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Legge 213/2023

10 provvedimenti

Esenzione IMU: S.r.l. paga anche se l’uso è non profit
Una società a responsabilità limitata, proprietaria di alcuni immobili concessi in comodato gratuito a un'associazione non profit per attività di recupero sociale, ha impugnato un avviso di accertamento del Comune per il mancato pagamento dell'imposta municipale. La contribuente invocava l'esenzione IMU prevista per gli enti non commerciali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che l'esenzione IMU richiede la presenza contemporanea di requisiti oggettivi e soggettivi. Anche in caso di comodato a un ente non profit, il proprietario concedente deve essere un ente non commerciale. Poiché la proprietaria è una società di capitali (S.r.l.), avente natura commerciale per definizione di legge, l'agevolazione non può essere applicata, confermando così la legittimità della pretesa tributaria del Comune.
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Esenzione IMU negata: la S.r.l. non profit deve pagare
Una società immobiliare (S.r.l.) ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso da un Comune, rivendicando l'agevolazione per un immobile concesso in comodato gratuito a un'associazione non profit. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, negando l'Esenzione IMU (e ICI). I giudici hanno chiarito che, per beneficiare dello sconto fiscale, non basta che l'utilizzatore sia un ente non profit, ma è indispensabile che anche il proprietario (comodante) possieda la natura di ente non commerciale. Trattandosi di una società di capitali, la natura commerciale del proprietario esclude a priori l'agevolazione, a nulla rilevando l'assenza concreta di scopo di lucro o il controllo societario da parte di enti assistenziali. La società è stata quindi condannata al pagamento del tributo.
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Esenzione IMU comodato: la società commerciale paga lo stesso
Una società a responsabilità limitata, proprietaria di un immobile concesso in comodato gratuito a un'associazione no-profit per attività assistenziali, ha richiesto l'esenzione IMU comodato. Il Comune ha negato l'agevolazione, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società proprietaria. I giudici hanno chiarito che l'esenzione spetta solo se sia il proprietario (comodante) sia l'utilizzatore (comodatario) sono enti non commerciali. Essendo la proprietaria una società di capitali commerciale, non può beneficiare dello sconto fiscale, a prescindere dall'uso sociale dell'immobile e dai legami con l'associazione. La società è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Esenzione IMU: perché una S.r.l. inattiva deve comunque pagare
Una società a responsabilità limitata ha concesso in comodato gratuito un proprio immobile a un'associazione per il recupero di tossicodipendenti. La società ha richiesto l'esenzione IMU sostenendo di essere inattiva e che l'immobile fosse usato per fini sociali. Il Comune ha negato l'agevolazione, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune. I giudici hanno stabilito che l'esenzione IMU richiede la contemporanea presenza di requisiti oggettivi e soggettivi. Anche in caso di comodato, il proprietario dell'immobile deve essere tassativamente un ente non commerciale. Una società di capitali, anche se inattiva o posseduta da una cooperativa, mantiene la sua natura commerciale e non può quindi beneficiare dello sconto fiscale. La società deve pagare l'imposta e le spese legali.
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Esenzione IMU enti non commerciali: negata al proprietario privato
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per ottenere l'esenzione IMU enti non commerciali nel caso di immobili concessi in comodato. Un cittadino privato aveva impugnato un avviso di pagamento relativo a un immobile di sua proprietà, utilizzato gratuitamente da un'associazione sportiva dilettantistica. Il contribuente sosteneva di aver diritto all'agevolazione poiché l'attività svolta era di tipo sportivo e non lucrativo. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'esenzione richiede la contemporanea presenza di requisiti soggettivi e oggettivi. Poiché il proprietario era una persona fisica e non un ente non commerciale, il beneficio non poteva essere riconosciuto. La sentenza sottolinea che il legame funzionale tra comodante e comodatario deve sussistere tra due enti non commerciali appartenenti alla medesima struttura organizzativa.
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Esenzione IMU comodato: guida alle nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU comodato spetta anche agli immobili di enti pubblici concessi in uso a terzi per finalità sociali, a condizione che sussista un chiaro collegamento funzionale o strutturale tra il proprietario e l'ente utilizzatore. La sentenza chiarisce che l'uso indiretto dell'immobile non preclude l'agevolazione fiscale se l'attività svolta rientra in una collaborazione sinergica per scopi assistenziali o sanitari.
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Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
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Plusvalenza da esproprio: la prova spetta al Fisco
Una contribuente vende un terreno a una società ferroviaria in una procedura di esproprio. L'Agenzia delle Entrate tassa la plusvalenza, ma la Cassazione conferma l'annullamento dell'avviso. La plusvalenza da esproprio è tassabile solo se il terreno si trova in zone omogenee A, B, C o D. L'onere di provare tale collocazione grava sull'Amministrazione Finanziaria. Poiché il terreno era in "zona F" (servizi pubblici), la tassazione era illegittima.
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Esenzione IMU università: i limiti dell’uso indiretto
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema dell'esenzione IMU università, analizzando un caso complesso di utilizzo indiretto degli immobili. L'ordinanza stabilisce che l'esenzione è ammissibile se l'immobile è usato da un altro ente non commerciale con cui esiste un rapporto di stretta strumentalità e 'compenetrazione' funzionale, come tra due atenei nati da una scissione. Tuttavia, l'agevolazione viene negata se l'immobile, pur concesso a un altro ente no-profit, viene poi da questo locato per attività commerciali, interrompendo così il nesso con la finalità istituzionale.
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Esenzione IMU immobile locato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU per un immobile locato a un ente non commerciale non è applicabile. Se il proprietario percepisce un canone di locazione, l'uso a fini di lucro dell'immobile fa decadere il beneficio, indipendentemente dall'attività svolta dall'inquilino. La sentenza ribalta la decisione di merito, accogliendo il ricorso dell'agente di riscossione.
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