LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 68/1999

23 provvedimenti

Agevolazioni contributive: esclusi i parasubordinati
L'ente previdenziale ha revocato le agevolazioni contributive a una cooperativa sociale, contestando il mancato rispetto della quota minima del trenta per cento di lavoratori svantaggiati. Secondo l'ente di previdenza, il calcolo della percentuale doveva comprendere l'intera forza lavoro aziendale, inclusi i collaboratori a progetto e parasubordinati. La cooperativa ha impugnato la decisione sostenendo che la base di calcolo dovesse considerare unicamente il personale assunto con contratto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa sociale. I giudici hanno chiarito che il parametro per verificare la quota del trenta per cento include solo i lavoratori dipendenti e i soci con rapporto subordinato, escludendo qualsiasi collaborazione autonoma o parasubordinata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione della corte territoriale per la rideterminazione dei conteggi.
Continua »
Chiamata diretta nominativa: fratelli esclusi nelle Pubbliche Amministrazioni
Un parente di una vittima di criminalità organizzata ha richiesto un'assunzione per chiamata diretta nominativa presso un Comune, invocando le norme di favore per i familiari delle vittime. Il Comune ha negato, richiedendo un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla chiamata diretta nominativa per le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, nelle amministrazioni pubbliche diverse dai Ministeri, spetta solo a coniugi e figli, non ai fratelli. Il ricorso del parente è stato quindi respinto.
Continua »
Prospetto informativo disabili: sanzioni per dati incompleti
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'azienda per aver trasmesso un prospetto informativo disabili incompleto a seguito di un aumento dell'organico aziendale. Il documento non indicava le mansioni e i posti disponibili per l'inserimento dei lavoratori protetti. La società sosteneva che tali dati fossero immutati rispetto agli anni precedenti e dunque impliciti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando la sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di variazioni nell'organico che incidono sulla quota d'obbligo, il datore di lavoro deve inviare un prospetto informativo disabili integrale. L'azienda non può omettere elementi essenziali né pretendere che la pubblica amministrazione deduca i dati mancanti dai documenti degli anni passati.
Continua »
Accertamento tecnico preventivo: l’INPS paga le spese di lite
Un cittadino ha avviato un ricorso per accertamento tecnico preventivo per verificare il proprio grado di invalidità al fine di iscriversi al collocamento mirato. Il Tribunale ha riconosciuto l'invalidità al 55% e ha condannato l'ente previdenziale al pagamento delle spese legali. L'istituto pubblico ha contestato la decisione, sostenendo che le spese dovessero gravare sulla Regione, ente competente a gestire le graduatorie di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'ente della previdenza è l'unico soggetto che deve partecipare al giudizio di verifica medica. Di conseguenza, l'istituto deve pagare i costi di giudizio quando il cittadino vince la causa.
Continua »
Restituzione dei contributi pubblici se l’azienda non assume
Un'azienda ha stipulato una convenzione con la Regione impegnandosi ad assumere sette lavoratori disabili in cambio di un finanziamento. L'azienda ha però assunto solo due lavoratori. Di conseguenza, la Regione ha emesso un'ordinanza ingiunzione chiedendo la restituzione dei contributi pubblici erogati. L'azienda si è opposta, sostenendo che la legge prevedesse solo sanzioni pecuniarie e non la revoca dei fondi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che il mancato rispetto degli impegni assunti nella convenzione comporta l'obbligo di restituzione dei contributi pubblici ricevuti, e che le sanzioni amministrative ordinarie non escludono la revoca dei benefici economici in caso di grave inadempimento contrattuale.
Continua »
Collocamento obbligatorio: sanzione valida anche con esuberi altrove
Una società è stata sanzionata dall'Amministrazione Pubblica per non aver rispettato le quote di assunzione previste dal collocamento obbligatorio per i lavoratori disabili negli anni dal 2006 al 2008. La società ha impugnato la sanzione sostenendo di poter compensare le scoperture con le eccedenze di altre sedi e che il diritto alla riscossione fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la compensazione automatica è stata introdotta solo nel 2011 e non si applica retroattivamente. Inoltre, la notifica del verbale di accertamento interrompe la prescrizione quinquennale, agendo come formale costituzione in mora. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare la sanzione e le spese legali.
Continua »
Superamento limite contratti a termine: sanzioni su dati INPS
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'azienda per non aver rispettato le quote di riserva per disabili e per il superamento limite contratti a termine oltre la soglia del venti per cento. L'azienda ha impugnato l'ordinanza ingiunzione contestando la tardività della notifica, il metodo di calcolo della sanzione e la mancata applicazione del cumulo giuridico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che il termine di novanta giorni per la notifica decorre dal completamento degli accertamenti complessi e non dalla mera notizia del fatto. Inoltre, la sanzione per il superamento limite contratti a termine va calcolata sulle retribuzioni effettive comunicate all'INPS tramite modelli UNIEMENS e non su quelle teoriche del contratto. Infine, è stata esclusa l'applicabilità della continuazione alle sanzioni amministrative.
Continua »
Assunzione obbligatoria disabili: i moduli non bastano
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione di oltre 18.000 euro inflitta a un'azienda per la mancata assunzione obbligatoria disabili nel periodo dal 2009 al 2012. L'Azienda sosteneva di aver adempiuto inviando i prospetti informativi e richiedendo l'avviamento del lavoratore, e che la cassa integrazione del 2012 sospendesse l'obbligo. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'invio dei moduli non sostituisce l'obbligo sostanziale di assunzione previsto dalle convenzioni precedentemente firmate e che la sospensione per crisi aziendale non copriva l'intero periodo di violazione.
Continua »
Scorrimento della graduatoria: il diritto batte la discrezionalità
Un candidato, inserito nella graduatoria di un concorso pubblico indetto da un Comune per categorie protette, ha richiesto l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria a seguito della rinuncia di un altro concorrente. Il Comune aveva già deliberato di coprire i posti vacanti attingendo da quella specifica graduatoria, ma successivamente ha deciso di utilizzare lavoratori socialmente utili. Ne è nato un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Quando l'amministrazione decide di coprire i posti vacanti usando la graduatoria esistente, sorge un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione in capo al candidato idoneo. Di conseguenza, la domanda per ottenere lo scorrimento della graduatoria rientra nella competenza del giudice del lavoro.
Continua »
Pensione di inabilità: il valore delle nuove prove
Il Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso per il riconoscimento della pensione di inabilità e dello status di handicap grave. Sebbene nella fase preliminare di accertamento tecnico preventivo mancasse documentazione decisiva, il suo deposito durante il giudizio di merito ha permesso di accertare l'inabilità totale derivante da pluripatologie, con decorrenza dalla domanda amministrativa.
Continua »
Assegno mensile invalidità: i requisiti sanitari
Il Tribunale ha respinto la richiesta di assegno mensile invalidità avanzata da un cittadino poiché la riduzione della capacità lavorativa accertata è stata del 64 per cento. La decisione sottolinea che, nonostante la presenza di patologie multiple, il mancato raggiungimento della soglia legale del 74 per cento impedisce l'erogazione della prestazione.
Continua »
Giurisdizione Categorie Protette: Diritto al Lavoro, Vince il Giudice Ordinario
Un candidato, orfano di un deceduto per causa di lavoro, contesta la sua posizione in una graduatoria per un'assunzione pubblica. Egli rivendica un diritto di precedenza basato sulla legge. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto tra giudici, stabilisce il principio sulla giurisdizione per le categorie protette. La competenza spetta al Giudice Ordinario (del Lavoro) e non a quello Amministrativo. Questo avviene perché la controversia riguarda un diritto soggettivo all'assunzione, dove l'Amministrazione deve solo verificare requisiti legali, senza esercitare alcun potere discrezionale di scelta o valutazione comparativa tra i candidati.
Continua »
Giurisdizione assunzione pubblico impiego: Comune revoca, vince il lavoratore
Una lavoratrice disabile, dopo aver ricevuto una delibera di assunzione da un Comune e superato la visita medica, si vede annullare il procedimento in autotutela per un ricalcolo delle quote di riserva. Sorge un conflitto tra Giudice ordinario e TAR su chi debba decidere. La Cassazione chiarisce la questione sulla giurisdizione per l'assunzione nel pubblico impiego: la competenza è del Giudice ordinario. La Corte stabilisce che, una volta individuato il vincitore e avviata la fase finale dell'assunzione, l'annullamento non è più un atto organizzativo generale, ma un atto di gestione che lede un diritto soggettivo, rientrando così nella sfera del giudice del lavoro.
Continua »
Obbligo assunzione disabili: multa valida anche se la legge cambia
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un'azienda per la violazione dell'obbligo assunzione disabili. L'azienda aveva omesso di assumere un lavoratore rientrante nelle categorie protette e di inviare i prospetti informativi. Il suo ricorso, basato sulla speranza di applicare una legge successiva più favorevole, è stato respinto. I giudici hanno stabilito un principio cruciale: per gli illeciti amministrativi, a differenza di quelli penali, non vale la retroattività della legge più mite. Si applica sempre la norma in vigore al momento della violazione, rendendo la sanzione per il mancato rispetto dell'obbligo assunzione disabili pienamente legittima.
Continua »
Assunzione vittime criminalità: Diritto vince sulla quota di riserva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di assunzione obbligatoria vittime criminalità. Il figlio di una vittima della criminalità organizzata si era visto negare il diritto al collocamento obbligatorio da parte di due enti pubblici. La motivazione era il superamento della quota di riserva dell'1% prevista per legge. La Corte ha ribaltato questa visione, affermando che per questa specifica categoria protetta la quota di riserva non si applica. Il diritto all'assunzione può quindi essere esercitato anche in superamento di tale soglia, incontrando come unico limite quello generale delle assunzioni consentite all'ente per l'anno di riferimento. Vince quindi il ricorrente, il cui diritto all'assunzione deve essere nuovamente valutato.
Continua »
Aliunde perceptum: quando si riduce il risarcimento
L'appello di un lavoratore contro la riduzione del risarcimento per licenziamento illegittimo è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che l'eccezione di aliunde perceptum, ovvero i redditi percepiti altrove, è valida anche se sollevata per la prima volta nel giudizio di rinvio. Il risarcimento è stato limitato a tre anni di retribuzione, presumendo che il lavoratore, appartenente a categorie protette, avrebbe dovuto trovare un nuovo impiego in tale periodo se si fosse attivato con diligenza.
Continua »
Stato di disoccupazione: requisito per categorie protette
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore, confermando che per l'assunzione nelle categorie protette è essenziale possedere lo stato di disoccupazione al momento della procedura. La Corte ha chiarito che, secondo il D.Lgs. 150/2015, un rapporto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi fa perdere tale status, rendendo il candidato non idoneo, a prescindere dal reddito percepito.
Continua »
Scorrimento graduatorie: si applica la riserva posti?
La Cassazione stabilisce che in caso di scorrimento graduatorie concorsuali, l'amministrazione deve rispettare le quote di riserva posti previste dalla legge al momento della decisione di assumere, ribaltando una decisione di merito che aveva escluso tale obbligo.
Continua »
Assunzioni obbligatorie: Cassazione su procedura
Una lavoratrice ha impugnato la procedura di assunzione di un'altra candidata disabile, sostenendo l'illegittimità della selezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza ha stabilito che la procedura era una mera verifica di idoneità e non una valutazione comparativa illegittima, validando l'operato dell'ente pubblico nell'ambito delle assunzioni obbligatorie e sottolineando i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
Continua »
Risarcimento mancata assunzione: limiti e colpa
Un lavoratore ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da mancata assunzione da parte di un ente pubblico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9613/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, confermando la decisione di merito che aveva ridotto l'ammontare del risarcimento per il suo concorso di colpa, derivante dalle dimissioni volontarie da un altro impiego. La Corte ha ribadito che la valutazione del concorso di colpa è un giudizio di fatto non sindacabile in sede di legittimità e ha confermato la competenza esclusiva dell'Ufficio del Lavoro nell'individuazione dei soggetti da avviare all'impiego.
Continua »