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Comodato Gratuito

33 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto con cui una parte consegna all'altra un bene affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l'obbligo di restituirlo senza pagare un corrispettivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esenzione ICI comodato: accordo tra parti ed estinzione
Un Ente proprietario di immobili destinati al culto ha concesso i locali a una Diocesi tramite contratto a titolo gratuito, rivendicando l'esenzione ICI comodato. L'Amministrazione Comunale ha notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento del tributo, sostenendo la necessità dell'utilizzo diretto del bene da parte del titolare. Dopo le sentenze favorevoli all'Ente nei gradi di merito, l'Amministrazione ha presentato ricorso per Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo globale per chiudere tutte le pendenze economiche. Avendo versato gli importi concordati, l'Amministrazione ha rinunciato formalmente al ricorso, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo con compensazione totale delle spese di giudizio.
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Comodato d’uso: l’occupante deve restituire l’immobile e risarcire
Una proprietaria ha concesso un immobile in comodato d'uso gratuito a un'occupante. Successivamente, ha chiesto la restituzione dell'immobile e un risarcimento per l'occupazione. L'occupante ha sostenuto che si trattava di una locazione di fatto e che l'immobile fosse abusivo. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che il contratto era un comodato senza termine. Ha quindi rigettato il ricorso dell'occupante, confermando l'obbligo di restituzione dell'immobile e il pagamento dell'indennità. Le argomentazioni sulla locazione di fatto e sull'abuso dell'immobile sono state ritenute infondate o tardive.
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Interversione del possesso e usucapione tra familiari
Un familiare ha abitato e ristrutturato una mansarda di proprietà paterna a partire dal 1976, sostenendo in autonomia ogni spesa edilizia e fiscale. Successivamente ha chiesto l'accertamento dell'usucapione dell'immobile. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che il godimento derivasse da un comodato gratuito o da semplici atti di tolleranza familiare. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'occupante, chiarificando i presupposti per l'interversione del possesso. Costruire, ristrutturare integralmente un immobile a proprie spese e pagarne le imposte costituiscono condotte materiali potenzialmente idonee a trasformare la semplice detenzione in possesso utile per l'usucapione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa al giudice d'appello per verificare se la condotta manifestasse un possesso esclusivo.
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Comandante condannato, ma la Prescrizione reato induzione indebita salva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per induzione indebita, revocando anche la confisca dei beni. Un ex Comandante della Guardia di Finanza era stato accusato di aver indotto un imprenditore a concedergli un'auto in comodato gratuito durante una verifica fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che il reato era estinto per prescrizione, calcolando il tempus commissi delicti (momento di commissione del reato) alla data di consegna dell'auto (dicembre 2010). Poiché il termine massimo di dieci anni era scaduto prima della sentenza d'appello, il reato non poteva più essere perseguito. La confisca è stata revocata perché basata su una norma non ancora in vigore all'epoca dei fatti.
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Prelievi illeciti e auto ceduta: bancarotta fraudolenta patrimoniale
L'Amministratore di una società insolvente ha prelevato oltre duecentomila euro dai conti societari prima e dopo il fallimento, cedendo inoltre un veicolo aziendale di pregio in comodato gratuito a un terzo che lo ha poi alienato. L'imputato ha omesso di consegnare le scritture contabili al curatore, cercando in sede giudiziaria di derubricare i fatti a reati colposi e invocando la particolare tenuità del danno. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La Corte ha chiarito che il comodato ingiustificato e i prelievi non autorizzati integrano una piena distrazione lesiva della garanzia patrimoniale dei creditori.
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Comodato immobile e recesso del comproprietario minoritario
Una comproprietaria di un quarto di un immobile commercializzato in comodato gratuito ha manifestato la propria volontà di recedere dal contratto tramite raccomandata. Gli altri comproprietari, titolari dei tre quarti dell'immobile, hanno scelto di mantenere attivo il comodato a favore di una società terza. La proprietaria minoritaria ha richiesto un'indennità per il mancato godimento del bene. Il Giudice di Pace e il Tribunale hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti. La Corte stabilisce che in materia di comodato immobile e recesso del comproprietario, la decisione di sciogliere il prestito gratuito costituisce un atto di ordinaria amministrazione. La decisione della maggioranza delle quote vincola la minoranza. Il singolo comproprietario minoritario non può recedere autonomamente. Il ricorso della donna è stato respinto con condanna al pagamento delle spese giudiziarie.
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Bancarotta fraudolenta: condannati amministratori e consulente
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale a carico dei dirigenti di una società fallita, della legale rappresentante di un'azienda collegata e del loro consulente fiscale. Gli imputati avevano svuotato la società ormai insolvente concedendo gratuitamente in comodato i beni aziendali ad un'altra impresa di famiglia e pagando compensi sproporzionati al commercialista e all'amministratore di fatto. Inoltre, avevano iscritto in contabilità un debito fittizio di oltre quattrocentosettantamila euro per nascondere il dissesto. La Cassazione ha stabilito che la condanna del consulente professionale come concorrente esterno nel reato non viola i diritti di difesa, confermando l'illegittimità di tutte le operazioni compiute a danno dei creditori.
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Affitto a terzi ed esenzione ICI enti non commerciali
Un Ente senza scopo di lucro ha concesso in affitto un proprio immobile a una cooperativa per gestire un asilo nido e una scuola dell'infanzia, percependo un canone annuo. Il Comune ha emesso un avviso di accertamento richiedendo il pagamento dell'imposta municipale, contestando il diritto all'agevolazione fiscale. I giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso dell'ente ritenendo non commerciale l'attività svolta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, ribadendo che l'esenzione ICI enti non commerciali richiede l'utilizzo diretto dell'immobile da parte dell'ente proprietario. L'utilizzo indiretto consente l'esonero dal tributo solo se il bene viene concesso in comodato del tutto gratuito a un ente collegato per svolgere finalità meritevoli, escludendo qualunque forma di remunerazione economica.
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Sequestro preventivo immobile: l’intestazione fittizia bloccata
Un familiare ha impugnato il sequestro preventivo immobile disposto nell'ambito di indagini per reati tributari a carico dello zio. L'immobile, formalmente intestato al familiare, era occupato gratuitamente dallo zio ed era stato acquistato tramite un conto corrente alimentato da fondi di quest'ultimo. Il Tribunale ha ritenuto il bene fittiziamente intestato alla nipote ma nella reale disponibilità dell'indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della proprietaria formale: contro le misure cautelari reali non si possono contestare le valutazioni di fatto o la motivazione del giudice, a meno che essa non sia del tutto assente. L'esistenza di indizi precisi giustifica la misura. La familiare perde il ricorso e viene condannata alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Rimborso IVA: la Cassazione dà torto al Fisco contro l’azienda USA
Una società statunitense commissiona stampi industriali a una consociata tedesca, che li fa produrre in Italia da terzisti. La merce resta in Italia e viene concessa in comodato gratuito. Dopo una regolarizzazione fiscale con ravvedimento operoso e il pagamento dell'imposta da parte della società tedesca, la società statunitense richiede il Rimborso IVA, non potendola compensare per mancanza di operazioni attive in Italia. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso sollevando dubbi sulla tempestività delle fatture e sull'identificazione fiscale. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Fisco, confermando il diritto al rimborso della società estera. Il principio di neutralità dell'imposta prevale sui ritardi formali di fatturazione, una volta accertata l'effettività dell'operazione e del pagamento.
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Registrazione tardiva contratto locazione: l’affitto è valido
Le Proprietarie hanno intimato lo sfratto per morosità alla Conduttrice, subentrata nel contratto verbale di locazione della madre. La Conduttrice si è opposta sostenendo che il rapporto fosse un comodato gratuito e che la registrazione tardiva del contratto di locazione non fosse valida. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno invece accertato la validità della locazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Conduttrice, confermando che la registrazione tardiva contratto locazione sana la nullità iniziale con effetto retroattivo (ex tunc), rendendo legittima la richiesta dei canoni arretrati. Di conseguenza, la Conduttrice perde la causa ed è condannata a pagare le spese legali.
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Ammortamento beni in comodato: fisco battuto in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società la deduzione dei costi di ammortamento per macchinari concessi in comodato d'uso gratuito ai clienti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società, stabilendo un principio fondamentale sull'ammortamento beni in comodato. I giudici hanno chiarito che le quote di ammortamento sono deducibili anche se i macchinari si trovano presso i clienti. È sufficiente che i beni servano a facilitare l'uso dei prodotti venduti e a incrementare le vendite, rientrando così nel programma economico aziendale. La Cassazione ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame di tutti i punti non adeguatamente motivati dai giudici d'appello, tra cui le contestazioni su costi e IVA.
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Agevolazioni fiscali carburante agricolo: stop se cedi impianti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa agricola contro l'avviso di pagamento dell'Agenzia delle Dogane relativo al recupero delle accise. La Guardia di Finanza aveva accertato l'indebito utilizzo di agevolazioni fiscali carburante agricolo: i bruciatori per il riscaldamento delle serre erano stati ceduti in comodato a terzi e il carburante era consegnato alla sede amministrativa, priva di attività agricola. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della motivazione del fisco basata sul verbale di verifica (motivazione per relationem) e ha ritenuto corretto il calcolo delle imposte basato sull'effettiva incidenza dell'attività vivaistica residua, condannando la cooperativa al pagamento delle spese.
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Risoluzione del contratto per inadempimento: incassa e non cede
Un gruppo di soci ha stipulato un accordo per porre fine a forti contrasti nella gestione di alcune società. Un socio si era impegnato a rilasciare un immobile aziendale in cambio di una compensazione economica. Tuttavia, dopo aver incassato la somma, il socio ha concesso a se stesso l'immobile in comodato gratuito per sei anni. Di fronte alla richiesta di trasferire alcune quote societarie, gli altri soci hanno eccepito la gravità di questo comportamento. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento. I giudici hanno stabilito che trattenere l'immobile con un finto titolo di detenzione, dopo aver incassato il denaro, costituisce un tradimento insanabile dell'accordo complessivo, giustificando lo scioglimento definitivo di ogni intesa tra le parti.
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Comodato gratuito tra madre e figlio: dalla lite all’accordo
La controversia nasce dall'occupazione senza titolo di un immobile da parte de Il Figlio, a seguito della revoca del comodato gratuito a tempo indeterminato precedentemente concesso da La Madre. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, la vicenda giunge davanti alla Corte di Cassazione. Prima della decisione dei giudici di legittimità, le parti firmano un accordo transattivo, rinunciando reciprocamente alle rispettive pretese e ai giudizi pendenti. La Suprema Corte prende atto dell'accordo e dichiara l'estinzione del processo per rinuncia bilaterale, compensando interamente le spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Esclusione del socio: quando il sospetto perde contro la legge
Una società di persone decide l'esclusione del socio accusandolo di concorrenza sleale e di aver concesso macchinari in comodato gratuito a una ditta terza riconducibile alla moglie. I giudici di merito annullano la delibera, ritenendo le condotte non abbastanza gravi da compromettere l'attività sociale. Il socio amministratore ricorre in Cassazione. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando l'annullamento della delibera. La Corte stabilisce che la valutazione sulla gravità dell'inadempimento spetta esclusivamente ai giudici di merito. Di conseguenza, l'esclusione del socio viene dichiarata definitivamente illegittima, con la vittoria degli eredi del socio estromesso.
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Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte: nuora condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione per una donna accusata di concorso in sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Il suocero, gravato da ingenti debiti fiscali per oltre 144.000 euro, aveva trasferito denaro sul conto della nuora per acquistare un immobile, poi concesso in comodato gratuito allo stesso suocero. La difesa sosteneva la tesi della donazione familiare e la mancanza di dolo. I giudici hanno invece ritenuto l'operazione un espediente fraudolento per svuotare il patrimonio del debitore e sottrarlo alla riscossione esattoriale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che il reato è di pericolo e si perfeziona con il compimento di atti idonei a ostacolare il recupero del credito erariale, indipendentemente dal successo dell'evasione.
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Accertamento induttivo: scontro su uso gratuito e fisco
Una società concessionaria impugna l'accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate, che contestava la concessione gratuita di un immobile a un'altra società con la stessa compagine sociale, considerandola un'operazione antieconomica. Dopo la conferma della decisione nei gradi di merito, la società ricorre in Cassazione. La sesta sezione civile, accogliendo la richiesta della contribuente di riunire il procedimento ad altri ricorsi simili pendenti per diverse annualità d'imposta, dispone la rimessione della causa alla quinta sezione tributaria per la trattazione congiunta.
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Usucapione di beni immobili: possesso o comodato gratuito?
Un artigiano occupa da anni dei locali come falegnameria, rivendicando l'acquisto per usucapione di beni immobili. Il proprietario ne chiede la restituzione, sostenendo che l'occupazione derivi da un iniziale contratto di locazione o comodato, configurando una semplice detenzione e non un possesso utile a usucapire. Dopo alterne decisioni nei precedenti gradi di giudizio, la Corte d'Appello ordina il rilascio dei locali qualificando il rapporto originario come comodato gratuito. L'occupante ricorre in Cassazione contestando tale qualificazione e la violazione delle regole sul possesso. La Suprema Corte, rilevata la complessità delle questioni giuridiche relative alla distinzione tra possesso e detenzione, decide con ordinanza interlocutoria di rinviare la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito, rimandando la decisione finale.
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Esenzione IMU: S.r.l. paga anche se l’uso è non profit
Una società a responsabilità limitata, proprietaria di alcuni immobili concessi in comodato gratuito a un'associazione non profit per attività di recupero sociale, ha impugnato un avviso di accertamento del Comune per il mancato pagamento dell'imposta municipale. La contribuente invocava l'esenzione IMU prevista per gli enti non commerciali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che l'esenzione IMU richiede la presenza contemporanea di requisiti oggettivi e soggettivi. Anche in caso di comodato a un ente non profit, il proprietario concedente deve essere un ente non commerciale. Poiché la proprietaria è una società di capitali (S.r.l.), avente natura commerciale per definizione di legge, l'agevolazione non può essere applicata, confermando così la legittimità della pretesa tributaria del Comune.
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