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Consulente Tecnico D'Ufficio

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un esperto specializzato in una determinata materia che viene nominato dal giudice per rispondere a quesiti tecnici necessari alla decisione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento tecnico preventivo: stop alla prescrizione dei vizi
L'Acquirente di due appartamenti ha riscontrato gravi difetti di costruzione e ha avviato un accertamento tecnico preventivo contro l'Azienda Costruttrice. Successivamente, ha promosso l'azione di risarcimento danni ex art. 1669 c.c. La Corte d'Appello ha ritenuto il diritto prescritto, calcolando il termine di un anno dal deposito del ricorso per l'accertamento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Acquirente, stabilendo che l'accertamento tecnico preventivo interrompe la prescrizione per tutta la durata del procedimento. Il termine annuale ricomincia a decorrere solo dal deposito della relazione del consulente tecnico d'ufficio, rendendo tempestiva l'azione risarcitoria intrapresa.
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Omissione di atti d’ufficio: condannato il perito disubbidiente
Un professionista, nominato consulente tecnico d'ufficio in due cause civili, ha omesso di depositare le relazioni peritali e di restituire i fascicoli processuali, nonostante i ripetuti solleciti dei giudici e del nuovo esperto incaricato. Condannato nei gradi di merito per il reato di omissione di atti d'ufficio, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e l'invalidità delle notifiche dei solleciti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la gravità del comportamento e il rifiuto ostinato di collaborare escludono la tenuità del fatto. Inoltre, l'effettiva conoscenza dei solleciti, confermata da telefonate dirette dei magistrati, rende irrilevanti i vizi formali delle notifiche.
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Compenso del consulente tecnico di parte dovuto se la CTU è nulla
Due clienti si sono opposte al pagamento del compenso del consulente tecnico di parte, un ingegnere che le aveva assistite in una causa. Dopo la condanna in primo e secondo grado, le donne hanno proposto ricorso in Cassazione sollevando diverse eccezioni formali, tra cui la mancata elezione di domicilio e presunti vizi della consulenza d'ufficio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'omessa elezione di domicilio nel comune del giudice non invalida il processo ma comporta solo la domiciliazione d'ufficio in cancelleria. Inoltre, ha chiarito che eventuali vizi della consulenza d'ufficio non incidono sul diritto del professionista di ricevere il compenso del consulente tecnico di parte per l'attività effettivamente svolta. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Pensione di inabilità: il valore delle nuove prove
Il Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso per il riconoscimento della pensione di inabilità e dello status di handicap grave. Sebbene nella fase preliminare di accertamento tecnico preventivo mancasse documentazione decisiva, il suo deposito durante il giudizio di merito ha permesso di accertare l'inabilità totale derivante da pluripatologie, con decorrenza dalla domanda amministrativa.
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Assegno mensile invalidità: i requisiti sanitari
Il Tribunale ha respinto la richiesta di assegno mensile invalidità avanzata da un cittadino poiché la riduzione della capacità lavorativa accertata è stata del 64 per cento. La decisione sottolinea che, nonostante la presenza di patologie multiple, il mancato raggiungimento della soglia legale del 74 per cento impedisce l'erogazione della prestazione.
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Indennità di frequenza per allergia al latte
Il Tribunale di Bari ha riconosciuto il diritto all'indennità di frequenza per una minore affetta da una grave allergia alle proteine del latte vaccino. La decisione si basa sulla valutazione del consulente tecnico, che ha evidenziato come tale condizione comporti difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti della propria età e rischi per la salute.
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Consulente Tecnico d’Ufficio: limiti alla liquidazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice perde il potere di liquidare il compenso al Consulente Tecnico d'Ufficio una volta che il giudizio è stato definito con sentenza. Nel caso di specie, un decreto di liquidazione emesso dopo la chiusura del processo è stato dichiarato abnorme. Il professionista, per ottenere il pagamento, deve agire tramite ricorso per decreto ingiuntivo ordinario, non potendo più beneficiare della liquidazione endoprocessuale dopo la decisione definitiva sulle spese.
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Indennità di frequenza: il rigetto del ricorso
Il Tribunale ha rigettato l'opposizione presentata dai genitori di una minore contro la revoca dell'indennità di frequenza. Nonostante la presenza di disturbi dell'apprendimento, la consulenza tecnica ha stabilito che la minore non presenta le difficoltà persistenti richieste dalla legge per il mantenimento del beneficio economico.
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Accertamento tecnico preventivo e urgenza
Il Tribunale ha rigettato un ricorso per accertamento tecnico preventivo riguardante opere in cemento armato realizzate su un fondo gravato da servitù. Il giudice ha stabilito che, trattandosi di manufatti permanenti e non suscettibili di alterazione rapida, non sussiste il periculum in mora di natura probatoria necessario per l'ammissibilità dello strumento preventivo.
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