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Concordato

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418 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione è stata presa con procedura semplificata poiché l'impugnazione riguardava un provvedimento basato sull'accordo tra le parti ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., reso dopo la riforma del 2017. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'entità della pena dopo aver beneficiato del concordato in appello. Secondo i giudici, una volta che le parti hanno liberamente pattuito la sanzione ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e il giudice l'ha ratificata ritenendola congrua, non è più possibile rimettere in discussione il quantum della pena in sede di legittimità. La decisione ribadisce la natura negoziale e definitiva dell'accordo raggiunto tra accusa e difesa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi simili alla rinuncia all'impugnazione. Inoltre, il ricorso è stato ritenuto nullo poiché privo della firma di un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver richiesto e ottenuto il concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la propria responsabilità penale in sede di legittimità. La Corte ha chiarito che il concordato in appello limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi simili alla rinuncia all'impugnazione, rendendo impossibile rimettere in discussione l'accertamento della colpevolezza.
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Concordato in appello: notifica sentenza assente.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa notifica della sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di imputato assente, la notifica del provvedimento decisorio non è dovuta, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato. L'applicazione del concordato in appello limita ulteriormente i margini di impugnazione, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: guida alla rinuncia dei motivi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti condannati per traffico di stupefacenti. La decisione ruota attorno all'istituto del concordato in appello, previsto dall'art. 599-bis c.p.p. Gli imputati avevano concordato la pena rinunciando ai motivi di merito, ma successivamente hanno tentato di impugnare la sentenza sostenendo la mancata valutazione di tali motivi. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta ratificato l'accordo sulla pena, la rinuncia ai motivi di appello diventa irrevocabile e non può essere oggetto di ulteriore contestazione in sede di legittimità.
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Reformatio in pejus: stop alla confisca in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti che, in sede di appello, ha subito la confisca di una somma di denaro non prevista in primo grado. Nonostante l'attivazione di un concordato sulla pena, la difesa ha eccepito la violazione del divieto di reformatio in pejus. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice di secondo grado non può disporre d'ufficio una confisca facoltativa se l'appello è stato proposto solo dall'imputato e la misura non era presente nella sentenza originaria. La decisione impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente alla parte patrimoniale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati che avevano precedentemente optato per il concordato in appello. Gli ermellini hanno ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. limita drasticamente il perimetro delle impugnazioni proponibili. In particolare, non è possibile contestare in sede di legittimità la qualificazione giuridica del fatto, l'applicazione della recidiva o il diniego delle attenuanti generiche se tali elementi facevano parte dell'accordo condiviso con il giudice di merito. Il ricorso rimane esperibile solo in caso di determinazione della pena palesemente contraria alla legge.
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Concordato in appello: pena non impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che l'accordo sulla sanzione, una volta ratificato dal giudice, non può essere contestato unilateralmente. Il concordato in appello costituisce un negozio processuale vincolante che preclude successive impugnature sul merito della pena concordata, salvo i casi di illegalità della stessa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la sussistenza del reato di rapina. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita a far valere vizi di motivazione o questioni di merito. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del Pubblico Ministero o in caso di pena illegale. Poiché il ricorrente ha riproposto questioni di fatto precluse dall'accordo, è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., contestava la qualificazione giuridica dei fatti. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita a dedurre vizi relativi ai punti concordati, rendendo il ricorso per cassazione esperibile solo per l'illegalità della pena o per errore di fatto. Il principio del Concordato in appello mira infatti a stabilizzare l'esito processuale in cambio di uno sconto sanzionatorio.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver beneficiato del **Concordato in appello** per reati legati agli stupefacenti, ha tentato di contestare la propria responsabilità penale. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. preclude la possibilità di rimettere in discussione l'accertamento della colpevolezza già cristallizzato nel giudizio di primo grado e non contestato durante l'accordo.
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Prededuzione compensi liquidatore: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un liquidatore giudiziale a ottenere il pagamento dei propri compensi in prededuzione nel fallimento successivo a un concordato preventivo. La curatela fallimentare aveva contestato il credito ipotizzando negligenze nella gestione dei beni e nell'omessa segnalazione dello stato di insolvenza. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che i compiti di vigilanza spettano al commissario giudiziale e non al liquidatore. Poiché l'attività del liquidatore è stata funzionale alla conservazione del patrimonio nell'interesse della massa dei creditori, il suo credito gode della prededuzione ex art. 111 l.fall., indipendentemente dalla risoluzione formale del precedente concordato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente aveva contestato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p., ma la Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena, comportando la rinuncia ai motivi di gravame, preclude l'impugnazione ordinaria. L'unico rimedio esperibile contro tali sentenze è il ricorso straordinario per errore di fatto. La decisione conferma che il ruolo del giudice nel concordato in appello è limitato alla verifica della correttezza giuridica e della congruità della sanzione pattuita.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava l'illegalità della pena e l'omessa motivazione sul proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena comporta una rinuncia ai motivi di gravame che limita la cognizione del giudice e produce effetti preclusivi su tutto il procedimento, impedendo nuove contestazioni in sede di legittimità.
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Concordato in appello e limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. dopo aver stipulato un concordato in appello. La Suprema Corte ha stabilito che il concordato in appello produce effetti preclusivi che limitano la cognizione del giudice di secondo grado e si estendono al giudizio di legittimità, rendendo non più proponibili questioni oggetto di rinuncia implicita o esplicita legata all'accordo sulla pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa motivazione circa le cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. in una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di gravame, precludendo ulteriori contestazioni anche in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I ricorrenti avevano concordato la pena con il Procuratore Generale, rinunciando contestualmente agli altri motivi di gravame. La Suprema Corte ha chiarito che tale rinuncia determina una preclusione processuale invalicabile. Il giudice di secondo grado, accogliendo il concordato in appello, non è tenuto a motivare su questioni non devolute o sul mancato proscioglimento d'ufficio. Il ricorso per cassazione resta esperibile solo per vizi della volontà o illegalità della sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi soggetti condannati che avevano aderito al concordato in appello. La sentenza ribadisce che l'accordo sulla pena preclude la contestazione di vizi relativi alla sua determinazione, salvo casi di illegalità. Inoltre, viene chiarito che l'imputato non può impugnare la confisca di beni intestati a terzi per difetto di interesse, e che la sospensione condizionale della pena non può essere richiesta in Cassazione se non è stata oggetto dell'accordo o di specifica istanza orale in appello.
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Bancarotta fraudolenta: dolo e pericolo concreto
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione. Il caso riguardava un finanziamento di 250.000 euro erogato tra società collegate dodici anni prima del fallimento. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno adeguatamente valutato la solidità economica della società al momento dell'operazione, né hanno provato l'effettiva sussistenza del dolo, limitandosi a una generica valutazione di prevedibilità del rischio.
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