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Concordato In Appello — Anno 2022

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777 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: pena ridotta ma ricorso vietato
L'Imputato ha concordato la pena in secondo grado con la Procura Generale attraverso l'istituto del concordato in appello, ottenendo una riduzione della sanzione. Successivamente, il difensore ha presentato ricorso per Cassazione, lamentando il mancato proscioglimento immediato e la carenza di motivazione da parte del giudice d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno stabilito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia a tutti gli altri motivi di gravame, limitando i poteri decisori del giudice ai soli punti concordati. Di conseguenza, il magistrato di secondo grado non deve motivare sul mancato proscioglimento dell'imputato.
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Concordato in appello: stop ai ricorsi contro la pena
L'Imputato ha definito il proprio giudizio penale di secondo grado tramite un concordato in appello, accordandosi con il Procuratore Generale sull'entità della pena da scontare. Successivamente, L'Imputato ha presentato ricorso per cassazione, contestando l'omessa motivazione della sentenza in ordine al calcolo della pena e sollevando una questione di legittimità costituzionale contro la procedura semplificata di inammissibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile senza udienza pubblica. I giudici hanno chiarito che l'imputato non può lamentare vizi di motivazione sulla misura della sanzione liberamente concordata tra le parti, salvo il caso di una pena illegale. L'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: no al ricorso sul mancato proscioglimento
L'Imputato propone ricorso per cassazione avverso la sentenza emessa a seguito di concordato in appello, lamentando l'assenza di motivazione in ordine al mancato proscioglimento. La Corte di Cassazione osserva che l'impugnazione riguarda motivi non consentiti dalla legge. L'Imputato aveva infatti formalmente rinunciato ai motivi di appello inerenti alla responsabilità penale, limitando il giudizio esclusivamente al trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte dichiara la chiara inammissibilità dell'atto con procedura rapida. L'Imputato subisce la condanna al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Concordato in Appello: Ricorso Inammissibile, Costi a Carico
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da tre individui contro una sentenza che aveva applicato una pena concordata in appello. I ricorrenti contestavano tale decisione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha chiarito che, in caso di concordato in appello, le impugnazioni sono consentite solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o alla sua difformità dalla pronuncia del giudice, non per motivi a cui si è rinunciato o per la determinazione della pena, salvo che sia illegale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: bloccato il ricorso sulla pena pattuita
L'Imputato, condannato per il reato di usura, aveva raggiunto un concordato in appello ottenendo la riduzione della pena a due anni e otto mesi di reclusione oltre alla multa. Successivamente, L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di motivazione sulla quantificazione della pena concordata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, una volta scelto il concordato in appello, non è possibile contestare in sede di legittimità la motivazione del calcolo della sanzione liberamente pattuita, salvo che la pena sia illegale. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in Appello: La Cassazione Ferma il Ricorso Dopo l’Accordo
Un imputato, condannato per reati come furto aggravato ed estorsione, aveva raggiunto un accordo per una riduzione di pena in appello, tramite il cosiddetto concordato in appello. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della legge penale e la mancata concessione di un beneficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che chi accetta un concordato in appello rinuncia a contestare le questioni concordate, precludendo ulteriori impugnazioni su tali punti. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello e ricorso vietato: l’accordo è vincolante
L'Imputato, condannato per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, ha sottoscritto un concordato in appello. Tramite questo patto, le parti hanno rideterminato la pena a un anno e due mesi di reclusione e l'imputato ha rinunciato agli altri motivi d'impugnazione. Successivamente, L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando un vizio di motivazione del giudice d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accordo stabilito con il concordato in appello preclude qualunque successivo ricorso sui punti rinunciati. Di conseguenza, la Corte ha condannato L'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in appello: nessun ricorso sulla pena
L'Imputato ha concordato in secondo grado una riduzione della pena a undici mesi di reclusione e duemila euro di multa per un reato di lieve entità sugli stupefacenti. Successivamente, la difesa ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione per contestare l'entità della sanzione concordata. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge impedisce infatti di mettere in discussione la misura della pena pattuita liberamente tra difesa e accusa quando il giudice di secondo grado l'abbia ritenuta congrua. Il concordato in appello presuppone l'accertamento definitivo della responsabilità già svolto nel primo grado di giudizio. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Inammissibile: L’accordo in appello blocca la Cassazione
Un Lavoratore, condannato per rapina aggravata, aveva ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un "concordato in appello", un accordo tra le parti per definire il processo. Nonostante l'accordo, il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di motivazione sulla sua colpevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, in presenza di un concordato in appello, i motivi di ricorso sono limitati a specifiche questioni procedurali, non potendo riguardare aspetti già accettati o rinunciati. La contestazione sulla colpevolezza, in questo contesto, non rientrava tra i motivi ammissibili, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Pena pattuita e ricorso: i limiti del concordato in appello
Due imputati hanno concordato la pena in secondo grado per reati legati a sostanze stupefacenti e detenzione di armi. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso per Cassazione contestando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. I giudici hanno stabilito che il concordato in appello preclude la possibilità di contestare questioni a cui la parte ha rinunciato durante l'accordo. La quantificazione della pena pattuita chiude definitivamente la discussione sulle attenuanti. La Suprema Corte ha condannato entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese e al versamento di quattromila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in appello: nessun obbligo di assoluzione
Un imputato, condannato per il reato di estorsione, ottiene una riduzione concordata della pena in secondo grado tramite l'istituto del patteggiamento in appello. Successivamente, il soggetto propone ricorso per cassazione lamentando che la Corte territoriale ha omesso di motivare circa la mancata applicazione del proscioglimento immediato. I giudici supremi dichiarano il ricorso inammissibile. L'accordo sui motivi di impugnazione comporta la rinuncia a tutte le altre censure. Il giudice di appello non è quindi tenuto a verificare o motivare l'assenza di cause di non punibilità quando accoglie l'intesa sanzionatoria formulata dalle parti.
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Concordato in appello: accordo raggiunto e ricorso inammissibile
L'imputato ha stipulato un concordato in appello per rideterminare la sanzione inflitta per reati legati agli stupefacenti, rinunciando agli ulteriori motivi di gravame. Dopo la sentenza favorevole che recepiva l'intesa, l'imputato ha comunque promosso ricorso per cassazione, lamentando l'omessa motivazione sull'eventuale proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno stabilito che l'accordo preclude contestazioni relative ai motivi abbandonati o alla mancata valutazione dell'assoluzione d'ufficio. Il ricorso resta consentito solo in caso di vizi sul consenso o di difformità della decisione rispetto ai patti. L'imputato ha subito la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concordato e Rinunce: Inammissibilità Ricorso Penale Confermato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dei ricorsi penali presentati da tre individui condannati per reati di droga e associazione a delinquere. Uno dei ricorrenti aveva già definito la sua posizione con un concordato in appello, rinunciando a ulteriori contestazioni. Gli altri due avevano rinunciato a gran parte dei motivi di appello, accettando la riduzione della pena. La Suprema Corte ha ribadito che accordi precedenti o rinunce formali precludono nuove impugnazioni su aspetti già definiti, confermando l'inammissibilità ricorso penale e le condanne.
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Concordato in appello: accordo sulla pena e stop al ricorso
L'Imputato, condannato in primo grado per il reato di evasione, ha ottenuto una riduzione della pena mediante l'istituto del concordato in appello, accettando l'accordo proposto con la Procura Generale. Successivamente, l'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione, lamentando violazioni di legge e difetti di motivazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici hanno chiarito che, una volta perfezionato il concordato in appello, l'imputato non può riproporre le doglianze a cui ha espressamente rinunciato. Il ricorso in sede di legittimità resta consentito unicamente per contestare la formazione della volontà negoziale, la mancanza di consenso del Pubblico Ministero o la divergenza tra la sentenza e l'accordo raggiunto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Pena Concordata vs. Aggravante: Inammissibilità Ricorso Penale
La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da tre imputati contro una sentenza d'appello che aveva applicato una pena concordata. Gli imputati contestavano la sussistenza di una circostanza aggravante, ma la Corte ha ribadito che, in caso di concordato in appello, le questioni rinunciate o quelle relative alla qualificazione giuridica del fatto non possono essere riproposte in Cassazione. L'unico motivo di ricorso ammissibile in questi casi è l'irrogazione di una pena illegale. I ricorsi sono stati quindi respinti, con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
Un imputato, condannato per vari reati tra cui turbativa d'asta e associazione per delinquere, ha concordato la pena in secondo grado con il Procuratore Generale. La Corte d'Appello ha ratificato l'accordo accogliendo la quantificazione richiesta. Successivamente, l'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando la mancata assoluzione immediata e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il concordato in appello preclude la possibilità di riproporre censure su motivi oggetto di espressa rinuncia o su vizi di merito della pena, salvo i casi di sanzione illegale o vizi nel consenso. L'imputato perde il ricorso ed è condannato alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione: Inammissibilità per Sentenza da Concordato in Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso in Cassazione presentato da un imputato. L'imputato contestava la sentenza d'appello ottenuta tramite un concordato in appello, sostenendo un errore di diritto per la mancata verifica di cause di proscioglimento. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, per le sentenze derivanti da concordato in appello, il ricorso è ammissibile solo per specifiche violazioni di legge, come previsto dall'Art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tentata Rapina vs. Furto: La Qualificazione Giuridica del Reato in Cassazione
Un Imputato, condannato per tentata rapina, aveva raggiunto un accordo in appello per la riduzione della pena. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la qualificazione giuridica del reato, sostenendo che si trattasse di tentato furto aggravato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, in caso di accordo in appello, la contestazione sulla qualificazione giuridica del fatto è ammissibile solo se la qualificazione è "palesemente eccentrica" rispetto all'accusa. Nel caso specifico, l'uso di minacce giustificava la tentata rapina, rendendo il ricorso non valido. L'Imputato è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: l’accordo sulla pena blocca il ricorso
L'Imputato ha raggiunto un concordato in appello per reati legati allo spaccio di stupefacenti. Successivamente l'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il giudice ha chiarito che l'accordo sulla pena in appello comporta la rinuncia agli altri motivi di difesa. Tale rinuncia preclude qualsiasi ulteriore verifica di merito, anche di ufficio. Di conseguenza l'Imputato perde il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in appello: accordo sulla pena e ricorso vietato
L'Imputato, condannato per reati inerenti alle armi, ha stipulato un concordato in appello con la Procura generale per ottenere la rideterminazione della pena a un anno e dieci mesi di reclusione, rinunciando contestualmente a tutti gli altri motivi di gravame. Nonostante l'accordo raggiunto e recepito dalla corte territoriale, la difesa ha presentato ricorso per Cassazione contestando questioni già rinunciate. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno chiarito che la rinuncia ai motivi vincola definitivamente la difesa ed esonera la corte d'appello dal riesaminare le questioni abbandonate, salvo vizi sul consenso o pene illegali. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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