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Clausola 'A Prima Richiesta'

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una dicitura contrattuale ('a prima richiesta e senza eccezioni') che obbliga il garante a pagare immediatamente, su semplice richiesta del creditore, ed è l'elemento chiave per qualificare un accordo come contratto autonomo di garanzia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fideiussione a prima richiesta: basta la lettera per evitare la decadenza
Due garanti impugnano un decreto ingiuntivo emesso a favore di una società cessionaria del credito bancario per oltre ventitremila euro, invocando l'estinzione della garanzia per mancato avvio di un'azione giudiziaria entro sei mesi dalla scadenza. La Suprema Corte respinge il ricorso dei garanti. I giudici stabiliscono che la fideiussione a prima richiesta consente al creditore di evitare la decadenza semestrale mediante una semplice diffida stragiudiziale scritta, senza dover necessariamente instaurare una causa in tribunale entro quel termine. La Corte conferma inoltre la piena validità del credito bancario provato tramite estratto conto certificato, in assenza di puntuali e specifiche contestazioni contabili da parte degli opponenti.
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Contratto Autonomo di Garanzia: Banca Vince, Coobbligati Pagano
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni coobbligati che si opponevano alla richiesta di rimborso di una banca, la quale aveva pagato una garanzia rilasciata per una società concessionaria di giochi pubblici. Il punto centrale era la natura della polizza: una semplice fideiussione o un contratto autonomo di garanzia. La Corte ha stabilito che la presenza di clausole come il pagamento 'a prima richiesta e senza eccezioni' qualificava l'accordo come un contratto autonomo. Di conseguenza, i coobbligati non potevano sollevare contestazioni legate al rapporto principale. La Corte ha quindi respinto il loro ricorso, confermando la vittoria della banca.
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Interpretazione fideiussione: salvi i garanti nonostante la clausola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sull'interpretazione della fideiussione. La presenza di una clausola di 'pagamento a prima richiesta' non trasforma automaticamente la garanzia in un contratto autonomo, rendendo inapplicabile la tutela dell'art. 1957 c.c. Se lo stesso contratto richiama esplicitamente tale articolo, anche solo per estenderne i termini (in questo caso a 36 mesi), significa che le parti volevano mantenere il carattere accessorio della garanzia. Di conseguenza, se il creditore non agisce contro il debitore principale entro il termine pattuito, i fideiussori sono liberati dal loro obbligo. La Corte ha quindi dato ragione ai garanti, annullando la decisione precedente che li obbligava al pagamento.
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Decadenza Fideiussore: Lettera batte Causa se c’è la clausola
Un fideiussore si oppone a una richiesta di pagamento, sostenendo la nullità di alcune clausole della garanzia per violazione della normativa antitrust e la decadenza del creditore dal suo diritto. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo la nullità delle clausole anticoncorrenziali, ha dato ragione alla società creditrice sul punto decisivo. Ha stabilito che, in presenza di una clausola di pagamento 'a prima richiesta', per evitare la decadenza del fideiussore non è necessaria un'azione legale entro sei mesi. È sufficiente una semplice richiesta stragiudiziale di pagamento. La società creditrice vince quindi la causa perché la sua richiesta scritta, inviata tempestivamente, ha interrotto i termini per la decadenza del fideiussore.
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Fideiussione omnibus: validità e decadenza banca
La Corte d'Appello ha confermato la validità di una fideiussione omnibus e la correttezza dell'imputazione dei pagamenti effettuata da un istituto di credito. Il garante sosteneva che i versamenti rateali dovessero ridurre il debito oggetto di ingiunzione, ma la Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica indicazione del debitore al momento del pagamento, la banca può imputare le somme ad altri rapporti pendenti. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di decadenza ex art. 1957 c.c., poiché nei contratti con clausola a prima richiesta è sufficiente una diffida stragiudiziale per interrompere i termini.
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Contratto autonomo di garanzia: socio garante paga senza obiezioni
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dell'erede di un garante che si opponeva a una richiesta di pagamento di una banca. La Corte ha stabilito che il contratto firmato non era una semplice fideiussione, ma un vero e proprio contratto autonomo di garanzia. La presenza di clausole come il 'pagamento a semplice richiesta' e la rinuncia a opporre eccezioni slegava l'obbligo del garante da quello del debitore principale. Di conseguenza, il garante non poteva contestare il debito. Inoltre, la Corte ha chiarito che anche un garante socio di minoranza ha la possibilità di conoscere la situazione economica della società, e quindi non può essere liberato dall'obbligo se la banca concede nuovo credito. L'erede del garante ha perso la causa e deve pagare.
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Contratto autonomo di garanzia: guida alla Cassazione
Una compagnia assicurativa ha impugnato l'escussione di una polizza fideiussoria legata a una concessione pubblica, sostenendo che si trattasse di una fideiussione ordinaria. La Corte di Cassazione ha invece confermato la qualificazione di contratto autonomo di garanzia operata dai giudici di merito. La presenza della clausola 'a prima richiesta' trasforma la garanzia in uno strumento atipico, simile a una cauzione monetaria, che impedisce al garante di opporre eccezioni relative al rapporto di base tra l'amministrazione e il concessionario. La decisione ribadisce che l'interpretazione del contratto è riservata al giudice di merito e che il pagamento può essere sospeso solo in presenza di prove evidenti di condotta abusiva o fraudolenta del creditore.
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Contratto autonomo di garanzia: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo alla qualificazione di un contratto come fideiussione o contratto autonomo di garanzia. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente non ha riportato nel ricorso il testo del contratto oggetto di contestazione, violando il principio di autosufficienza dell'atto e impedendo alla Corte di esaminare il merito della questione.
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Clausola a prima richiesta: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a un contratto di garanzia bancaria. La Corte d'Appello aveva condannato una società garante al pagamento, interpretando una clausola di 'pagamento a prima richiesta' come indicativa di un contratto autonomo di garanzia, che impediva al garante di sollevare eccezioni. La società ha impugnato la decisione, sostenendo che si trattasse di una fideiussione ordinaria. La Cassazione, rilevando che la clausola non escludeva espressamente le eccezioni, ha ritenuto la questione meritevole di approfondimento e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per definire i criteri interpretativi della clausola a prima richiesta e i suoi effetti sulla tutela del garante.
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Clausola a prima richiesta: non è garanzia autonoma
Una banca ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che una garanzia con clausola a prima richiesta dovesse essere qualificata come contratto autonomo di garanzia, e non come fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che, nonostante la presenza della clausola a prima richiesta, è necessario valutare l'intero contenuto del contratto per determinarne la natura, e che tale clausola non esclude automaticamente l'applicazione delle tutele previste per il fideiussore, come l'art. 1957 c.c.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso riguardante un contratto di garanzia, chiarendo la distinzione fondamentale tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. La Corte ha stabilito che la sola clausola 'a prima richiesta' non è sufficiente a qualificare un contratto come autonomo; è necessaria la clausola 'senza eccezioni'. Inoltre, ha cassato la decisione di merito per aver erroneamente ritenuto concluso un accordo nonostante la mancata corrispondenza tra proposta e accettazione su punti essenziali.
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Contratto autonomo di garanzia: la guida completa
Una società e i suoi garanti si sono opposti a un decreto ingiuntivo relativo a un contratto di leasing. Il Tribunale di Firenze ha respinto l'opposizione, confermando il decreto. La sentenza ha qualificato la garanzia prestata come un contratto autonomo di garanzia, data la presenza di clausole come "a prima richiesta". Tale qualificazione impedisce al garante di sollevare eccezioni relative al rapporto principale (es. vizi del bene o sua indisponibilità), obbligandolo al pagamento. La corte ha inoltre escluso che i garanti, soci e amministratori della società debitrice, potessero essere considerati 'consumatori'.
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Fideiussione omnibus: la nullità parziale non salva
Il Tribunale di Torino si è pronunciato su un'opposizione a decreto ingiuntivo basata sulla presunta nullità di una fideiussione omnibus. La sentenza chiarisce la distinzione temporale per l'applicazione della nullità parziale legata allo schema ABI: la prova dell'intesa anticoncorrenziale è presunta solo per i contratti antecedenti al provvedimento della Banca d'Italia del 2005. Per quelli successivi, l'onere della prova ricade sul garante. Inoltre, il Tribunale ha stabilito che la clausola 'a semplice richiesta' è sufficiente a impedire la decadenza del creditore ai sensi dell'art. 1957 c.c. Di conseguenza, pur revocando il decreto ingiuntivo originario a causa di pagamenti parziali avvenuti in corso di causa, ha condannato i garanti al pagamento del debito residuo.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione del Tribunale
Un'azienda e il suo garante si oppongono a un decreto ingiuntivo bancario. Il Tribunale distingue le posizioni: accoglie l'opposizione dell'azienda, ricalcolando il debito, ma la rigetta per il garante, qualificando la sua obbligazione come un contratto autonomo di garanzia. La clausola 'a prima richiesta' si rivela decisiva, escludendo l'applicazione dell'art. 1957 c.c. e la possibilità per il garante di sollevare eccezioni.
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