La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo che coltivava due piante di marijuana in casa. Sebbene il numero di piante fosse esiguo, l'imputato utilizzava attrezzature specifiche come lampade, fertilizzanti e un sistema di ventilazione per aumentare la produzione. Secondo i giudici, questi accorgimenti escludono la natura rudimentale della coltivazione. Di conseguenza, il fatto non rientra nella nozione di 'coltivazione domestica stupefacenti' non punibile, destinata a un uso strettamente personale. La Corte ha ritenuto che tali tecniche indicassero una finalità produttiva superiore al fabbisogno personale, confermando così il reato.
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