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Coltivazione Domestica Stupefacenti

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Coltivazione domestica stupefacenti: condannato per 2 piante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo che coltivava due piante di marijuana in casa. Sebbene il numero di piante fosse esiguo, l'imputato utilizzava attrezzature specifiche come lampade, fertilizzanti e un sistema di ventilazione per aumentare la produzione. Secondo i giudici, questi accorgimenti escludono la natura rudimentale della coltivazione. Di conseguenza, il fatto non rientra nella nozione di 'coltivazione domestica stupefacenti' non punibile, destinata a un uso strettamente personale. La Corte ha ritenuto che tali tecniche indicassero una finalità produttiva superiore al fabbisogno personale, confermando così il reato.
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Coltivazione domestica stupefacenti: i limiti legali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che la quantità di sostanza e di principio attivo rinvenuta era tale da escludere la fattispecie della coltivazione domestica stupefacenti per uso personale, confermando così le sentenze di merito. Il ricorso è stato ritenuto generico e manifestamente infondato.
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Coltivazione domestica stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di produzione di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la coltivazione domestica stupefacenti, sebbene in quantità modesta, non era destinata all'uso personale a causa delle tecniche avanzate utilizzate, del quantitativo di dosi ricavabili e della provata cessione a terzi.
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Coltivazione domestica stupefacenti: quando è reato
La Cassazione conferma la condanna per coltivazione domestica stupefacenti. Anche poche piante sul balcone, senza sistemi professionali, possono integrare il reato se le modalità sono incompatibili con l'uso personale, senza necessità di una perizia tossicologica.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la coltivazione domestica di 21 piante di cannabis. La Corte ha confermato che un numero così elevato di piante, anche se giovani e con basso principio attivo, impedisce di qualificare il fatto come non punibile, sia per uso personale sia per particolare tenuità del fatto. Questa ordinanza rafforza il principio secondo cui la quantità di piante è un criterio decisivo nella valutazione della coltivazione domestica stupefacenti.
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Coltivazione domestica stupefacenti: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che la coltivazione domestica stupefacenti non può essere considerata per uso personale, e quindi non punibile, quando il quantitativo ricavabile (in questo caso 388 dosi), unito al ritrovamento di un bilancino di precisione e bustine per il confezionamento, indica una destinazione allo spaccio e non a un consumo strettamente personale.
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