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Chiamata diretta nominativa: fratelli esclusi nelle Pubbliche Amministrazioni

Un parente di una vittima di criminalità organizzata ha richiesto un’assunzione per chiamata diretta nominativa presso un Comune, invocando le norme di favore per i familiari delle vittime. Il Comune ha negato, richiedendo un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla chiamata diretta nominativa per le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, nelle amministrazioni pubbliche diverse dai Ministeri, spetta solo a coniugi e figli, non ai fratelli. Il ricorso del parente è stato quindi respinto.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 18539 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

La Chiamata Diretta Nominativa: Un Diritto Conteso

Nel mondo del lavoro pubblico, la chiamata diretta nominativa rappresenta un’eccezione alla regola generale del concorso. Questa modalità di assunzione permette di selezionare una persona specifica senza passare per una selezione aperta a tutti. La legge prevede questa possibilità per alcune categorie protette, inclusi i familiari di vittime di terrorismo e criminalità organizzata. Tuttavia, la sua applicazione non è sempre semplice e genera spesso dubbi interpretativi, come dimostrato da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Il Caso: La Richiesta del Lavoratore e il Rifiuto del Comune

Un Lavoratore, fratello di una vittima di un agguato mafioso, ha chiesto al Comune di essere assunto tramite chiamata diretta nominativa. Egli riteneva di avere diritto a questa assunzione agevolata, in base alle leggi che prevedono benefici per i familiari delle vittime di criminalità organizzata. Il Lavoratore era iscritto negli elenchi del collocamento obbligatorio e beneficiava delle disposizioni di legge a favore delle vittime.

Il Comune, però, ha respinto la sua domanda. L’Amministrazione ha invitato il Lavoratore a partecipare a un concorso pubblico, sostenendo che la normativa di favore non si applicasse al suo caso specifico. Questa decisione ha portato il Lavoratore a intraprendere un percorso giudiziario per far valere il suo presunto diritto.

La Chiamata Diretta Nominativa e la Legge: Chi Ne Beneficia?

Le leggi italiane prevedono una disciplina di favore per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e per i loro familiari. L’obiettivo è offrire un sostegno concreto, anche attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro. Tuttavia, l’interpretazione di queste norme non è univoca, specialmente quando si tratta di definire chi siano esattamente i beneficiari della chiamata diretta nominativa e in quali contesti possa essere applicata.

La Corte territoriale, esaminando il caso, aveva già stabilito che le disposizioni di favore che derogano all’ordinario sistema del concorso pubblico si applicano solo al coniuge superstite e ai figli delle vittime, escludendo i fratelli. Il Lavoratore ha contestato questa interpretazione, portando il caso davanti alla Corte di Cassazione.

La Distinzione Cruciale: Ministeri vs. Altre Pubbliche Amministrazioni

La Corte di Cassazione ha analizzato attentamente il quadro normativo. Ha chiarito che, sebbene alcune leggi possano sembrare includere i fratelli tra i beneficiari del collocamento obbligatorio e della chiamata diretta nominativa, esiste una distinzione fondamentale. La possibilità di assunzione diretta per i fratelli, anche se conviventi e a carico, è prevista solo per il personale contrattualizzato dei Ministeri e per specifici profili professionali e livelli retributivi.

Per tutte le altre amministrazioni pubbliche, come i Comuni, la regola generale rimane il concorso pubblico. Le uniche eccezioni alla regola del concorso, per quanto riguarda le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, riguardano esclusivamente il coniuge superstite e i figli. Questa interpretazione è stata ribadita dalla Cassazione in precedenti pronunce, consolidando un principio di diritto importante.

Le Motivazioni della Sentenza sulla Chiamata Diretta Nominativa

La Corte ha motivato la sua decisione basandosi su una lettura combinata delle diverse normative. Ha evidenziato che l’articolo 35, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, che disciplina le assunzioni obbligatorie nelle pubbliche amministrazioni, prevede la chiamata diretta nominativa solo per il coniuge superstite e per i figli delle vittime. Non include esplicitamente i fratelli in questo specifico contesto.

La Cassazione ha poi chiarito che l’articolo 1, comma 2, della legge n. 407/1988, che menziona anche i fratelli, si riferisce a un regime giuridico particolare, applicabile esclusivamente alle assunzioni nei Ministeri e non in altre amministrazioni locali. Questa distinzione è fondamentale per comprendere i limiti della chiamata diretta nominativa e per evitare interpretazioni estensive non previste dalla legge.

Le Conclusioni: Il Diritto alla Chiamata Diretta Nominativa Limitato

In conclusione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore. Ha stabilito che, nel caso di un Comune, il fratello di una vittima di criminalità organizzata non possiede il requisito soggettivo per l’assunzione tramite chiamata diretta nominativa. Il diritto di assunzione agevolata, senza concorso, è quindi limitato a coniugi e figli per le pubbliche amministrazioni diverse dai Ministeri.

Questa sentenza chiarisce in modo definitivo l’ambito di applicazione della chiamata diretta nominativa per i familiari delle vittime, fornendo un’importante guida per le pubbliche amministrazioni e per i cittadini che intendono avvalersi di tali benefici. Le spese processuali sono state compensate tra le parti, data la complessità interpretativa della normativa.

Chi può beneficiare della chiamata diretta nominativa come familiare di una vittima di terrorismo o criminalità organizzata?
Nelle pubbliche amministrazioni diverse dai Ministeri, il diritto alla chiamata diretta nominativa spetta solo al coniuge superstite e ai figli della vittima.

Un fratello di una vittima può essere assunto tramite chiamata diretta nominativa in un Comune?
No, secondo la Corte di Cassazione, i fratelli non rientrano tra i beneficiari della chiamata diretta nominativa per le assunzioni nei Comuni o in altre pubbliche amministrazioni locali.

Qual è la regola generale per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni?
La regola generale per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni è il concorso pubblico, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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