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Clausola Di Manleva

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo contrattuale con cui una parte si impegna a tenere indenne un'altra da eventuali perdite, spese o responsabilità derivanti da una determinata situazione, come i debiti verso un dipendente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Clausola di manleva e vecchi debiti: chi paga in condominio?
L'Acquirente Finale di un immobile chiede ai Venditori Intermedi il rimborso di ingenti oneri condominiali straordinari per lavori post-terremoto. I Venditori Intermedi chiamano in causa i Venditori Originari, invocando una clausola di manleva inserita nel contratto di compravendita del 1994. La Corte d'Appello condanna i Venditori Originari a pagare il capitale iniziale non versato. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso principale dei Venditori Originari e dichiarando inammissibile quello incidentale dei Venditori Intermedi. La Corte chiarisce che l'esistenza di un condominio convenzionale per la ricostruzione non esclude la responsabilità diretta dei singoli condomini per i debiti verso la ditta appaltatrice, e che la clausola di manleva opera pienamente per coprire l'inadempimento originario, escludendo però gli interessi moratori causati da ritardi processuali altrui.
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Clausola di manleva: la Cassazione ne limita l’efficacia
Una società di servizi ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un'azienda committente per il pagamento di prestazioni eseguite. L'azienda si è opposta invocando una clausola di manleva che la esonerava dalle pretese dei dipendenti dell'appaltatrice. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione basandosi sul solo testo letterale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso della società di servizi, stabilendo che l'interpretazione del contratto non può limitarsi al significato letterale delle parole. La clausola di manleva deve essere interpretata indagando la comune intenzione delle parti e il loro comportamento complessivo, limitando la garanzia alle sole pretese dei lavoratori sorte durante l'esecuzione dell'appalto e legate alla responsabilità solidale, escludendo i crediti maturati successivamente.
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Responsabilità da cose in custodia: paga chi accetta il ruolo
I proprietari di un appartamento estivo hanno subito danni da infiltrazioni d'acqua provenienti dall'immobile sovrastante. Il proprietario di quest'ultimo ha chiamato in causa il promissario acquirente, il quale si era impegnato con una scrittura privata a tenerlo indenne da future liti e aveva preso in custodia il bene. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato il promissario acquirente a risarcire i danni in base alla responsabilità da cose in custodia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del promissario acquirente. Quest'ultimo non ha contestato tempestivamente nei gradi precedenti la propria qualifica di custode, determinando un giudicato interno su questo punto. Di conseguenza, egli rimane l'unico responsabile del risarcimento, non potendo più rimettere in discussione il proprio ruolo di custode dell'immobile al momento del danno.
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Interposizione fittizia di manodopera: appalto nullo per Poste
Il Lavoratore ha svolto attività di trasporto per conto de L'Azienda, pur essendo formalmente assunto da un'impresa individuale terza. I giudici di merito hanno accertato che L'Azienda pianificava dettagliatamente i percorsi, forniva le attrezzature e dirigeva quotidianamente l'attività del dipendente, configurando un'ipotesi di interposizione fittizia di manodopera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso de L'Azienda, confermando la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente con quest'ultima. La Suprema Corte ha inoltre dichiarato nulla la clausola di manleva con cui l'appaltatore si impegnava a tenere indenne il committente, poiché contraria a norme imperative. L'Azienda è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Clausola di manleva e responsabilità in appalto
La Corte d'Appello di Genova, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha affrontato il tema dell'interpretazione di una clausola di manleva in un contratto di appalto. Il caso riguardava i danni strutturali subiti da un edificio confinante a causa di scavi per un'autorimessa. La Corte ha stabilito che l'obbligo del committente di sostenere i costi dell'assicurazione non si traduce in una garanzia automatica per la negligenza dell'appaltatore. La decisione chiarisce che, senza un accordo esplicito di garanzia, l'appaltatore rimane responsabile dei danni causati dalla propria condotta colposa.
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Clausola esonero responsabilità: inefficace vs terzi
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce l'inefficacia della clausola esonero responsabilità nei confronti di terzi danneggiati. Il caso riguardava una società ferroviaria condannata in solido con l'appaltatore per danni causati da errori di progettazione, nonostante una clausola contrattuale che attribuiva ogni responsabilità all'impresa esecutrice. La Corte ha stabilito che tali patti hanno valore solo tra le parti (committente e appaltatore) e non possono pregiudicare i diritti dei terzi, né quelli dell'assicuratore che si surroga nei loro diritti.
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Clausola di manleva: esclusi gli indennizzi da atto lecito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società ferroviaria contro la decisione di appello. La Corte ha confermato che una clausola di manleva in un contratto per opere pubbliche, che copre i 'danni contrattuali ed extracontrattuali', non si estende all'indennizzo dovuto a terzi per un pregiudizio derivante da un'attività lecita della Pubblica Amministrazione. L'interpretazione del contratto da parte del giudice di merito è stata ritenuta plausibile e non sindacabile in sede di legittimità.
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Clausola di manleva: come interpretarla correttamente
In un caso di cessione di quote societarie, la Cassazione ha stabilito che la clausola di manleva obbliga i venditori a rimborsare un debito fiscale sorto prima della cessione e pagato dagli acquirenti, senza che sia necessario accertarne nuovamente la fondatezza. L'interpretazione deve basarsi sul tenore letterale dell'accordo.
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Trasferimento ramo d’azienda: licenziamento e manleva
Una lavoratrice veniva licenziata nel contesto di una complessa operazione di trasferimento di ramo d'azienda che coinvolgeva tre società. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18805/2025, ha chiarito importanti principi. Ha stabilito che l'impugnazione del licenziamento va rivolta al datore di lavoro che lo ha emesso e a quello in carica al momento in cui l'atto ha prodotto effetto. Soprattutto, ha affermato la piena validità della clausola di manleva tra le società, specificando che essa non pregiudica i diritti del lavoratore ma regola solo i rapporti economici interni tra le imprese coinvolte nel trasferimento ramo d'azienda.
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