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Contraffazione Brevettuale

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contraffazione brevettuale esclusa: nullo il titolo mal descritto
Un inventore e la società licenziataria hanno citato in giudizio un ex dipendente accusandolo di contraffazione brevettuale e concorrenza sleale. Il convenuto commercializzava un macchinario alimentare ritenuto copia dell'invenzione tutelata. I giudici di merito hanno respinto le domande attrici, dichiarando nullo il brevetto per carenza di sufficiente descrizione e giudicando inammissibile il tentativo di limitare le rivendicazioni estendendone la portata in corso di causa. Inoltre, i giudici hanno escluso la concorrenza sleale per la netta diversità estetica dei prodotti. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente tali decisioni, dichiarando inammissibile il ricorso dei titolari della privativa e condannandoli al pagamento delle spese di lite.
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Contraffazione brevettuale: i limiti della tutela
La sentenza analizza un presunto caso di contraffazione brevettuale relativo a un macchinario per il confezionamento di prodotti igienici. Sebbene il brevetto sia stato dichiarato valido per novità e altezza inventiva, il tribunale ha rigettato le richieste di risarcimento poiché le differenze strutturali del prodotto concorrente escludevano la violazione. Anche le accuse di concorrenza sleale sono state respinte per mancanza di prove.
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Contraffazione brevettuale: nessun danno senza prove di vendita
L'Azienda Ricorrente ha accusato l'Azienda Concorrente di contraffazione brevettuale, sostenendo che quest'ultima avesse prodotto e venduto eliche industriali protette da privativa. La Corte d'Appello ha rigettato le richieste risarcitorie per mancanza di prove sull'effettiva commercializzazione dei beni contraffatti, respingendo anche le richieste di prove testimoniali, giuramento decisorio e consulenza tecnica perché tardive o irrilevanti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'Azienda Ricorrente. La Suprema Corte ha chiarito che spetta al giudice di merito valutare l'ammissibilità delle prove e che la pubblicazione della sentenza è una misura discrezionale. Di conseguenza, l'Azienda Ricorrente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Contraffazione brevettuale: il caso dei tasselli
In un complesso contenzioso riguardante la contraffazione brevettuale di tasselli bi-materiale, il Tribunale ha respinto le accuse di violazione pur confermando la validità dei brevetti. La decisione si fonda sull'assenza, nel prodotto concorrente, di una specifica superficie di scorrimento protetta dalle rivendicazioni della società attrice.
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Contraffazione brevettuale: il ruolo del giudice penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società estera in un caso di presunta contraffazione brevettuale. La vicenda riguardava un sistema di pulizia per impianti industriali. I giudici di merito avevano assolto l'imputato accertando incidentalmente la nullità del brevetto per difetto di industrialità e per un'estensione indebita della tutela rispetto alla domanda originaria. La Suprema Corte ha confermato che il giudice penale ha il potere-dovere di verificare la validità del titolo di proprietà industriale, poiché la sua legittimità è un presupposto necessario per configurare il reato di cui all'art. 517-ter c.p.
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