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Complesso Aziendale

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'intera organizzazione dell'impresa, comprensiva di tutte le sue sedi, reparti e unità produttive. Di norma, la platea dei licenziabili coincide con il complesso aziendale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento illegittimo: quando il complesso aziendale cambia le regole
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento illegittimo e complesso aziendale. Un Lavoratore era stato licenziato da una compagnia aerea a seguito di una procedura di licenziamento collettivo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'esistenza di un unico complesso aziendale tra la compagnia e un'altra entità collegata, stabilendo che i licenziamenti avrebbero dovuto considerare tutti i dipendenti di entrambe le società. La compagnia aerea ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e ha condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore del Lavoratore, confermando l'orientamento sulla rinuncia al ricorso.
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Licenziamento illegittimo: L’azienda rinuncia, il lavoratore vince le spese
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento illegittimo. Un lavoratore era stato licenziato da un'azienda aerea. I giudici precedenti avevano stabilito che il licenziamento era illegittimo perché due società, pur separate formalmente, costituivano un unico 'complesso aziendale'. Questo significava che l'azienda avrebbe dovuto considerare tutti i dipendenti di entrambe le entità per la procedura di licenziamento collettivo. L'azienda ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il processo e ha condannato l'azienda a pagare le spese legali al lavoratore.
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Licenziamento collettivo: no alla platea limitata, vince il lavoratore
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul licenziamento collettivo e la platea dei dipendenti da considerare. Un'azienda non può limitare la selezione dei lavoratori da licenziare ai soli dipendenti di una specifica sede o reparto, ma deve, di regola, estenderla a tutto il 'complesso aziendale'. Restringere la platea è possibile solo se l'azienda fornisce motivazioni oggettive e specifiche legate a esigenze tecnico-produttive che rendono non fungibili i lavoratori di sedi diverse. In caso contrario, come nella vicenda analizzata, il licenziamento è illegittimo e il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Azienda, confermando la vittoria del Lavoratore.
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Licenziamento collettivo: reintegro se la scelta è limitata a una sede
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento nell'ambito di una procedura collettiva. L'Azienda aveva limitato la scelta dei lavoratori da licenziare a una sola sede, nonostante la riorganizzazione riguardasse l'intera struttura nazionale. Questa decisione costituisce una violazione dei criteri di scelta del licenziamento collettivo. La Corte ha stabilito che, in assenza di specifiche e comprovate ragioni tecnico-produttive, la platea dei lavoratori da confrontare deve estendersi a tutto il 'complesso aziendale'. La violazione non è meramente formale ma sostanziale, comportando l'annullamento del licenziamento e il diritto del Lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro.
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Bancarotta Fraudolenta: Ristorante Svuotato per Fuggire dai Debiti
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore e della sua coniuge. L'amministratore aveva prima causato il fallimento della sua società di ristorazione omettendo di versare oltre 800.000 euro di tasse e contributi. Successivamente, per salvare l'attività, aveva trasferito l'intero ristorante a una nuova società, gestita dalla moglie, a un prezzo irrisorio e mai interamente pagato. Questa operazione è stata giudicata una distrazione di beni finalizzata a sottrarre l'azienda ai creditori. La Corte ha stabilito che sia l'omissione dei versamenti fiscali sia la cessione fittizia costituiscono reato.
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Licenziamento collettivo: illegittimo se limitato
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la selezione dei lavoratori da licenziare ai soli dipendenti di una sede in chiusura. Secondo la Corte, in assenza di comprovate ragioni tecniche e organizzative, la platea di comparazione deve estendersi all'intero complesso aziendale, includendo tutti i lavoratori con professionalità fungibili. La violazione di questo principio comporta l'applicazione della tutela reintegratoria.
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Licenziamento collettivo: i criteri di scelta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8815/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede. La Corte ha ribadito che, di norma, la comparazione deve avvenire sull'intero 'complesso aziendale' e che la distanza geografica non è una giustificazione sufficiente per restringere l'ambito di scelta. Tale violazione dei criteri di scelta è considerata un vizio sostanziale, che comporta il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
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Licenziamento collettivo: limiti alla scelta territoriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8750/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei dipendenti a una sola sede, senza fornire adeguate ragioni tecnico-produttive. La Corte ha stabilito che la scelta dei lavoratori da licenziare deve avvenire, di norma, considerando l'intero complesso aziendale e che la violazione di tale principio costituisce un vizio sostanziale che comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento collettivo: limiti geografici illegittimi
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede geografica, senza dimostrare l'infungibilità delle mansioni con il personale di altre sedi. La violazione dei criteri di scelta comporta il diritto alla reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento collettivo: l’intera azienda va inclusa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1948/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui un'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da selezionare a una sola sede. La Corte ha ribadito che, salvo specifiche e comprovate esigenze tecnico-produttive, la comparazione deve avvenire sull'intero complesso aziendale. La distanza geografica e i costi di trasferimento non sono, di per sé, ragioni sufficienti a derogare a questo principio, configurando una violazione sostanziale dei criteri di scelta che comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento collettivo: limiti scelta dipendenti
In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola unità produttiva, usando come giustificazione la "comoda raggiungibilità" di altre sedi. La Corte ha stabilito che tale criterio è soggettivo e non valido. La scelta deve includere tutti i lavoratori con professionalità fungibili nell'intero complesso aziendale, a meno che non sussistano ragioni tecniche e organizzative oggettive, chiaramente specificate.
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Distrazione fraudolenta: quando è reato il subentro?
La Cassazione annulla una condanna per distrazione fraudolenta, stabilendo che il semplice 'subentro' in un'attività d'impresa da parte di una nuova società non costituisce reato se non viene provato l'effettivo trasferimento di beni aziendali con valore economico. La mera prosecuzione dell'attività, l'utilizzo degli stessi locali o dipendenti non sono sufficienti a configurare la condotta illecita.
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