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Ammortamento beni in comodato: fisco battuto in Cassazione

L’Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società la deduzione dei costi di ammortamento per macchinari concessi in comodato d’uso gratuito ai clienti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società, stabilendo un principio fondamentale sull’ammortamento beni in comodato. I giudici hanno chiarito che le quote di ammortamento sono deducibili anche se i macchinari si trovano presso i clienti. È sufficiente che i beni servano a facilitare l’uso dei prodotti venduti e a incrementare le vendite, rientrando così nel programma economico aziendale. La Cassazione ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame di tutti i punti non adeguatamente motivati dai giudici d’appello, tra cui le contestazioni su costi e IVA.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 18431 Anno 2026
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Ammortamento beni in comodato: la svolta della Cassazione

Le aziende utilizzano spesso strategie commerciali per fidelizzare i clienti e aumentare le vendite. Una di queste consiste nel concedere macchinari in uso gratuito. Tuttavia, il fisco solleva frequentemente dubbi sulla deducibilità di questi costi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza sull’ammortamento beni in comodato, stabilendo regole precise a favore delle imprese. I giudici hanno stabilito che i costi per l’acquisto di questi macchinari si possono ammortizzare anche se i beni non sono usati direttamente nei locali aziendali.

Il caso concreto e le contestazioni del fisco

Una Società attiva nel settore industriale ha ricevuto un avviso di accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria. L’ufficio contestava diverse voci di bilancio relative a un vecchio anno d’imposta. Tra le contestazioni principali spiccava il recupero a tassazione delle quote di ammortamento di alcuni macchinari chiudi contenitori. La Società aveva acquistato questi strumenti e li aveva concessi in comodato d’uso gratuito ai propri clienti. Secondo l’Amministrazione Finanziaria, questi costi non erano deducibili perché i macchinari non venivano impiegati direttamente nell’attività produttiva interna della Società. I giudici di secondo grado avevano inizialmente dato ragione al fisco, ritenendo i costi indeducibili.

Le regole per l’ammortamento beni in comodato

La decisione della Suprema Corte ha ribaltato questo orientamento restrittivo, ridefinendo i confini dell’ammortamento beni in comodato. La legge fiscale permette di dedurre le quote di ammortamento dei beni materiali strumentali per l’esercizio dell’impresa. I giudici di legittimità hanno chiarito che un bene è strumentale quando serve a raggiungere lo scopo aziendale, ossia produrre utili. Non è quindi necessario che il macchinario si trovi fisicamente presso la sede del contribuente. Il comodato d’uso gratuito ai clienti è una scelta commerciale legittima che mira a incrementare le vendite dei prodotti principali. Di conseguenza, il costo di acquisto di tali beni rientra pienamente tra le spese deducibili.

Le motivazioni della decisione sui macchinari concessi ai clienti

Le motivazioni della decisione sui macchinari concessi ai clienti si fondano sul principio di inerenza (il legame tra il costo e l’attività d’impresa). La Cassazione ha spiegato che l’inerenza non richiede un collegamento diretto con un ricavo specifico. È sufficiente che la spesa sia coerente con l’attività economica generale dell’impresa. Nel caso esaminato, i macchinari servivano ai clienti per utilizzare meglio i prodotti forniti dalla Società. Questa dinamica favorisce lo sviluppo dei rapporti commerciali e la diffusione del marchio sul mercato. Pertanto, i costi di ammortamento concorrono alla realizzazione del programma economico aziendale e devono essere considerati deducibili. La Corte ha inoltre rilevato che i giudici d’appello avevano omesso di pronunciarsi su altri punti decisivi, come le spese per materie prime e servizi.

Le conclusioni della Cassazione sulla deducibilità dei costi

Le conclusioni della Cassazione sulla deducibilità dei costi segnano un punto a favore dei contribuenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Società per quanto riguarda l’ammortamento dei macchinari e ha riscontrato gravi carenze di motivazione nella sentenza d’appello su altre contestazioni minori. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado. Questo giudice dovrà riesaminare il caso applicando il principio di diritto enunciato e valutando correttamente le prove fornite dalla Società. Le imprese possono quindi continuare a concedere strumenti in comodato ai clienti, con la certezza di poter dedurre i relativi ammortamenti se dimostrano l’utilità commerciale dell’operazione.

È possibile dedurre l’ammortamento di macchinari dati in comodato ai clienti?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che le quote di ammortamento sono deducibili se i macchinari servono a incrementare le vendite e a consolidare i rapporti commerciali con i clienti.

I beni strumentali devono trovarsi per forza nella sede dell’azienda per essere deducibili?
No, non è necessario che i beni siano collocati presso il contribuente, purché siano impiegati per raggiungere lo scopo dell’impresa e produrre utili.

Cosa si intende per principio di inerenza dei costi aziendali?
Si tratta della regola secondo cui un costo è deducibile se è correlato in senso ampio all’attività d’impresa e risulta potenzialmente idoneo a generare ricavi.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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