finanziarie: no al danno se esperti
Alcuni risparmiatori chiedono la nullità di acquisti azionari ad alto rischio e il risarcimento dei danni. Gli investitori sostengono che l'istituto di credito non abbia fornito la preventiva informazione sulla non adeguatezza degli acquisti e che gli ordini inoltrati online fossero privi della firma scritta. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che l'adeguatezza delle operazioni finanziarie deve essere valutata considerando la profilazione dell'utente. Avendo gli investitori dichiarato un'elevata esperienza, alta propensione al rischio e una pregresso operatività speculativa, la banca non era tenuta a rilievi o blocchi. Inoltre, la validità degli ordini impartiti tramite servizi telematici non richiede una forma scritta separata per ogni singola operazione, se ciò è coerente con il contratto quadro sottoscritto.
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